Quota 100 oggi martedì novità per due motivi domande sospese e rallentate INPS

di Marianna Quatraro pubblicato il
Quota 100 oggi martedì novità per due mo

Quota 100 novita domande sospese rallentate INPS

Chi ha presentato domanda di pensione con quota 100 potrebbe dover continuare a lavorare: i motivi e cosa sta succedendo

Continua l’iter del decretone pensioni alla Camera e l’attesa del voto per la conversione in legge ufficiale cresce. Tuttavia, stando a quanto riportano le ultime notizie, le domande di pensione presentate con la novità di quota 100, ma non solo, potrebbero essere sospese o subire rallentamenti, compresi tra uno e tre mesi forse, e a causa di diversi motivi. Vediamo quali sono e cosa sta succedendo.

Quota 100: motivi rallentamento domande Inps

Chi si era preparato ad andare subito in pensione con la novità di quota 100, avendo raggiunto i requisiti richiesti di 62 anni di età e 38 anni di contributi, tirando un sospiro di sollievo per l’uscita prima senza necessità di dover aspettare i 67 anni di età per la pensione di vecchiaia, dovrà probabilmente tribolare ancora un po’. Stando a quanto riportano le ultime notizie, sembrerebbe infatti esserci la possibilità che alcune domande di pensione con la novità di quota 100 presentate negli ultimi 3 mesi possano essere sospese o rallentate.

Diversi, secondo le ultime notizie, sarebbero i motivi di questi potenziali rallentamenti dovuti principalmente a: un mancato piano di turn over effettivo, nonostante i prepensionamento, per un blocco delle assunzioni nel comparto statale; una grossa mole di lavoro per l'Inps che, stando alle ultime notizie, sembra aver bisogno di più tempo per l'accoglimento di tutte le domande pervenute finora; ritardo di approvazione ufficiale della nomina del nuovo presidente Inps, la cui firma lega è fondamentale perchè atti e documenti possano andare avanti. In questo contesto, è bene sottolineare che tra i problemi che potrebbero causare una sospensione o rallentamenti per le domande di pensione con le ultime novità e quota 100 non rientra quello dei soldi che, come più volte ribadito, sono disponibili.

Domande pensione quota 100: cosa potrebbe accadere

Ciò che ci si chiede è cosa potrebbe effettivamente accadere a tutti coloro che hanno presentato già la domanda di pensione con la quota 100 se davvero ci fossero sospensioni o rallentamenti? Secondo quanto spiegato dalle ultime notizie, per quanto riguarda i dipendenti della P.A., è possibile che nonostante requisiti raggiunti e calcolo finestre, debbano continuare a lavorare per alcuni mesi ulteriori, situazione che costituzionalmente può verificarsi; mentre per i dipendenti privati potrebbero solo esserci rallentamenti per l’uscita nell’attesa che l’Inps si organizzi per smaltire la mole di lavoro.

La dimostrazione di quanto appena riportato arriva proprio dal mondo della scuola: stando a quanto riportano le ultime notizie e confermato da diverse fonti, tra cui anche Anna Maria Santoro della Flc Cgil, ben 18mila domande di pensione con quota 100 presentate nei tempi previsti da lavoratori Ata e docenti della scuola rischiano di non essere approvate perché l’Inps non ha la storia contributiva completa delle persone per una parziale trasmissione dei dati quando Inpdap-Inps si sono fusi.

E’, dunque, necessario prima recuperare i dati dalle scuole e dai provveditorati e se l'Inps non ce la facesse le domande sarebbero respinte. Per accertare i requisiti di pensione, infatti, l’Inps ha giugno e luglio di tempo e se si va oltre il 31 luglio, ma entro fine agosto, non saranno più possibili le immissioni in ruolo ma i posti saranno occupati dalle supplenze, mentre se si va anche oltre il 31 agosto, l’anno salterebbe, arrivando al primo settembre 2020, anche se il diritto alla pensione con quota 100 scatta nel 2019.