Quanto guadagna un lavoratore italiano realmente? Ecco le differenze tra Paesi Europei

Le differenze con gli altri Paesi Europei sono sostanziali. Iniziamo dove la paga lorda media oraria è di circa 25,5 euro. Si tratta della Danimarca che, non a caso, detiene il primato nel continente

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I guadagni dei lavoratori non sono gli stessi. Ecco le differenze tra i Paesi Europei

Uno dei principali problemi con i quali i lavoratori del mondo globalizzato hanno dovuto imparare a fare i conti molto presto è la mancanza di uniformità dei salari. In un mondo dove la produzione delle merci non è più vincolata ai territori, la concorrenza si è trasferita anche ai salari dunque. Ma quanto guadagna un lavoratore, in media in Italia? E quali sono le differenze tra i vari Paesi Europei?

Quanto guadagna un lavoratore

Alla domanda quanto guadagna un lavoratore in Italia la risposta, fatte le dovute eccezioni, è semplice: poco. Poco rispetto agli standard dei paesi avanzati. Poco anche rispetto agli stipendi e ai salari che percepivano le generazioni precedenti. Insomma il trend negativo degli ultimi anni, capace di gettare al di sotto della linea di galleggiamento migliaia di famiglie che vivono o provano a farlo esclusivamente con il sudore della propria fronte, è destinato a continuare anche in futuro. A differenza di altri Paesi Europei dove le retribuzioni sono molto più elevate e, di conseguenza, lo standard di vita di un lavoratore molto migliore.

Le differenze tra i Paesi Europei

Le differenze con gli altri Paesi Europei sono sostanziali. Iniziamo dove la paga lorda media oraria è di circa 25,5 euro. Si tratta della Danimarca che, non a caso, detiene il primato nel continente. Basta paragonarlo con il dato italiano che viene stimato intorno ai 12,49 euro per capire l’importanza del fenomeno. Il Belpaese può guardare dall’alto in basso solo Paesi come Bulgaria e Romania. Insomma, non proprio un dato soddisfacente per una delle economie, ancora oggi, più importanti del pianeta.

Lavoro le mamme italiane sono le più vecchie d’Europa

Tra le altre cose il mondo del lavoro in Italia nasconde anche un’altra tara. Quello che riguarda le condizioni di lavoro per le donne. Uno studio di Eurostat, infatti, indica che le mamme italiane, con 31 anni di media per mettere al mondo il primo figlio, sono quelle più vecchie d’Europa. Tanti i motivi ch determinano quest’altro primato non invidiato detenuto dal Belpaese.

Madri sempre più anziane, nascite sempre più in calo. Come ha avuto modo di sottolineare anche Bankitalia in un suo studio che evidenzia anche l’apporto positivo dell’immigrazione sotto questo punto di vista. E senza dubbio tra le cause non si possono non annoverare fattori economici come la scarsa attenzione al sostegno alla famiglia e al lavoro della donna.

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di Luigi Mannini pubblicato il