Riforma pensioni: scalone Maroni come dovrebbe essere ridotto e aumentate pensioni base

2,5 miliardi per 2,5 milioni di persone: questi i grandi numeri della correzione del sistema previdenziale alla Maroni


2,5 miliardi per 2,5 milioni di persone: questi i grandi numeri della correzione del sistema previdenziale alla Maroni. Un nuovo contributo alla flessibilità della riforma pensionistica che dovrebbe avvantaggiare le pensioni basse. Nell’ipotesi di correzione un bonus da 250 euro previsto in autunno con aumenti veri e propri dal 2008 nell’ordine di 40 euro al mese più una rivalutazione annuale delle pensioni.

Il provvedimento sarà articolato, secondo le migliori intenzioni del governo, in due tranche con un aiuto alle pensioni minime in un primo tempo (580-600 Euro mensili) e un ritocco strutturale a partire dal 2008. L’irrobustimento dell’assegno dovrebbe inoltre riguardare le categorie sociali svantaggiate come portatori di handicap e nuclei disagiati, secondo quanto patteggiato tra governo e sindacati nella giornata di ieri a Palazzo Chigi (v. ANSA).

Le modifiche saranno inserite nel Dpef che, secondo i piani dell'esecutivo, dovrebbe essere varato giovedì nella forma di un ddl e poi essere trasformato in un decreto a settembre. Tra le modifiche in discussione anche la riformulazione dello scalone pensionistico con un una ricombinazione tra scalini e quote: dovrebbe infatti salire di un anno, da 57 a 58, l'età pensionabile, salvaguardando i lavoratori che svolgono mansioni più pesanti, con 35 anni di contributi.

Rimane il fatto che le norme sullo scalone previsto dalla riforma Maroni verranno modificate solo con la finanziaria 2008, anno in cui sarà necessario aver maturato almeno 35 anni contributivi per poter godere del riposo del giusto lavoratore. I dettagli sono ancora in fase di discussione ma al momento sembra prevalere l’ipotesi del requisito contributivo affiancato da un meccanismo di incentivi e disincentivi. Il pensionamento garantito sarebbe fissato, secondo questa opzione, a 40 anni di contribuzione, sotto i quali si potrà comunque andare in pensione ma con una piccola penalizzazione. Ai lavoratori infaticabili che decidessero di continuare il loro percorso professionale saranno concessi invece dei bonus (1-1,5% per ogni anno di posticipo). L’ipotesi agevolerebbe di molto la riforma delle pensioni, abolendo il meccanismo dello scalone e risolvendo la questione dell’innalzamento d’età dei lavoratori.




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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il