Riforma pensioni, quota 100 INPS contro. Relazione annuale Inps scontenta tutti. Ma quanto costa davvero

A far discutere è il suo scetticismo nei confronti di quota 100, la misura più imminente nel mirino del nuovo governo per cambiare il sistema delle pensioni.

Riforma pensioni, quota 100 INPS contro.

La critica a quota 100


C'è poco da meravigliarsi perché sin dal giorno del suo insediamento alla guida dell'Inps, Tito Boeri non si è limitato alla gestione burocratica dell'ente, assumendo un atteggiamento propositivo e critico. Anche a costo di esprimere posizioni poco popolari. Non sorprende allora il coro di proteste in seguito alla lettura del nuovo rapporto dell'Istituto nazionale della previdenza sociale nella sala della Regina della Camera dei Deputati alla presenza del ministro del Lavoro Luigi Di Maio. E che l'Inps sia un vero e proprio colosso nel mondo italiano, soprattutto in seguito all'assorbimento di Ipost, Enpals ed Inpdap. è dimostrato dal numero complessivo degli assicurati, attualmente pari a 25,138 milioni di lavoratori. Il punto fondamentale, oggetto di critiche da più parti è proprio questo: per Boeri è a rischio per il sistema pensionistico italiano perché i giovani che lavorano sono pochi e gli anziani in pensione sono troppi.

Tutti i temi affrontati nel rapporto Inps

Boeri non ha tralasciato un solo aspetto, concentrandosi sulle caratteristiche e le criticità della crescita dell'occupazione, la gig economy come nuova frontiera del lavoro, gli ammortizzatori sociali, la redistribuzione nel sistema pensionistico pubblico e naturalmente le esperienze, l'evoluzione e le prospettive dell'Inps. Nella pagine del lungo rapporto è presente anche un'ampia digressione sul Polo unico della medicina fiscale, sul processo di dismissione degli immobili non strumentali e sull'ottenimento di nuove economie nei processi di approvvigionamento, a iniziare dal settore informatico. E il tutto mentre l'Inps ha già annunciato l'intenzione di prepararsi ad accogliere nuove risorse per portare a compimento le tante mansioni con efficacia ed efficienza. E a far discutere è naturalmente il richiamo all'indispensabilità di migranti regolari per far quadrare i conti.

A detta del numero uno dell'Inps, il quadro complessivo è quello di una popolazione che nella fascia di età 20-64 anni si sta riducendo, nonostante l'apporto degli immigrati, ed è nel contempo sempre più presente attivamente nel mercato del lavoro, per l'effetto congiunto di varie determinanti di lunga durata, sia sociali sia normative. Ma soprattutto , eventuali politiche di recupero della bassa natalità italiana ovvero dei tassi di occupazione femminili e maschili possono correggere gli squilibri demografici nel lungo periodo ma non arginare la riduzione delle classi di popolazione in età lavorativa prevista per il prossimo ventennio.

La critica a quota 100

E a far discutere è anche il suo scetticismo nei confronti di quota 100, la misura più imminente nel mirino del nuovo governo per cambiare il sistema delle pensioni. Ebbene, se il passaggio sui migranti è stato divisorio, questo ha fatto saltare sulla sedia anche i sindacati. Per Boeri il provvedimento sarebbe troppo costoso per le casse delle Stato perché - parole sue - ripristinando le pensioni di anzianità con quota 100 o 41 anni di contributi si avrebbero subito circa 750.000 pensionati in più. Troppi per l'Inps.