Rivalutazioni pensioni, aumento a sorpresa del 12% almeno per alcuni nel 2023

di Marianna Quatraro pubblicato il
Rivalutazioni pensioni, aumento a sorpre

Chi potrà avere una rivalutazione delle pensioni fino al 12% e ipotesi in ballo per aumenti importi nel 2023: ecco cosa si prevede

Per chi potrebbe essere a sorpresa al 12% l’aumento delle pensioni con rivalutazione nel 2023? Il cedolino della pensione di novembre per molti pensionati è stato decisamente più ‘ricco’ dei mesi scorsi tra rivalutazione anticipata al 2% (per chi ha avuto redditi annui riferiti al 2021 entro i 35mila euro), calcolo dei conguagli allo 0,2% per tutti i pensionati, senza alcun limite di reddito, e retroattivo da gennaio 2022 e pagamento del bonus una tantum di 150 euro di novembre (valido solo per pensionati con reddito annuo riferito al 2021 entro i 20mila euro). Vediamo cosa cambia con rivalutazione pensioni nel 2023.

  • Rivalutazione pensioni 2023 ipotesi per aumenti 
  • Rivalutazione pensioni 2023 a sorpresa al 12% solo per alcuni perché e per chi

Rivalutazione pensioni 2023 ipotesi per aumenti 

La rivalutazione delle pensioni per il 2023 appare al momento piuttosto incerta: la certezza è che per aumentare le pensioni ancora il prossimo anno scatterà la rivalutazione automatica, come prevista ogni anno, ma non si ancora in quale percentuale.

La rivalutazione delle pensioni prevede, come meccanismo, in generale, un aumento delle pensioni adeguato ogni anno adeguato all’andamento dell’inflazione. La grande incertezza attuale è che non si sa ancora su quale indice avverrà la rivalutazione delle pensioni nel 2023. Se, infatti, la rivalutazione annuale delle pensioni si basa sull’andamento dell’inflazione, considerando l’attuale andamento dell’inflazione galoppante, dovrebbe essere al 10% o anche all’11%-12%, ma sarà difficile che sarà effettivamente calcolata su tale indice.

Non ci sono tutte le risorse economiche necessarie per assicurare a tutti i pensionati aumenti delle pensioni su tali percentuali, e probabilmente si procederà per altre strade. 

Le diverse ipotesi in ballo al momento per la rivalutazione delle pensioni nel 2023 sono:

  • o un blocco totale della rivalutazione pensioni più alte, come già avvenuto;
  • o una rivalutazione al 10%-11% (o al 12%) ma solo per chi ha redditi più bassi;
  • o una rivalutazione differente calcolata in base ai diversi scaglioni di reddito.
In ogni caso, la rivalutazione non sarebbe piena per tutti ma in percentuali differenti fissate dalla legge e diverse per scaglioni di reddito, più precisamente del:
  • 100% per le pensioni fino a tre volte il minimo, per pensioni lorde fino a 2062 euro lordi;
  • 90% per le pensioni tra tre e cinque volte il minimo, per pensioni lorde fino a 2577,90 euro;
  • 75% per gli assegni oltre cinque volte il minimo, per pensioni lorde oltre 2.577,90 euro.

Rivalutazione pensioni 2023 a sorpresa al 12% solo per alcuni perché e per chi

Per adeguamento all’inflazione, la rivalutazione delle pensioni dovrebbe essere al 10% o arrivare addirittura anche al 12% a partire dal prossimo gennaio 2023, considerando che la stessa inflazione è aumentata nelle ultime settimane ancora dall’8% al 10%, all’11,2% e si prospetta in crescita fino al 12% a gennaio. 

Rivalutare tutte le pensioni al 12% nel 2023 sarebbe un’impresa impossibile perché significherebbe aumentare di tanto, troppo, tutte le pensioni rispetto alle disponibilità economiche del governo.

Se, infatti, per la rivalutazione delle pensioni nel 2023 al 10% erano stati stimati 10 miliardi di euro, per la rivalutazione al 12% si arriverebbe a circa 12 miliardi di euro, forse anche 13, e oggi si tratta di una cifra non disponibile ma anche difficile da reperire in un secondo momento.

Tuttavia, a sorpresa la rivalutazione delle pensioni al 12% nel 2023 potrebbe essere calcolata ma solo per alcuni, vale a dire per tutti coloro che percepiscono pensioni più basse. Chi ha, dunque, importi mensili molto bassi potrà forse avere un aumento delle pensioni rivalutato al 12% e per tutti gli altri ci potrebbe essere una modulazione degli aumenti in base al reddito.