Riflessioni su pensioni a 67 anni e oltre, ma a casa per coronavirus da 65 anni

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Riflessioni su pensioni a 67 anni e oltr

A rischio a 65 anni per coronavirus

Le norme governative parlano chiaro: gli anziani over 65 dovrebbero rimanere a casa per evitare di esporsi al contagio da coronavirus. E qui si crea un paradosso tutto italiano.

Sono giorni di grandi riflessioni per gli italiani perché la diffusione del coronavirus sta mettendo in discussione certezze acquisite.

Pensiamo agli anziani ad esempio, anzi, ai pensionati, tenendo conto che non per questa seconda categoria l'età del ritiro del lavoro avviene sempre più tardi ovvero in tarda anzianità. Stando alle ultime e urgenti disposizioni approvate dal governo, frutto dei dati aggiornati sui decessi per coronavirus (o con coronavirus), sono proprio gli anziani i più vulnerabili.

Da qui la necessità di prevedere misure speciali per la loro tutela ovvero raccomandazioni per scongiurare la diffusione del contagio. Di interessante c'è proprio la soglia di età di 65 anni individuata dall'esecutivo.

Si tratta del limite oltre il quale il rischio aumenta scatta il suggerimento per la salute e la sopravvivenza a non esporsi ovvero a evitare contatti e a rimanere chiusi in casa. Vediamo insieme in questo articolo

  • A rischio a 65 anni per coronavirus, ma non per lavorare
  • La salute è un diritto in ogni caso e anche la pensione la può preservare
  • Dimostrazione richieste per le pensioni anticipate, dunque, sono giuste?

A rischio a 65 anni per coronavirus, ma non per lavorare

Le norme governative parlano chiaro: gli anziani over 65 dovrebbero rimanere a casa per evitare di esporsi al contagio da coronavirus. E nel loro caso rischia di essere letale, anche se non sofferenti di particolari patologie.

Peccato solo che, paradosso tutto italiano, questa disposizione va in netto contrasto con quelle sull'età della pensione. A oggi, nel 2020, è impossibile ritirarsi a vita prima del compimento dei 67 anni, se non per alcune eccezioni alla riforma fornero.

E questo limite anagrafico è destinato ad aumentare anno dopo anno. Assistiamo quindi a una situazione confusionaria: il governo invita gli over 65 a rimanere a casa, ma in pochi possono seguire questa disposizione perché sono costretti a lavorare e dunque a esporsi a rischi di cui farebbero volentieri a meno.

La salute è un diritto in ogni caso e anche la pensione la può preservare

In realtà occorre andare al di là dell'emergenza coronavirus di queste settimane e allargare lo sguardo e il piano di azione. La conservazione della salute è un diritto, così come la vita, ed è dunque giusto prevedere le migliori condizioni per raggiungere questi obiettivi.

Da qui il diritto ad andare in pensione quando non sia ormai troppo tardi perché, come dimostrano i dati sugli infortuni e le morti sul lavoro, sono soprattutto gli over 60 a rischiare

Non si possono, infatti, dimenticare le 50mila morti e gli infortuni sul lavoro, un bollettino annuo che supera quello di molte malattie, con tutto il rispetto del caso per la sacralità della vita, anche di una sola vita, e di come queste morti e infortuni capitano, a livello statistico, capitino sempre più a lavoratori over 60 anni e spesso per lavori difficile e pericoli da fare, se non adirittura, usuranti.

Oppure a persone che lavorano da una vita, ad esempio, basti pensare ai precoci, dove magari l'attenzione e i riflessi, dopo tanti anni di lavoro viene a mancare.

Dimostrazione richieste per le pensioni anticipate, dunque, sono giuste?

Alla luce di quanto abbiamo analizzato, la situazione appare piuttosto chiara. Tutto questo dimostra che le richieste di milioni di cittadini di andare in pensione prima rispetto ai 67 anni di età sono giusti e comprensibili.

E in modo particolare per chi ha iniziato a lavorare in anticipo rispetto alla tradizionale tabella di marcia, come i precoci.

Ma anche per chi ha eseguito lavori particolarmente usuranti o per le donne che devono prendersi cura delle famiglie e spesso anche dei parenti più sfortunati che si trovano in una situazione di difficoltà e non hanno aiuti.

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