Sconti reali per tutti spesa, farmaci, ricariche con nuova app e Postpay INPS Card al via

Due differenze rispetto ad altre PostePay è l'assenza del codice Iban e del chip contactless per effettuare transazioni rapide sotto la soglia di 25 euro.

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PostePay Inps Card, non solo pensione,


Carte di credito molto interessanti e applicazioni che pemettono di avere servizi e vantaggil saltare code e fare le cose pi in fretta, ma anche riuscire ad avere sconti importanti su farmaci, bolli auto, ricariche telefoniche e tanto altro.

 

Si chiama PostePay Inps Card ed è una vera e propria carta prepagata che potrebbe interessaere a più categorie di persone. Non solo i pensionati per l'accredito dell'assegno previdenziale, ma anche il disoccupato per percepire l'indennità Naspi o gli interessati ai voucher PrestO per lavoro occasionale. Il funzionamento è allora simile a quello della classica PostePay (questa soluzione è infatti il frutto della collaborazione tra Poste Italiane e Inps) ma con la peculiarità dei servizi offerti e, particolare di primissimo piano, la gratuità della proposta. Già, perché le somme presente possono essere prelevate senza alcun costo da un qualsiasi sportello automatico Postamat, circuito Cirrus e Maestro, oppure essere utilizzare per effettuare acquisiti online o per pagare le bollette. La volontà dei promotori è stata proprio quella di allargare quanto più possibile il ventaglio delle possibilità di PostePay Inps Card.

PostePay Inps Card, non solo pensione, anche voucher e Naspi

Considerando che gli importi pensionistici maggio di 1.000 euro non possono essere ritirati in contanti, ma devono essere accreditati su un conto corrente postale oppure bancario, questa si rivela una soluzione interessante. Ma andiamo per ordine: innanzitutto è importante sapere che l'attivazione della carta si fa in un ufficio postale e non in sede Inps. Basta compilare il modulo di richiesta e di apertura conto e il gioco è fatto. O meglio, occorre aspettare sette giorni lavorativi per ricevere due lettere. La prima contiene la carta prepagata e la seconda il PIN per effettuare le operazioni. A quel punto occorre recarsi a l'ufficio postale per attivare la PostePay Inps Card. C'è poi un particolarità che riguarda questa carta: il documento di registrazione deve essere rinnovato ogni 40 operazioni effettuate per non vedersela bloccata.

Differenze con la PostePay

Altre due differenze rispetto ad altre PostePay è l'assenza del codice Iban e del chip contactless per effettuare transazioni rapide sotto la soglia di 25 euro senza digitare il PIN. I possessori possono prelevare fino a 600 euro al giorno e 2.500 euro al mese. Per quanto riguarda le operazioni nei negozi convenzionati, i limiti massimi di spesa sono di 600 euro al giorno e di 1.600 euro al mese. I soli costi da mettere in conto sono quelli di 1,75 euro per i prelievi effettuati da sportelli automatici del circuito Maestro in Italia e nei paesi dell'Unione monetaria europea e di 2,58 euro per i prelievi effettuati presso gli sportelli in paesi extracomunitari. Per verificare il saldo della PostePay Inps Card ci sono tanti modi, tra cui la consultazione dell'app per smartphone iPhone e Android con cui visualizzare saldo e movimenti. La stessa operazione può essere eseguita via PC sul sito web di Poste.

Infine, in caso di smarrimento, valgono per la PostePay Inps Card le stesse disposizioni previste per tutte le carte di pagamento: il titolare dopo il blocco della carta non ha nessuna responsabilità e prima del blocco può vedersi addebitare fino a 150 euro.

E pagare meno e più velocemente ticket sanitari, multe e altri servi PA

L'accordo è stato raggiunto e anche Satispay è entrato ufficialmente nel circuito PagoPA. Significa che da adesso in poi per pagare tasse e ticket sanitari, bollo auto e multe c'è uno strumento in più. Immediato e sicuro. Perché tutto avviene con lo smartphone con pochi tap sullo schermo. Basta scaricare l'app e dimenticare le lunghe code agli sportelli. Assodato dunque il risparmio di tempo, si può dire lo stesso per i costi. La risposta varia caso per caso, ma generalmente è affermativa. In questo ultimo scorcio dell'anno, le commissioni sono tutte a carico di Satispay. Nulla è dovuto dal contribuente chiamato al pagamento di tasse, multe, bolli e servizi amministrativi. Dal prossimo anno cambia qualcosa: zero commissioni per versamenti sotto i 10 euro, altrimenti 20 centesimi per le transazioni maggiori di questa soglia. Dati alla mano, il 35% dei Comuni italiani è attivo su PagoPA.

