Quota 100, se fosse cancellata subito ecco come si potrebbero usare i soldi

di Chiara Compagnucci pubblicato il

Con il cambio del governo il fronte di chi spinge a un diverso utilizzo dei soldi delle pensioni e di quota 100 si sta facendo sempre pi¨ ampio.

Quota 100, se fosse cancellata subito ec

Quota 100, tenerla o cancellare

Adesso che un nuovo governo si è installato alla guida del Paese, ogni cambiamento è possibile. Anche il totale ribaltamento di quota 100 ovvero la principale novità per le pensioni introdotta dal precedente esecutivo sostenuto da Lega e Movimento 5 Stelle. Il passaggio di consegne tra Lega e Partito democratico apre adesso a nuove prospettive e nonostante le rassicurazioni fornite dai vertici del M5S, Luigi Di Maio su tutti, ( ma anche dal Ministro dell'Economia Gualtieri o da diversi esponenti del Pd) il futuro di quota 100 è in dubbio.almeno stando alle pagine di alcuni giornali.

In premessa è indispensabile ricordare che questo strumento ha una durata di tre anni e consente a chi riesce a raggiungere il risultato di 100 sommando età anagrafica e anni di contribuzione di andare in pensione in anticipo rispetto a quanto previsto dalla normativa in vigore.

Quota 100, tenerla o cancellare la novità per la pensione?

Non stupisce allora che con il cambio del governo il fronte di chi spinge a un diverso utilizzo dei soldi si fa sempre più ampio. Citiamo ad esempio il quotidiano economico-finanziario Il Sole 24 Ore che ha ricevuto un assist dalla Ragioneria dello Stato, secondo cui se i provvedimenti approvati dal primo governo Conte dovessero essere applicati fino in fondo, la spesa per pensioni aumenterebbe di circa lo 0,2% fino al 2040. Misure che se, pur contestata sia dal tesoro che dall'INPS sono ancora state prese di riferimento ieri dal quotidiano di Confidustria,

E non si tratta di misure che stravolgono il sistema attuale, trattandosi solo di quota 100 fino a 2021 del blocco dell'adeguamento alla speranza di vita dell'età di pensionamento fino al 2026. Inevitabile allora che il giornalista Vincenzo Galasso, nell'articolo appunto di ieri, si domandi se vale la pena impegnare tutti questi soldi per questi risultati.

Le ragioni a sostegno di queste argomentazioni sono chiare: l'Italia è tra i Paesi dove si vive più a lungo, ma tra quelli in cui si va in pensione più tardi. In seconda battuta, a chi giova quota 100? Ai lavoratori con carriere lavorative continue - fa presente Galasso - e che avrebbero maturato i requisiti per andare in pensione anticipata nell'arco di due anni.

Non sono quindi quelli in difficoltà ovvero con carriere discontinue e a cui sono destinati assegni più bassi. Insomma, la platea dei beneficiari è troppo ristretta e allo stesso tempo ci sono altre categorie di lavoratori che avvertono maggiormente il bisogno di maggiore facilità. E spendere 7 miliardi ogni anno per finanziare quota 100 per il prossimo biennio non apparirebbe la soluzione migliore o comunque quella prioritaria.

Come si potrebbero usare i soldi

Su queste basi, il quotidiano suggerisce una serie di strade alternative, a iniziare dalla riduzione del debito pubblico, vera e propria zavorra economica del Paese. L'urgenza passa invece dal blocco dell'aumento dell'Iva per cui occorre disinnescare le clausole di salvaguardia. E questi soldi farebbero molto comodo. Al di là delle misure economiche, il quotidiano invita a pensare all'ipotesi di foraggiare asili nido e scuole materne con ripercussioni positive sull'occupazione.

La soluzione più innovativa sarebbe invece il finanziamento di un fondo pensione per i giovani. Come succede in Svizzera - viene fatto presente - con i fondi di compensazione.

La nostra opinione

Prima di tutto è bene ricordare che nelle altre nazioni esistono forse per il pensionamento anticipato per lavori usuranti e gravosi e per i precoci e forme di facilitazioni per disoccupati e chi si ritrova senza lavoro come accade in Francia e in Germania, solo per citare due Paesi. E che in Italia, tranne alcune particolari categorie, non ci sono assolutamente leggi per questi lavoratori che giustamente richiedono i 41 anni per tutti per andare in pensione di contributi versati e il blocco delle aspettative di vita che altrimenti in qualche anno li portebbero a 45 anni di contribuzione.

Senza contare i tanti morti sul lavoro che continuano ad esserci praticamente ogni giorno e spesso sono sopra i 60 anni, impegnati in lavori difficili e non adatti alla propria età

Il secondo punto è che nulla viene per le donne, tranne Opzione Donna, ma dove l'assegno viene decurtato in modo pesante e non si riconosce il lavoro della donna nella nostra società, tanto è veroc he Opzione Donna potrebbe e dovrebbe essere migliorata o, anche, fare una speciale pensione di uscita anticipata per le donna.

Quota 100 è senza altro migliorabile, non ha portato gli effetti prospettati a livello di occupazione, ma anche perchè il turnover nelle PA non c'è stato per il blocco che ancora continua per le assunzioni e lo dimostrano i 200mila supplementi all'inizio dell'anno scolastico.

Tra l'altro quota 100, probabilmente, anche l'anno prossimo costerà "solo" 4 miliardi perchè non utilizzata appieno. 

Dunque, i soldi risparmiati ci sono già e con questi si potrebbe pensare di rivedere il sistema iniquo delle pensioni attuali, che anche la stessa Fornero ha considerato sbagliato in diverse forme. O prendere anche tutti gli 8 miliardi e modificare quota 100 per favorire anche usuranti, precoci, disoccupati e donne. (fermo restano che rimarrà opzione donna). Senza dimenticare gli esodati e gli invalidi.

Certo, che questi soldi, si potrebbero anche spendere meglio, ma perchè allora non tagliare gli scivoli dedicati a favorire i prepensionamenti solo per chi lavorare nelle grani aziende a tutto favore di queste ultime?  E perchè non dividere la previdenza dall'assstenza, mettendo mano alle tante agevolazioni fiscali una giungla di risorse spesso non utilizzate o usate male e da furbetti?

Se quota 100 non soddisfa, rivediamola, ma per sistemare tutto il sistema delle pensioni, che è stato rivisti in fretta e furia, come è stato anche detto dalla Fornero, in un momento di crisi grave.

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