Permessi di lavoro, Regole aggiornate quando si possono prendere e come fare richiesta

Tra i diritti dei lavoratori c'è la possibilità di chiedere permessi di lavoro per motivi di salute e sottoporsi a visite mediche, ma anche per motivi familiari e personali.

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Permessi di lavoro 2019, per quali motivi

Sono tanti i motivi per cui chiedere un permesso di lavoro. Le regole aggiornate 2019 sono precise e prevedono condizioni ben precise su chi può prenderli e con quali limiti di fruizione, ma anche sulle conseguenze sullo stipendio. In fin dei conti le ragioni per avanza la richiesta di permessi e assenze dal lavoro possono essere di carattere personale, come la partecipazione al compleanno del figlio o il proprio matrimonio (per cui si parla di congedo patrimoniale), ma anche per motivi di salute ovvero nel caso di malattia. Quali sono i diritti dei lavoratori? Il datore di lavoro può rifiutare permessi e assenze? E come cambia la retribuzione in base alle nuove disposizioni.

Permessi di lavoro 2019, per quali motivi

La materia dei permessi di lavoro è ricca e complessa perché occorre tenere conto dei differenti contratti di lavoro sulla base della categoria di appartenenza, il livello di anzianità e la volontà del legislatore di bilanciare le esigenze del dipendente con quelle dell'azienda. Solo per citare alcuni dei casi più frequenti, ci sono permessi per gravi motivi familiari, permessi per allattamento, permessi per donazione midollo osso, permessi per donazione sangue, permessi per familiari di soggetti disabili e per lavoratori portatori di handicap, permessi per elezioni politiche e referendum, permessi per vaccinazione, permessi per volontariato e protezione civile.

Permesso di lavoro per motivi di salute

Tra i diritti dei lavoratori c'è la possibilità di chiedere (e ottenere) permessi di lavoro per motivi di salute ovvero per sottoporsi a visite mediche o per effettuare cure e trattamenti. Sono generalmente retribuiti ma solo dietro presentazione del certificato medico che attesta la visita l'orario e il giorno. La legge disciplina anche i permessi per donazione del midollo osseo ovvero l'offerta volontaria e gratuita del midollo osseo da parte del cittadino iscritto in un apposito Registro nazionale italiano.

In questo caso il donatore ha diritto a permessi retribuiti per il tempo necessario per 'individuazione dei dati genetici, per l'approfondimento della compatibilità con i pazienti in attesa di trapianto, per l'accertamento dell'idoneità alla donazione.

Ai lavoratori che donano gratuitamente il proprio sangue (nella misura minima di 250 grammi), hanno diritto a una intera giornata di astensione dal lavoro conservando la normale retribuzione corrispondente alle ore non lavorate.

In ogni caso è indispensabile presentare il certificato del medico che ha effettuato il prelievo, contenente i dati anagrafici del lavoratore e del suo documento d'identificazione, la quantità di sangue donato, il giorno e l'ora del prelievo con l'autorizzazione del Ministero della sanità, la dichiarazione attestante la gratuità della donazione, la fruizione del riposo, la riscossione dell'indennità e l'ammontare percepito.

I permessi per i lavoratori con handicap grave o per i familiari che li assistono sono disciplinati dalla legge 104 e consistono in 2 ore al giorno oppure 3 giorni, continuativi o frazionati, per ogni mese. Viene mantenuto il trattamento economico, pagato dall'Inps, ma anticipato dal datore di lavoro.

Motivi familiari e personali, quando chiedere permesso

Il lavoratore può chiedere un periodo di congedo non retribuito per gravi motivi relativi personali, ad esempio in caso di morte o di assistenza (differente dalla malattia) di uno tra coniuge o convivente o parenti prossimi. Le condizioni fissate dalla legge sono chiare: il dipendente non riceve lo stipendio e il periodo di assenza non conta ai fini dell'anzianità di servizio o a fini previdenziali.

E non può svolgere alcun altro tipo di attività lavorativa. Tuttavia conserva il diritto di essere reintegrato nelle stesse mansioni e con lo stesso stipendio. Il congedo matrimoniale è invece il permesso retribuito in occasione del matrimonio valido ai sensi delle leggi civili. Dura 15 giorni e non comprende il giorno del matrimonio.

Permessi di lavoro possono essere rifiutati dall'azienda o dal proprio capo?

Nel rispetto delle esigenze di servizio aziendali, i permessi di lavoro non possono essere rifiutati dall'azienda o dal proprio capo. Al dipendente va riconosciuta l'anzianità di servizio ovvero non può subire riduzioni di stipendio o essere licenziato.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il