Da sottolineare che molto spesso su Satispay ci sono sconti particolari. Per esempio al venerdì ci sono sconti per fare la spesa e andare in farmacia o sconti sulle ricariche telefoniche.  Ma anche su multe, tasse, bolli vi sono delle facilitazioni e spesso degli sconti per pagare meno e senza fare file e in modo veloce.

Il cuore che batte in Satispay è italiano, essendo stata fondata da Alberto Dalmasso. A dimostrazione del successo dell'iniziativa, è stata inserita nella classifica delle 100 startup che stanno rivoluzionando il settore della finanza. L'intesa con PagoPA è un tasse del mosaico più ampio del Piano triennale per l'informatica nella pubblica amministrazione ovvero il documento di indirizzo che detta le linee la trasformazione digitale del Paese.

Satispay consente allora di pagare di pagare online i servizi pubblici, dalle tasse al bollo dell'auto ai ticket sanitari. Ma anche di effettuare acquisti nei negozi convenzionati e in quelli sul web, oltre che di scambiare denaro con amici e parenti. L'app è gratuita gratis e per l'utilizzo delle sue funzione è indispensabile avere a disposizione un conto corrente bancario o una carta ricaricabile dotata di Iban. Tutte le transazioni non hanno alcun costo aggiuntivo: paghiamo solo quello che spendiamo. Satispay ha tagliato il numero degli intermediari coinvolti nel processo e di conseguenza è in grado di proporre sul mercato un prodotto concorrenziale. Negozianti e commercianti che aderiscono al sistema versano la commissione fissa di 20 centesimi per gli incassi di importo superiore a 10 euro mentre non spendono nulla per cifre inferiori.

Scaricata l'app Satispay sul nostro dispositivo, qualunque sia il sistema operativo di riferimento, occorre attendere l'attivazione del servizio che non è immediata. I timori per la sicurezza sono di fatto annullati perché l'Iban non è un dato sensibile e non è una informazione utile per effettuare pagamenti a nostra insaputa. Occorre infatti passare dall'home banking o dagli sportelli bancari, che non sono evidentemente funzioni implementate in Satispay. Ogni conto Satispay è collegato a un solo dispositivo e protetto da un pin a 5 cifre. Nel caso di smarrimento dello smartphone, scatta naturalmente l'allarme per via del timore che i malintenzionati possano risalire al prezioso pin. In quel caso è sufficiente inviare una mail all'assistenza per bloccare il funzionamento di Satispay.

Tra l'altro, al di là della funzione di pagamento di tasse, ticket, bollo auto, multe o tutto ciò che riguarda la pubblica amministrazione, centrale e locale, molti commercianti aderenti al circuito Satispay offrono condizioni vantaggiose consentendo agli utenti di risparmiare. Satispay riferisce che la sua app è stata scaricare 380.000 volte e gli utenti attivi sono 220.000. Gli esercenti che hanno fin qui aderito al circuito sono 21.000 con un ritmo di crescita di 80 nuovi al giorno, a testimonianza del trend in ascesa. I negozi in cui si pagare con Satispay sono oltre 26.000, distribuiti lungo tutto lo Stivale.

Accesso ai servizi Agenzia Entrate cambiano

Si tratta dell'ultima novità prima del passaggio di mano ovvero del cambio al vertice dell'Agenzia delle entrate. Per accedere ai servizi online del fisco sarà indispensabile dotarsi dello Spid. Significa che entro la fine dell'anno Fisconline diventerà un ricordo. Secondo il direttore uscente dell'Agenzia delle entrate, Ernesto Maria Ruffini, i contribuenti non potranno che ricevere benefici in termini di fruibilità del sito e di accesso ai servizi proposti. Dal punto di vista del fisco si tratta di una spinta alla diffusione delle credenziali per accedere ai servizi della pubblica amministrazione, tra cui appunto quelli delle Entrate.

