Tfs statali, novitÓ a Settembre 2019 su anticipo liquidazioni pensioni. Ultimi aggiornamenti

di Marianna Quatraro pubblicato il
Tfs statali, novitÓ a Settembre 2019 su

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La crisi di governo potrebbe ritardare lo sblocco dell'anticipo del Tfs agli statali e potrebbe arrivare in autunno: ultimi aggiornamenti, ad oggi appena iniziato il nuovo mese di Settembre 2019

La questione Tfs agli statali per anticipo delle liquidazioni per chi decide di andare in pensione con quota 100 ancora al centro di grandi discussioni. Con l’approvazione della novità pensioni di quota 100, che permette (al momento in via sperimentale fino al 2021) di andare in pensione a 62 anni di età e con 38 anni di contributi, sia ai lavoratori dipendenti privati sia ai dipendenti statali, prevedendo due finestre di uscita, una di tre mesi per i lavoratori privati e una di sei mesi per i lavoratori pubblici, implica l’erogazione subito del Tfs (trattamento di fine rapporto che spetta ai lavoratori statali). Ma cosa prevede la norma sul Tfs subito agli statali e quali sono le ultime novità e aggiornamenti?

Tfs agli statali: cosa prevede la noma

Inizialmente era stato stabilito che tutti i dipendenti pubblici che decidessero di andare in pensione con la novità pensione di quota 100, avrebbero potuto percepire subito una cifra di 30mila euro di Tfr. La norma è stata poi modificata con un aumento della somma da erogare subito, passata da 30 a 45mila euro.

Per l’anticipo del Tfs fino a 45 mila euro il governo ha stipulato una convenzione con le banche per l’erogazione di prestiti bancari con tassi (che si aggirano circa sul 2,5%) da far valere sul Tfs maturato. Tuttavia, stando a quanto riportano le ultime notizie, a causa della crisi di governo in corso, gli statali che hanno deciso di anticipare l’uscita scegliendo la quota 100 potrebbero correre il rischio di vedersi bloccata l’erogazione del Tfs spettante.

Ultime novità e aggiornamenti per Tfs agli statali ad oggi in questo mese di Settembre 2019

La crisi di governo che si sta verificando, secondo alcuni, potrebbe ritardare fortemente lo sblocco dell’anticipo Tfs e c’è chi pensa addirittura che nulla accadrà in tal senso nei tempi e nelle modalità previste fino a quando non si troverà un nuovo equilibrio di governo. L’incertezza sulla erogazione del Tfs gli statali subito dipende dai ritardi nella pubblicazione del decreto attuativo del governo, che ha rassegnato le dimissioni, e in mancanza del decreto non è possibile nemmeno perfezionare le convenzioni operative con Inps e Abi necessarie per erogare subito i soldi.

Questa situazione potrebbe portare i dipendenti pubblici che hanno deciso di andare in pensione con la quota 100 a percepire il Tfs non interamente e subito fino alla somma di 45mila euro ma a tranche e anche in tempi decisamente più lunghi. Si parla di un primo arrivo in autunno e di un periodo fino a due anni dall’uscita, quando, in realtà, il decreto pensioni prevede che tra la data di presentazione della domanda del Tfs e la data di accredito debbano trascorrere al massimo 75 giorni, poco più di due mesi dunque, cui aggiungere i tempi di istruttoria necessari per la banca.
 
La situazione è decisamente di grande portata soprattutto perché, stando agli aggiornamenti, interesserebbe ben 170 mila statali che sono già andati in pensione o stanno per andare in pensione e per cui il Ministero dell’Economia ha già stanziato 75milioni di euro da destinare all’Inps per gestire gli anticipi del Tfs. Il regolamento deve ancora arrivare al Consiglio di Stato per l’ultimo parere e alla Corte dei Conti per la verifica di legittimità e solo dopo altri due o tre mesi riceverà la firma del ministro e passerà in Consiglio dei ministri, anche se resta ancora da capire al vaglio di quale governo arriverà.

Complessivamente, l’erogazione del Tfs riguarda circa 8 mila dipendenti pubblici usciti tra luglio e agosto con la novità pensione di quota 100, cui si aggiungono altre migliaia di dipendenti pubblici in uscita nel 2019 con l’anticipo pensionistico o le ‘classiche’ regole pensionistiche in vigore.

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