Truffe su pensioni e contributi da parte di sindacati ai danni INPS per ingenti somme

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Truffe su pensioni e contributi da parte

Inps sotto attacco, cosa è accaduto

Dalle indagini sarebbe venuto a galla un sistema attraverso il quale numerosi sindacalisti sarebbero stati assunti solo sulla carta da società compiacenti.

Numeri di tutto rispetto perché sono 9 le persone indagate e ammonta a mezzo milione di euro il sequestro di denaro che sarebbe frutto di una presunta truffa aggravata ai danni dell'Inps. Realizzata attraverso finti contratti di lavoro e vede come protagoniste alcune sigle sindacali minori di Cisl e Uil, si tratta del risultato di una inchiesta della procura di Milano. Ecco la storia:

  • Inps sotto attacco, cosa è accaduto

  • Le accuse di truffa nelle indagini

Inps sotto attacco, cosa è accaduto

Il meccanismo che sarebbe stato messo in piedi vedeva per il lavoratore riconosciuto dall'Inps il riconoscimento ai fini pensionistici dei contributi maturati, senza che il datore di lavoro o il sindacato avessero effettuato versamenti in denaro.

Il beneficio sarebbe stato riconosciuto purché il lavoratore abbia prestato la propria attività lavorativa per un periodo minimo di 6 mesi presso il datore distaccante. I finti dipendenti avrebbero ricevuto durante il periodo di prova lo stipendio dalle imprese anche se prestavano servizio per le associazioni sindacali. Dopodiché venivano distaccati in aspettativa sindacale non retribuita.

L'inchiesta del pm e del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza ha portato al sequestro nei confronti di Fenealuil Milano Cremona-Lodi-Pavia, Uiltrasporti Regione Lombardia, Cisl Milano Metropoli, Femca Cisl Milano Metropoli, Federazione Energia Moda Chimica e Affini, Femca Cisl Lombardia, Confederazione italiana sindacati lavoratori, Felsa Cisl Lombardia, Sindacato lavoratori Postelegrafonici Milano Metropoli, Uiltec Milano-Metropolitana-Lombardia e Uiltec Milano-Metropolitana-Lombardia.

Le accuse di truffa nelle indagini

Nel provvedimento di sequestro viene messo nero su bianco come le persone sentite a sommarie informazioni abbiano sostanzialmente dichiarato che al fine di esercitare l'attività sindacale erano stati talvolta indotti a sottoscrivere contratti di lavoro fittizi con società compiacenti, per poter fruire dell'istituto dell'aspettativa sindacale non retribuita con conseguente risparmio contributivo per i sindacati.

Il gip sottolinea come le indagini consentono di sostenere che il meccanismo della aspettativa sindacale era stato strumentalizzato per consentire ad alcune organizzazioni di ottenere prestazioni lavorative dai soggetti in aspettativa senza dover affrontare i relativi oneri previdenziali e ricorrendo all'assunzione fittizia presso un'azienda per un tempo inferiore ai sei mesi previsti dalla normativa.

E ancora: dalle indagini sarebbe venuto a galla un sistema attraverso il quale numerosi sindacalisti sarebbero stati assunti solo sulla carta da società compiacenti senza avervi mai lavorato. E ciò permetteva ai sindacati di ottenere gli sgravi sui contributi.

Dagli atti e dalle dichiarazioni sarebbe quindi emersa una situazione allarmante che ha visto coinvolte alcune sigle sindacali: avrebbero tratto un profitto costituito dal risparmio di spesa per l'omesso versamento dei contributi ai danni dell'Istituto nazionale della previdenza sociale.