Posso rimanere a casa dal lavoro per il coronavirus? E' un mio diritto o no

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Posso rimanere a casa dal lavoro per il

Coronavirus, posso rimanere a casa dal lavoro

Le aziende più organizzate e strutturate hanno già implementato forme di smart working con videoconferenze. Ma non tutte possono farlo: quali tutele per i lavoratori?

Il coronavirus è deflagrato in tutta la sua pericolosità anche in Italia con il primo e più importante impatto sulla salute dei cittadini.

Ma non è il solo aspetto di cui preoccuparsi perché con la produzione che rallenta e l'organizzazione del lavoro che va in tilt sono tante le questioni da affrontare e da risolvere nel più breve tempo possibile ovvero subito.

Pensiamo subito ai dipendenti che non possono o non vogliono recarsi in azienda o comunque nel posto di lavoro per paura del contagio. Cosa fare? Possono rimanere a casa dal lavoro per il coronavirus? Si tratta di un diritto o vanno incontro a sanzioni disciplinari?

L'urgenza e la gravità della situazione si spiegano con molta facilità: da una parte c'è un numero imprecisato e sicuramente alto di lavoratori coinvolti e dall'altra c'è bisogno di risposte immediate perché la decisione di andare o meno a lavorare va presa giorno dopo giorno.

E se alcune aziende hanno invitato i dipendenti a non uscire da casa e a continuare a lavorare sfruttando le moderne forme di lavoro da remoto, come lo smart working, come fare con chi esercita mansioni differenti da quelli di un impiego davanti al computer?

E come fare, ad esempio, con i banchieri che per ragioni di sicurezza non possono collegarsi ai servizi bancari da un dispositivo differente da quello del proprio ufficio? Analizziamo in questo articolo due aspetti

  • Coronavirus, posso rimanere a casa dal lavoro
  • Diritti lavoro per il coronavirus

Coronavirus, posso rimanere a casa dal lavoro

Le aziende più organizzate e strutturate hanno già implementato forme di smart working con videoconferenze e, anzi, in alcuni casi sono già previsti dal contratto collettivo nazionale di lavoro di appartenenza.

Si tratta naturalmente di una prima misura in attesa di scoprire l'evoluzione dei fatti. Ma come spiegato, non tutti hanno questa possibilità per la semplice ragione che la presenza in sede è essenziale per lo svolgimenti del lavoro.

Ebbene, il primo aspetto da chiarire è che la decisione di rimanere a casa o meno va concordata e comunicata all'azienda, ma non rappresenta un vero e proprio diritto.

Ecco allora che gli incontri alle prefettura di queste ore stanno cercato di prevedere una piattaforma normativa comune e di emergenza con cui gestire l'assenza sul posto di lavoro in due modi: il ricorso al permesso retribuito o alla malattia.

In buona sostanza, se l'autorità pubblica (il sindaco, ad esempio) inviti il lavoratore a rimanere a casa per precauzione, l'assenza va fatta formalmente rientrare nei giorni di malattia.

Diritti lavoro per il coronavirus

La situazione è comunque in costante evoluzione e non va trascurato l'impatto economico per le aziende ma anche per l'intero Paese.

Ecco dunque che si sta facendo strada l'ipotesi di estendere la cassa integrazione ordinaria prevista dal fondo integrativo salariale alle piccole e micro imprese.

I tempi di applicazioni sarebbero immediati proprio perché si tratta di una emergenza che rientrerebbe tra gli eventi imprevedibili. Di conseguenza darebbe diritto a tutte le tutele riconosciute.

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