Più facile licenziare dipendenti, con ultime sentenze Cassazione

di Marianna Quatraro pubblicato il

Cosa cambia per l’iter di licenziamento dei dipendenti dopo le ultime sentenze della Cassazione: via libera al licenziamento anche se l’azienda gode di ottima salute

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Le aziende hanno la possibilità di licenziare i dipendenti considerati inutili soprattutto se in esubero e soprattutto se si ha necessità di ridurre gli sprechi. E si tratta di una procedura che può essere adottata in maniera del tutto legale. Vediamo quando è possibile licenziare facilmente i dipendenti secondo la Cassazione e i casi contemplati.

Licenziare più facilmente i dipendenti: quando è possibile

Stando alle ultime notizie emerse da ultime recenti sentenze della Corte di Cassazione, aziende e datori di lavoro hanno la possibilità di licenziare i propri dipendenti in maniera più facile se questi stessi si rivelano 'inutili' Questa inutilità può essere valutata anche dal datore di lavoro di aziende e imprese perfettamente in salute economica.

A stabilirlo è stata la Cassazione, secondo cui il datore di lavoro ha facoltà di licenziare il dipendente in esubero anche solo per aumentare i propri ricavi e anche l’azienda gode già di ottima salute a condizione che il licenziamento sia giustificato da motivo oggettivo effettivo. Se la decisione del datore di lavoro è validamente spiegata, nessun giudice può rimettere la decisione in discussione e purtroppo il lavoratore non può opporsi in alcun modo al licenziamento.

Licenziamento: novità da recenti sentenze della Cassazione

Le ultime sentenze della Cassazione sono andate, dunque, oltre i classici motivi noti di licenziamento, superando i licenziamenti solo per motivi disciplinari, ristrutturazione o crisi aziendale e stabilendo che è possibile licenziare un dipendente per giustificato motivo oggettivo, purchè siano sempre connessi all’attività, e anche solo se i dipendenti sono in esubero, o se si vuol procedere ad una diversa divisione di mansioni fra il personale, o, ancora, se si vuole organizzare una gestione aziendale più efficiente e produttiva, prevedendo, per esempio, un accorpamento di mansioni.

E, come sottolineato dalla Cassazione, si tratta di motivi che possono permettere al datore di lavoro di licenziare anche se, come già spiegato, da un punto di vista economico l’azienda non ha alcun tipo di problema. Tutto deriva, e viene giustificato, per mere esigenze organizzative di lavoro ma sempre legate alla produttività d’azienda e al puntare su una sua maggiore competitività.
 

Motivi di Licenziamento: cosa prevede la legge

Le ultime sentenze della Cassazione hanno, dunque, posto delle novità ai motivi di licenziamento che possono essere addotti pur rientrando sempre in quanto stabilito dalla legge. E’ possibile sì, infatti, licenziare per esigenze organizzative anche l’azienda sta bene economicamente ma sempre a condizione di un giustificato motivo oggettivo. E secondo la legge il giustificato motivo oggettivo, insieme alla giusta causa e al giustificato motivo soggettivo rappresenta uno dei motivi per cui un datore di lavoro può licenziare.

Il licenziamento per giusta causa avviene quando si verifica un evento che non permette la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto di lavoro, se, per esempio, viene meno il rapporto di fiducia tra datore di lavoro e dipendente, nei casi in cui il lavoratore ruba o sottrae dati sensibili all’azienda; licenziamento per giustificato motivo soggettivo avviene quando il datore di lavoro ritiene che il dipendente assuma dubbi comportamenti disciplinari e questa tipologia di licenziamento prevede, per il datore di lavoro, l’obbligo di preavviso per prima dell’effettiva risoluzione del rapporto di lavoro.

E poi ‘è il licenziamento per giustificato motivo oggettivo, che si verifica, come già spiegato, esclusivamente per esigenze organizzative e produttive dell’azienda, che possono implicare cambiamenti dell'assetto organizzativo, accorpamento di mansioni, soppressione del posto di lavoro, ammodernamento tecnologico degli impianti in cui sono impiegati i lavoratori.

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