Quota 100 in Gazzetta ufficiale pubblicazione decreto ufficiale. Cause ritardi.

In ritardo la pubblicazione del decreto pensioni quota 100 in Gazzetta Ufficiale: ancora in corso verifiche su coperture e non solo

Quota 100 in Gazzetta ufficiale pubblica

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Una serie di ritardi fanno in modo che oggi giovedì 24 Gennaio non ci sia ancora quota 100, la principale novità per le pensioni, pubblicata in Gazzetta Ufficiale E i tempi rischiano di allungarsi troppo, tra conferme e smentite sulla pubblicazione.
 

Novità pensioni di quota 100 finalmente approvata con il decreto pensioni cui il CdM la scorsa settimana ha dato il via libera ma non ancora ufficiale: perché, infatti, la misura, insieme alle altre novità pensioni contenute nel maxi decretone e cioè proroga di opzione donna e ape social per un altro anno e blocco delle aspettative di vita, entri effettivamente in vigore è necessario che il decreto pensioni approvato venga convertito in legge al termine dell’iter parlamentare. Tuttavia, alla luce delle ultime notizie sui ritardi di pubblicazione del decreto quota 100 stesso in Gazzetta Ufficiale, il timore è che i tempi possano diventare sempre più lunghi.

Quota 100: ritardi pubblicazione decreto in Gazzetta Ufficiale e motivi

La pubblicazione del decreto pensioni approvato la scorsa settimana sarebbe dovuta avvenire in cinque giorni, tempo che solitamente trascorre tra l’approvazione di un decreto e, appunto, la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale ma i tempi si stanno allungando e ci si chiede il perché. Mentre il vicepremier Luigi Di Maio si è affrettato a dichiarare al Corriere della Sera che il ritardo della pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale non dipende da lui, le ultime notizie confermano che i tecnici della Ragioneria di Stato starebbero portando avanti ulteriori verifiche soprattutto per quanto riguarda le coperture. Come dichiarato già tempo fa, infatti, probabilmente le risorse economiche stanziate saranno insufficienti per soddisfare le domande di tutti tanto che sia per quota 100 che per il reddito di cittadinanza è stata introdotta la clausola secondo la quale le misure saranno concesse fino a esaurimento fondi.

Il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, ha poi confermato come si sia ancora in una fase interlocutoria perché, stando a quanto riportano le ultime notizie, in merito alla novità pensioni di quota 100 ci sarebbe ancora da sciogliere il nodo relativo al Tfs per gli statali. Al momento, come confermano le ultime notizie, il Tfs dovrebbe essere subito erogato ai dipendenti statali che decidono di andare in pensione con la quota 100 fino alla somma di 30mila euro tramite prestito bancario di cui lo Stato dovrebbe accollarsi la maggior parte degli interessi mentre il lavoratore dovrebbe pagare un minima percentuale. Ma cosa potrebbe accadere se una volta percepito il Tfs il lavoratore non pagasse gli interessi? Quando arriveranno i soldi dalle banche?

Per il sottosegretario Durigon serve calma e a sostenere la sua posizione il collega Massimo Garavaglia che, stando alle ultime notizie, avrebbe dichiarato che il mondo non finisce domani se il decreto viene pubblicato in ritardo in Gazzetta Ufficiale e arriva in ritardo in Parlamento.

Quota 100 e ritardi: le conseguenze

In realtà, i ritardi nel percorso di conversione in legge del decreto pensioni quota 100 hanno conseguenze, non è vero che non hanno importanza, perché fino a quanto il decreto non sarà ufficialmente legge, non si potrà andare in pensione con la quota 100 né accedere alle altre novità pensioni comprese nel decreto. Tutto è, dunque, bloccato. Inoltre, al termine dell’iter parlamentare, nonostante il decreto sarà legge, bisognerà aspettare ulteriormente che l’Inps emani le circolari attuative, il che significa allungare ancora i tempi. E se questi ultimi si protrarranno ancora, i tempi annunciati, e cioè di uscita con quota 100 dal primo aprile per i dipendenti privati e dal primo agosto per i dipendenti pubblici, potrebbero non essere rispettati.