Sindacati annunciano manifestazione dedicata solo a novitÓ pensioni con forti richieste

di Marianna Quatraro pubblicato il
Sindacati annunciano manifestazione dedi

Superare riforma Fornero realmente

I sindacati affilano le armi sulle novitÓ per le pensioni in vista della preparazione della manovra di bilancio. Ecco le richieste, ma anche una manifestazione nazionale.

Da poche ore nella giornata di oggi mercoledì 11 settembre 2019, i sindacati hanno annunciato una grande manifestazione nazionale per chiedere vere novità per le pensioni. L'appuntamento è novembre, per le principali sigle sindacali stanno già affilando le armi con l'intenzione di ricoprire un ruolo da protagonista nella prossima manovra di bilancio. Troppo delicato l'appuntamento per lasciarlo scivolare via e quasi irripetibile l'occasione che si presenta con un nuovo governo deciso a cancellare o comunque a migliorare alcuni dei provvedimenti sulle pensioni approvati negli scorsi anni.

Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp Uil hanno già indicato i binari lungo i quali muovere l'azione che vedrà nell'appuntamento di Roma dinovembre il suo culmine di visibilità: reale superamento della riforma Fornero e aumento degli assegni per i pensionati, anche attraverso la riduzione delle tasse e approvazione di una serie di novità. Si va dall'aumento delle pensioni per tutti, con un occhio di riguardo per disabili e invalidi all'introduzione di nuovi modi per l'uscita prima per precoci, usuranti andando verso una quota 41.

Nella lista delle richieste c'è anche il miglioramento di quota 100, con un reale superamento della Fornero, con l'idea di proporre l'uscita a 62 anni per tutti. Ma occorre fare in fretta con la predisposizione di una piattaforma programmatica comune tra tutte le sigle sindacali perché l'esecutivo ha già ottenuto la fiducia del parlamento e i lavori per la manovra sono già iniziati.

Superare riforma Fornero realmente

Non sarà così semplice riuscire ad arrivare a una posizione comune sulle novità per le pensioni da parte delle organizzazioni sindacali perché non tutti condividono il radicalismo di Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, favorevole a concedere l'uscita da lavori a tutti a 62 anni, senza tenere conto dei contributi versati, con delle particolari condizioni, però, per chi ha fatto lavori usuranti, precoci e chi è in difficoltà economiche sia proprie che familiari

Da parte sua, Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, spinge per l'entrata in vigore di quota 41, strategica soprattutto per chi ha iniziato a lavorare in giovane età e ha dunque maturato molti anni di contribuzione. Più morbida la posizione di Annamaria Furlan che, pur auspicando la revisione della legge Fornero, subordina le richieste alla necessità di sentire la base.


Certamente un miglioramento di quota 100 è richiesto da tutti, ma in generale si vorrebbe superare quota 100 che non è  stata una vera e propria riforma della legge fornero, cme più volte detto da partiti politici, ma un importante inizio. Ora le idee, come si vede, sono differenti, ma puntano chiaramente ad un età minore per tutti per andare in pensione e un occhio di riguardo a precoci, usuranti e disoccupati.

Proroga opzione donna non basta

Un'altra questione chiave nel contesto delle novità per le pensioni continua a essere opzione donna. Da traguardo imprescindibile è adesso considerata da Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil, un obiettivo da raggiungere, ma già penando ai  dei reali miglioramenti e ad una pensione ad hoc per le donne. Si tratta dello strumento con cui concedere alle lavoratrici pubbliche e private di rinunciare a una parte dell'assegno di pensione per via del ricalcolo dell'importo con il metodo contributivo anziché con il più vantaggioso retributivo, in cambio dell'uscita con qualche anno di anticipo.

Per il sindacalista opzione donna, che dovrebbe rimanere, è uno strumento utile ma si deve superare perchè il riconoscimento della peculiarità della posizione lavorativa della donna necessità di azioni più incisive. Si trata ella stessa poszione di Landini che chiede anch'egli una pensione per le donne ad hoc che sappia ricooscere il lavoro domestico, la cura degli invalidi, disabili e le persone anziane in famiglia, oltre che i figli avuti.

Aumento delle pensioni per tutti e per invalidi e disabili

Oltre ad un netto miglioramento e superamento di opzione donna, c'è un punto in comune delle posizioni delle principali organizzazioni sindacali di categoria - tra cui Fim-Cisl, Federazione italiana metalmeccanici - ed è l'aumento delle pensioni per tutti, con un occhio particolare per  invalidi e disabili, che non si limiti di pochi euro al mese.

In un periodo di ristrettezze economiche, la strada suggerita è quella del taglio del cuneo fiscale anche per le pensioni e non solo per gli stipendi dei lavoratori. Significa tagliare le tasse, prevedere detrazioni o rivalutare gli assegni. Tutte questioni che sono pronte a finire su tavolo del confronto con il nuovo governo.

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