Premi produttività, importi massimi e tasse cambiano a vantaggio lavoratori. Ecco quanto e come

Cambiano i premi produttività ma non solo: misure contenute nella bozza del nuovo disegno di legge della Lega. Cosa prevede

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Cambiano i premi produttività 2019 e si prospettano novità per gli importi massimi e le tasse che, secondo quanto riportano le ultime notizie, saranno decisamente vantaggiose per i lavoratori. Vediamo di cosa si tratta e cosa cambierà per importi e tasse dei premi produttività e non solo.

Premi produttività: novità e cambiamenti

Le ultime notizie confermano l’arrivo di due nuove misure pensate per sostenere produttività ed essere vantaggiose per i salari dei dipendenti. La prima misura prevederebbe un aumento da 3mila a 5mila euro dell’importo dei premi di risultato soggetti a detassazione; la seconda prevederebbe una riduzione dell’imposta sostitutiva dal 10 al 5%.

Le misure rientrano nella bozza di un nuovo disegno di legge della Lega che punta, come spiegato dal sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, a dare un segnale importante al mondo del lavoro per garantire, da una parte, un miglioramento delle condizioni dei lavoratori, e, dall’altra, aumentare la competitività delle imprese per raggiungere una migliora produttività.

Secondo quanto reso noto dall’Osservatorio Ocsel della Cisl, sui dati del Mef, nel 2017 2.038.647 lavoratori hanno avuto premi di risultato detassati, con un aumento dell’11,6% rispetto ai 1.869.218 lavoratori che lo avevano percepito nel 2016 e una copertura intorno al 15% tra i lavoratori interessati.

Il valore medio del premio di risultato si attesta su 1.270 euro annui nel 2017, rispetto ai 1.040 euro del 2016, pari in media al 6,2% della retribuzione annua percepita.

Nuove misure di sostegno al lavoro: altre novità nella bozza del disegno di legge

Insieme alle novità per i premi produttività dei lavoratori, la bozza del disegno di legge della Lega prevede anche misure per sostenere e incentivare l’occupazione femminile, come sgravi contribuitivi fino a 3mila euro annui chi assume donne tra il 2019 e 2020 e:

  1. sgravi contributivi entro 3mila euro anni per gli imprenditori che allestiscono in azienda spazi per asili nido e doposcuola;
  2. proroga opzione donna per le lavoratrici che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2020;
  3. interventi di welfare aziendale, come l’introduzione di un’agevolazione fiscale e contributiva nei limiti di 10mila euro per le somme corrisposte ai lavoratori affetti da patologie oncologiche; diventano esentasse i rimborsi effettuati ai dipendenti o le spese sostenute dai datori di lavoro per il mantenimento o l’assistenza sanitaria di animali domestici;
  4. introduzione, per il triennio 2019-2021, di un regime temporaneo di lavoro part time legato a specifiche esigenze familiari delle lavoratrici, coperto con una contribuzione figurativa per cui i datori di lavoro che adottano il regime di lavoro agevolato beneficiano dell’esenzione dei contributi previdenziali e assistenziali per le mensilità di part time concesso;
  5. introduzione dal primo gennaio 2020 di contribuzioni figurative legate a periodi di assenza dal lavoro legati a carichi di cura, come maternità o assistenza al parente malato, per permettere alle donne di raggiungere un montante contributivo adeguato ad una pensione dignitosa.

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di Marianna Quatraro pubblicato il