Resoconto incontro pensioni Sindacati-Governo ieri mercoledý 16 Settembre 2020. Le novitÓ

di Marianna Quatraro pubblicato il
Resoconto incontro pensioni Sindacati-Go

Resoconto incontro pensioni ieri mercoledi 16 Settembre

NovitÓ pensioni sul tavolo tra governo e sindacati: quota 102 dopo quota 100, ape social anche ai lavoratori fragili a rischi Covid e proroga opzione donna

Un nuovo incontro tra sindacati e governo, alla presenza del ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, per discutere di riforma previdenziale e nuove misure post quota 100. Diverse le posizioni e diverse anche le proposte da parte delle forze sociali. Vediamo il resoconto dell’incontro tenutosi ieri mercoledì 16 settembre tra sindacati e governo.

Quota 102 dopo quota 100 l’ipotesi in ballo

La certezza da cui parte la riforma pensioni che verrà è che dal primo gennaio 2022 non si potrà più andare in pensione prima con la quota 100, a 62 anni di età e avendo maturato almeno 38 anni di contributi, perché la misura si esaurirà alla sua scadenza naturale fissata alla fine del 2021 e non sarà rinnovata.

L’impegno è quello di definire una novità che eviti lo scalone tanto temuto per l’uscita, che sarebbe di ben cinque anni, considerando che per andare in pensione di vecchiaia bisogna raggiungere i 67 anni di età mentre la quota 100 permette di uscire a 62 anni.

L’ipotesi al momento in ballo è quella di una quota 102: stando a quanto riportano le ultime notizie, infatti, si parla della possibilità di far subentrare alla quota 100 la possibilità di andare in pensione, dal 2022, a 64 anni di età e con 38 di contributi, raggiungendo la cosiddetta quota 102.

Proroga 2021 opzione donna e ape social estesa

Nel corso dell’incontro tenutosi ieri, il ministro del Lavoro Catalfo ha confermato la proroga ancora per tutto il 2021 di opzione donna, per permettere alle donne lavoratrici sia dipendenti che autonome di andare in pensione prima a 58 e 59 anni, e dell’Ape social. Si attendono però novità per l’Ape social.

Secondo quanto emerso, infatti, la possibilità di andare in pensione a 63 anni e a costo zero con l’Ape social potrebbe essere estesa anche ai cosiddetti lavoratori fragili a rischio Covid. Si tratta di coloro che pur non essendo invalidi al 74% soffrono di gravi patologie, come tumori o malattie cardio-vascolari. Ma non solo: l’ape social potrebbe essere estesa anche a disoccupati di lunga durata o a chi non ha diritto alla Naspi.

Resoconto incontro pensioni con governo posizioni sindacati

Alle ipotesi di quota 102, proroga opzione donna e ape social, per cui allargare anche la platea di beneficiari, i sindacati, che si sono detti ottimisti sul lavoro da portare avanti con il governo per una nuova riforma previdenziale e aperti al confronto, hanno risposto mettendo sul tavolo ulteriori proposte, come:

  • quota 41, per permettere a chi ha versato 41 anni di contributi di andare in pensione indipendentemente dall’età anagrafica;
  • pensione contributiva di garanzia per i giovani;
  • misure di tutela del potere di acquisto dei pensionati;
  • novità pensioni ad hoc per le donne;
  • misure per incentivare la pensione complementare;
  • staffetta generazionale, per anticipare la pensione dei lavoratori, previo accordo sindacale, in cambio dell'assunzione di giovani.
  • per l'ape social per lavoratori gravosi, i sindacati vorrebbero la riduzione da 36 a 30 anni di contributi in modo da far rientrare molte categorie di lavoratori oggi esclusi, come gli edili.

Prossimi tavoli tecnici per ulteriori novità pensioni

Nell’attesa di capire su quali effettive novità pensioni si lavorerà, sono già in programma nuovi tavoli tecnici, quattro, che si terranno tra governo e sindacati, sui seguenti temi:

  • proroga Ape sociale e Opzione donna e lavoratori precoci, esodati;
  • contratti di espansione e isopensione;
  • previdenza complementare;
  • rivalutazione delle pensioni.

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