Tfs statali anticipato per pensioni, situazione aggiornata. E sindacati lanciano ampliamento

Tempi di erogazione Tfr subito agli statali non rispettati: la situazione e denuncia e nuove richieste dai sindacati

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La novità pensioni di quota 100 che da quest’anno, e per tre anni fino al 20201, in via sperimentale permette di andare in pensione con 62 anni di età e 38 anni di contributi e spetta a tutti, sia lavoratori dipendenti privati che dipendenti statali e prevede due finestre di uscita, una di tre mesi per i lavoratori privati e una di sei mesi per i lavoratori pubblici.

Prima dell’approvazione finale della misura c’è stato un lungo tira e molla sulla questione Tfs da erogare subito agli statali che decidono di andare in pensione prima con la quota 100. Cosa prevede attualmente la norma sul Tfs subito agli statali e cosa chiedono i sindacati?

Tfs subito agli statali che vanno in pensione prima: cosa prevede la norma

Nella prima formulazione della novità pensione con quota 100, era stato deciso che tutti i dipendenti pubblici che avessero deciso di andare in pensione prima con la quota 100 avrebbero potuto percepire subito una cifra di 30mila euro di Tfr.

Poi, nel corso del primo passaggio in Senato del provvedimento, era stata approvata la modifica di aumentare da 30mila a 45 mila euro del Tfs da erogare subito ai dipendenti statali che decidono di andare in pensione prima con la novità di quota 100. E così è rimasta la soglia decisa: i lavoratori del pubblico impiego che decidono di optare per la pensione prima con quota 100 devono percepire 45mila euro subito di Tfs, che sarebbe il trattamento di fine rapporto che spetta ai lavoratori statali.

Tuttavia, stando a quanto riportano le ultime notizie, sembra che quanto stabilito non sia effettivamente così perché da quanto emerge da ciò che sta accadendo, sembra che il Tfs ai dipendenti pubblici possa arrivare addirittura 6 anni dopo la cessazione del rapporto di lavoro.

Tfr statali e nuove richieste dai sindacati

Stando alle ultime notizie rese note dai sindacati, Cgil, Cisl e Uil il provvedimento che prevede l’erogazione subito del Tfr ai pensionati, senza aspettare fino a due anni come accade oggi a differenza del Tfr erogato subito ai privati, non è ancora realtà e, secondo gli stessi sindacati, i ritardi dell’erogazione dipendono dal complesso meccanismo di liquidazione dello stesso Tfs.

Per permettere, infatti, l’erogazione di 45 mila euro di Tfs subito agli statali, il governo è ricorso al sistema del prestito bancario ma perché il prestito venga effettivamente accordato è necessario un accordo con l'Abi ed il settore assicurativo, l'adesione degli istituti di credito e il ruolo dell'Inps.

Considerando che lo stesso meccanismo adottato per permettere di andare in pensione prima con l’Ape volontario è stato messo a punto in un anno circa, non c’è da meravigliarsi se a qualche mese dall’approvazione ufficiale della novità pensione di quota 100 manchino ancora le procedure di erogazione del Tfs subito agli statali. Le ultime notizie al momento parlano di 224 mila dipendenti pubblici che potrebbero andare in pensione quest’anno con quota 100, ma attendendo chissà per quanto tempo le liquidazioni del TFS spettante.

Molto probabilmente l’attesa sarà ancora lunga e i sindacati, alla luce delle tante categorie di persone che resterebbero fuori dalla possibilità di andare in pensione prima con la quota 100, a partire dai lavoratori del comparto difesa e sicurezza, chiedono una revisione della materia per ampliamento della platea dei beneficiari della pensione anticipata con quota 100.

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di Marianna Quatraro pubblicato il