Riforma pensioni 2020-2021, le novità accadute in Agosto. Facciamo il punto

di Marianna Quatraro pubblicato il
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Riforma pensioni novita accadute Agosto Facciamo punto

Quota 100 fino a fine 2021, flessibilità in uscita a 62, 63 anni, nuove misure da definire: come potrebbero cambiare ancora le pensioni

La questione pensioni di nuovo al centro delle discussioni politiche e sociali: all’indomani del picco epidemico da Covid-19, delle misure economiche a sostegno di un Paese deciso abbattuto dalla diffusione del coronavirus che ancora continua a contagiare in Italia, si torna a parlare di pensioni, tra nuove dichiarazioni e prospettive di lavoro. Facciamo il punto sulle novità di agosto per una riforma pensioni 2020-2021.

Riforma pensioni 2020-2021 novità agosto tra quota 100 e nuove flessibilità

Le prime novità relative alla riforma pensioni 2020-2021 riguardano la quota 100 e l’ulteriore conferma del fatto che la misura che permette di andare in pensione a 62 anni di età e con 38 anni di contributi resterà fino alla sua naturale scadenza, vale a dire fino al 31 dicembre 2021.

Nessuna abolizione anticipata, dunque. Cosa cambierà con l’esaurirsi della quota 100? E’ questo ancora il nodo da sciogliere. Alla fine del 2021, si tornerà ad andare in pensione esclusivamente secondo le orme pensionistiche previste dalla riforma Fornero, vale a dire a 67 anni di età e con almeno 20 anni di contributi, ma si tratta di requisiti che potrebbero creare uno scalone di 5 anni senza una misura ad hoc che lo blocchi.

Tra le urgenze, c'è da ricordare certamente che l'opzione donna e l'Ape Social scadranno a fine 2020 se non ci sarà un rinnovo entro quest'anno. E sia per le donne che per l'Ape Social non c'è in ballo solo il rinnovo, come vedremo, ma anche richieste di miglioramento e rafforzamento.

Sono diverse ad oggi le proposte di flessibilità in uscita per una nuova riforma delle pensioni 2020-2021 volte ad evitare che si crei lo scalone per la pensione.

Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, ha riposto un sistema di flessibilità di in uscita a 62-63 anni, ribadendo anche la necessità di una quota 41 per permettere a tutti di andare in pensione con soli 41 anni di contributi indipendentemente dal requisito anagrafico e senza alcuna penalizzazione.

Dal canto suo, Cesare Damiano, appoggiando la quota 41 per tutti, ha parlato nuovamente della necessità di una pensione anticipata senza penalizzazioni per lavori usuranti, gravosi e con una penalizzazione del 2% per ogni anno di anticipo per tutti gli altri lavoratori.

Protagonista del recente dibattito pensionistico anche Roberto Ghiselli della Cigl che ha proposto proroga e rafforzamento dell’Ape social, per permettere soprattutto ora, in questo periodo di difficoltà estrema dovuta alla diffusione del coronavirus, ad alcune categorie di lavoratori più esposti al rischio, di andare in pensione prima a 63 anni di età abbassando anche il requisito contributivo da 36 a 30 anni.

Dal governo al momento non è stata espressa alcuna decisa posizione, se non quella relativa alla conferma della quota 100 fino alla fine del prossimo anno 2021. Per il resto, tutto è ancora in discussione.

Intanto tutto bloccato per la pensione anticipata

Resta, però, intanto tutto bloccato per la pensione anticipata, come confermato dalle ultime notizie. I requisiti per l'accesso alla pensione anticipata, che prevede 42 anni e dieci mesi di contributi per gli uomini a prescindere dall’età e un anno in meno, cioè 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne, non saranno soggetti ad alcuna adeguamento alla speranza di vita, come previsto dalla legge Fornero, fino al primo gennaio 2027.

Proposte sindacati per riforma pensioni 2020-2021

La strada verso una nuova riforma pensioni 2020-2021 passa attraverso tavoli e confronti che si terranno ancora tra governo e sindacati a partire da questo mese di settembre, incontri già iniziati, e occasioni per le forze sociali di rilanciare le loro proposte per una revisione delle pensioni che sia soddisfacente per tutti e non penalizzante.

Le novità pensioni 2020-2021 rilanciate dai sindacati sono diverse e prevedono:

  • flessibilità in uscita per tutti a 62 anni di età e con 20 almeno anni di contribuzione;
  • quota 41 per tutti per andare in pensione con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età;
  • rafforzare e rendere strutturale l’Ape social;
  • misure ad hoc per la pensione anticipata delle donne con riconoscimento di sconti contributivi per la pensione delle donne con figli o che assistono familiari;
  • aumento dei trattamenti pensionistici con riduzione della pressione fiscale, come già fatto per i lavoratori dipendenti;
  • riconoscimento di contributi figurativi per periodi di disoccupazione involontaria, periodi di formazione e periodi dedicati al lavoro di cura familiare;
  • pensione contributiva di garanzia per i giovani;
  • rivalutazione delle pensioni.

I sindacati chiedono, inoltre, di riprendere le discussioni sul tema esodati, con l’estensione dell’ottava salvaguardia a tutti coloro che maturano i requisiti entro il 2021 e definire nuove misure per accompagnare alla pensione chi è rimasto vittima dell’emergenza coronavirus.

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