Poste, ritardo telegramma fa saltare ad una candidata concorso scuola. Forte indenizzo

Anche se si trattava solo della partecipazione a un concorso, il cui esito era tutto da scrivere, per il magistrato non c'è alcun dubbio: Poste ha provocato un danno.

Poste, ritardo telegramma fa saltare ad

Sfuma concorso maestra per telegramma in ritardo


Poste Italiane è stata condannata da un giudice all'obbligo di risarcimento di 28mila euro perchè a causa di un ritardo di un telegramma una persona che doveva partecipare ad un concorso epr diventare maestra ed insegnante di scuola non è stata avvisata in tempo. Una vicenda paradossale nel ventunesimo secolo

La domanda per la partecipazione al concorso da maestra è stata inviata nei tempi corretti per essere ammessi e dunque iniziare la lunga trafila verso la conquista dell'ambito posto di lavoro. Peccato solo che l'istanza non sia mai arrivata e non per distrazione da parte dell'aspirante insegnante di asilo nido e né per il rifiuto dell'istituto di ricevere la missiva. Ma semplicemente perché Poste Italiane non avrebbe fatto a dovere il suo lavoro ovvero avrebbe consegnato in ritardo il preziosissimo telegramma. Un bel problema per la donna che ha perso così l'opportunità di partecipare a quello che forse poteva essere il concorso della vita. Dopo la disperazione per l'occasione sfumata, l'unica strada che le era rimasta da percorrere era quella del ricorso contro Poste Italiane alla ricerca di un risarcimento danni.

Nessun concorso per mancata consegna del telegramma

La donna si è alla rivolta a un legale della Confconsumatori per la predisposizione e la presentazione del ricorso lamentando le responsabilità di Poste per la mancata consegna del telegramma. E il Giudice del Tribunale di Parma che si è pronunciato sulla vicenda le ha dato ragione. Anche se si trattava solo della partecipazione a un concorso, il cui esito era tutto da scrivere, per il magistrato non c'è alcun dubbio: Poste ha provocato un danno per la ritardata consegna dell'istanza pari a 28.000 euro. Perché poi, ha ragionato il giudice nella sentenza di condanna sulla base delle norme giuridiche, si è trattato di un'occasione di lavoro persa. Più esattamente, in ballo c'era l'assunzione a tempo pieno nel ruolo di esecutore scolastico asilo nido nel comune di Felino, alle porte del capoluogo Parma. La donna ha fornito la documentazione che dimostrava le buone possibilità, a suo dire, di ottenere un buon risultato dalla prova selettiva.

Perché Poste Italiane è stata condannata?

Da qui la quantificazione in termini monetari della mancata partecipazione e assunzione. Secondo la dettagliata ricostruzione dei fatti da parte dell'associazione dei consumatori, il Tribunale di Parma ha accolto le richieste della parte danneggiata, riconoscendo alla donna il diritto a essere risarcita per la perdita di chance provocata dal tardivo recapito del telegramma. Ma qual è il principio per cui è stata condannata Poste? Quello di responsabilità, mette in luce il legale di Confconsumatori, stabilendo che Poste italiane non è soggetto a norme restrittive o di favore in deroga al codice civile e pertanto ne ha disposto la condanna per i danni cagionati al destinatario del servizio postale, non avendo provato la sopravvenuta impossibilità ad adempiere alla propria prestazione.

Secondo il sodalizio, quella del Tribunale di Parma è una decisione importante poiché, ammettendo il danno da perdita di chance, ha riconosciuta la risarcibilità a una situazione giuridica ancora non esistente ma solo attesa, a cui è stata attribuita una entità patrimoniale autonoma. In precedenza la donna aveva inviato un reclamo a Poste, che aveva offerto l'indennizzo previsto dalla Carta della qualità ovvero circa 28 euro.

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