C'è già allora una timeline perché entro la fine dell'anno il sistema di rilascio delle credenziali Fisconline per l'accesso ai servizi online da parte delle persone fisiche andrà in soffitta. Ci sarà spazio solo le credenziali Spid, peraltro adesso accompagnate da altre modalità di accesso al Cassetto Fiscale per persone fisiche e non, ovvero al Pin Fisconline, Entratel o Sister e alla Smart Card. A ben vedere c'è anche una seconda ragione che favorisce questo ricambio ed è sintetizzato dalle parole dello stesso Ruffini, secondo cui si potrà procedere alle risorse umane e strumentali dell'Agenzia impegnate nel processo di attribuzione delle credenziali.

Lo Spid (Sistema pubblico di identità digitale) è una identità digitale che consente ai cittadini di accedere, con un nome utente e una password unici, a servizi online della pubblica amministrazione e in prospettiva anche dei privati. Tra i servizi ci sono consultazione della Certificazione Unica e la richiesta bollettini, Inps per il riscatto della laurea e la richiesta di assegni familiari; Agenzia delle entrate per la dichiarazione dei redditi e gli studi di settore. In base al servizio sono previsti tre livelli di sicurezza del Pin: solo username e password per i servizi base; username e password usa e getta per servizi che richiedono maggiore privacy; username, password e smart card a pagamento per i servizi che comportano trasferimenti di denaro o di documenti sensibili.

Ma continuano le truffe e questa vilta una è gravissima

C'è una ragione ben precisa per cui la truffa dell'Iban risulta difficile da contrastare. Gli hacker non agiscono con il solito invio massivo di messaggi di posta elettronica con richieste più o meno credibili per fare cadere nel tranello il più alto numero di utenti possibili. Questa volta intercettano infatti le email contenenti le fatture dei clienti e i pagamenti da effettuare, modificano l'Iban indicato con quello personale e sbloccano la spedizione del messaggio al destinatario. In buona sostanza diventa impossibile riuscire a rendersi conto dell'intrusione se non nella verifica dell'Iban. Ma naturalmente si tratta di un'operazione praticamente impossibile da effettuare tutte le volte.

E a dimostrazione di come la cosiddetta truffa dell'Iban sia tremendamente efficace è dimostrato dal milioni di euro che gli hacker sono stati in grado di intascare solo in Italia. Sono infatti centinaia le aziende e i cittadini che sono rimasti impigliati della rete con oltre 1 mln di euro rubato in Italia. E non è appunto semplice capire come fare a difendersi proprio perché la truffa dell'Iban si consuma sottotraccia. A scoprirla sono stati gli uomini della polizia postale in seguito alle segnalazione dei truffati e il collegamento con quanto è accaduto negl Stati Uniti e in altri Paesi del globo è stato pressoché immediato. Una vicenda che, al di là dell'oceano, si è conclusa con una serie di arresti.

E allora come ci suò difendere in generale, almeno dale altre truffe? Il suggerimento è allora quello di iniziare a conoscere termini come carding matematico ovvero la clonazione di una carta, phishing ovvero l'attività di cattura dei dati personali con email o sms, sniffing ovvero la raccolta di dati attraverso il controllo delle comunicazioni. La tecnica più diffusa è quella del phishing. In questo caso i malintenzionati preparano e spediscono messaggi utilizzando il logo dell'istituto di credito e comunicando l'accredito di una somma sul proprio conto corrente. Unica condizione è cliccare sul link segnalato per accedere al servizio online e verificare i propri dati. Ed è proprio questo il passaggio critico, come fa presente la Polizia di Stato, che nasconde la truffa.

Il primo consiglio è di modificare spesso i codici di accesso all'area riservata e controllare con regolarità i movimenti del conto corrente per assicurarsi che le transizioni riportate siano quelle effettuate. I sistemi di notifica messi a disposizione dalle banche possono essere utili per verificare le operazioni. Per connettersi al sito della banca è meglio digitare direttamente l'indirizzo nella barra di navigazione e controllare che il nome del sito sia scritto correttamente.

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