Quota 100 ufficiale decreto approvato ufficiale. A chi spetta, quando si può fare domanda INPS, requisiti, regole ufficiali

Al via la novità pensioni di quota 100: cosa prevede, requisiti e come si calcola importo dell’assegno finale. Le regole

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Quota 100 ufficiale regole requisiti domanda INPS

Il decreto pensioni ufficiali approvato dal Consiglio dei Ministri definisce finalmente le regole ufficiali per poter anticipare il momento della pensione con la novità di quota 100 che, contrariamente a quanto sempre annunciato, non rappresenta il primo passo verso la revisione totale della legge pensionistica in vigore, ma una possibilità, che sarà sperimentale per tre anni, di andare in pensione prima rispetto ai requisiti pensionistici attualmente richiesti.

Quota 100 novità: a chi spetta e requisiti

Da quest’anno, e per tre anni considerando che la novità pensioni di quota 100 non è strutturale ma della durata triennale, chi volesse anticipare il momento dell’uscita dal lavoro può scegliere di andare in pensione con quota 100 a condizione, chiaramente, di avere i requisiti tali per farlo. La quota 100 spetta infatti a tutti coloro che abbiano maturato o maturino i requisiti di quota 100, vale a dire 62 anni di età e 38 anni di contributi come base di partenza. Ciò significa che si potrebbe andare in pensione anche a 63 anni di età e 37 anni di contributi, a 64 anni di età e 36 anni di contributi e così via.

Pensioni quota 100 come e quando si può fare domanda all’Inps

Le domande di pensione con la quota 100 si potranno iniziare a presentare all’Inps presumibilmente a partire dal mese di marzo, considerando i tempi di iter parlamentare del decreto pensioni approvato e successivo arrivo delle circolari attuative da parte dell’Inps. Ma se i tempi parlamentari, solitamente di 60 giorni, dovessero accorciarsi, è possibile che anche le circolari attuative Inps arrivino prima e, di conseguenza, anche le domande per la pensione potranno essere presentare prima di marzo. Al momento, però, il tempo stimato rimane questo

Novità pensioni quota 100 quando si potrà andare in pensione, uscire dal lavoro

Una volta inviata la domanda per la pensione di quota 100 non si potrà andare subito in pensione. Innanzitutto è bene specificare che i tempi di uscita con la quota 100 sono differenti per lavoratori privati e pubblici. I lavoratori privati che hanno maturato i requisiti di quota 100 entro il 31 dicembre 2018 possono, infatti, iniziare ad andare effettivamente in pensione solo a partire dal primo aprile, considerando la finestra trimestrale mobile stabilita per tutti dalla quota 100, e fino ad allora continueranno a lavorare. Chi matura i requisiti per la pensione con quota 100 dopo il 31 dicembre 2018 dovrà aspettare i relativi tre mesi di finestra.

Per i lavoratori pubblici, i tempi sono più lunghi e possono, infatti, iniziare ad andare in pensione dal primo agosto se hanno maturato i requisiti richiesti entro il 31 marzo 2018. Chi li matura dopo questa data, cioè a partire dal primo aprile 2019, dovrà attendere ulteriori sei mesi, presentando il preavviso per dar modo alla Pubblica Amministrazione di indire nuovi concorsi per assumere nuovo personale. In ogni caso, sia lavoratori privati e che pubblici, lo ripetiamo, possono iniziare a presentare domanda di pensione all’Inps da marzo (forse anche prima ma dipende dall’iter del decreto come sopra spiegato).

Tempi ancora diversi di presentazione della domanda all’Inps sono, invece, previsti per i lavoratori della scuola, insegnanti personale Ata he, stando a quanto riportano le ultime notizie, devono presentare la domanda entro il 28 febbraio e maturare i requisiti previsti dalla quota 100 entro il 31 dicembre 2019 per andare poi in pensione il primo settembre, considerando il termine dell’anno scolastico non coincide con il termine dell’anno solare per cui è necessario garantire la continuità scolastica.

Quota 100 calcolo pensioni

Nonostante come sottolineato dal vicepremier Salvini non sia prevista alcuna penalizzazione per chi deciderà di andare in pensione prima con la quota 100, sembra che il calcolo dell’importo finale dell’assegno che si percepirà proprio con la quota 100 sarà ridotto, inferiore a quello che si percepirebbe andando in pensione maturando i normali requisiti pensionistici richiesti. E si tratta di una riduzione sostanzialmente logica, considerando che si lavora meno anni, per cui si accumulano meno contributi.

Secondo le ultime notizie derivanti da alcune stime, i tagli degli assegni finali con la quota 100 potrebbero essere, secondo il sottosegretario a Lavoro Durigon, fino al 16% in meno rispetto a quanto si percepirebbe andando in pensione raggiungendo i normali requisiti pensionistici richiesti; stime che non coincidono con quelle dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio che parla di tagli compresi tra 5 e anche oltre il 30% in base al tempo in cui si decide di andare in pensione prima. In ogni caso, è bene specificare che nel calcolo della pensione con quota 100 non è previsto il cumulo, cioè la pensione con quota 100 fino alla maturazione dei normali requisiti per la pensione di vecchiaia non si può cumulare con i redditi da lavoro dipendente o autonomo. Unica eccezione in tal senso è rappresentata dai redditi da lavoro autonomo occasionale, nel limite di 5.000 euro lordi annui. Inoltre, nel calcolo finale della pensione con quota 100 si potranno considerare alcuni contributi figurativi.