Permessi studio 2019-2020 lavoratori a chi spettano, quante ore al mese e come sono pagati

di Marianna Quatraro pubblicato il
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Permessi studio per lavoratori 2019-2020

Gli strumenti di base a disposizione dei lavoratori studenti sono quattro. Scopriamo insieme quali sono e come vengono retribuiti.

Il diritto allo studio rientra tra quelli riconosciuti dalle normative 2019-2020 sul lavoro in Italia. Già, proprio quelle sul lavoro perché può capitare che chi ha già un'occupazione decida di perfezionare la propria preparazione.

Pensiamo ad esempio a chi ha iniziato a lavorare intorno ai 20-21 anni perché ha avuto l'occasione di iniziare a guadagnare e di diventare indipendente dalla famiglia d'origine, ma che ha dovuto rinunciare alla prosecuzione degli studi universitari.

Magari per mancanza di tempo ovvero la difficoltà a imparare un mestiere e in contemporanea a concentrarsi sui libri. Nel tempo può però decidere di rimettersi in carreggiata ovvero di riprendere gli studi sia come sfida personale a se stessi per non lasciare nulla di incompiuto e sia perché solo con la laurea si possono presentare nuove opportunità di carriera.

E qui entrano in gioco i permessi studio 2019-2020 per i lavoratori. Approfondiamo in questo articolo

  • Permessi studio per lavoratori 2019-2020
  • Quante ore al mese di permessi studio
  • A chi spettano i permessi studio

Permessi studio per lavoratori 2019-2020

Quando si parla di permessi studio è indispensabile non commettere l'errore di fare generalizzazioni per almeno due motivi. Innanzitutto non esiste una sola tipologia di questo strumento e di volta in volta occorre individuare l'opzione più adatta alle proprie esigenze.

In seconda battuta, ma non di certo di minore importanza, esistono norme generali sulla materia, ma sono i singoli Contratti collettivi nazionale del lavoro a disciplinarli nei dettagli ovvero a chi spettano, quante ore al mese e come sono pagati. Pensiamo ad esempio

  • Contratto collettivo nazionale lavoro Enti Pubblici
  • Contratto collettivo nazionale lavoro Metalmeccanici
  • Contratto collettivo nazionale lavoro Commercio Terziario e Servizi
  • Contratto collettivo nazionale lavoro Scuola
  • Contratto collettivo nazionale lavoro Giornalisti
  • Contratto collettivo nazionale lavoro Turismo
  • Contratto collettivo nazionale lavoro Tessili
  • Contratto collettivo nazionale lavoro Agricoltura e Allevamento
  • Contratto collettivo nazionale lavoro Istituzioni Private
  • Contratto collettivo nazionale lavoro Alimentari
  • Contratto collettivo nazionale lavoro Dirigenti Settore Privato
  • Contratto collettivo nazionale lavoro Edilizia e Legno
  • Contratto collettivo nazionale lavoro Credito e Assicurazioni
  • Contratto collettivo nazionale lavoro Spettacolo
  • Contratto collettivo nazionale lavoro Meccanici
  • Contratto collettivo nazionale lavoro Chimica
  • Contratto collettivo nazionale lavoro Trasporti
  • Contratto collettivo nazionale lavoro Marittimi

Quante ore al mese di permessi studio

Fatta questa premessa, gli strumenti di base a disposizione dei lavoratori studenti (o degli studenti lavoratori in base al punto di vista) sono quattro. Si comincia con le 150 ore di permesso studio concesse in tre anni per frequentare le lezioni o per sostenere gli esami.

Proprio la motivazione è fondamentale perché l'assenza da lavoro non si giustifica con lo studio per gli esami. Naturalmente ogni cosa deve essere debitamente certificata.

La seconda tipologia di permessi studio 2019-2020 è invece strettamente legata agli esami da sostenere. Ricordando che i Ccnl sono il punto di riferimento da cui non è possibile prescindere, di solito vanno dai 5 ai 10. Senza dimenticare che un'altra formula molto frequente è quella dei 10 permessi nel corso di un anno, ma il limite della consecutività ridotto a 2 giorni.

La quarta tipologia di permessi riguarda i 10 consecutivi per la preparazione della tesi di laurea.

A chi spettano i permessi studio e come sono pagati

Ci sono però alcune regole di fondo da rispettare poiché i permessi studio sono un diritto per chi ha un contratto a tempo indeterminato sia a tempo pieno e sia a tempo parziale ed è naturalmente iscritto a scuole o università, pubbliche o private e sempre legalmente riconosciuti.

I permessi studio sono quindi pagati anche se poi, in base al contratto, è possibile aggiungere ore e giorni non retribuiti previo accordo con il datore di lavoro che può in ogni caso negarli se entrano in collisione con le esigenze aziendali.

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