Quanto ha guadagnato ogni tedesco con l'euro e quanto ha perso ogni italiano. Le cifre

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Quanto ha guadagnato ogni tedesco con l'

Euro, chi ha guadagnato e chi perso

Con l'introduzione della moneta unica italiani e francesi sono diventati più poveri rispettivamente di 74.000 euro e 56.000 euro. Ecco perché.

Che l'euro non si stato un affare per l'Italia e gli italiani è evidente. Ma adesso c'è uno studio approfondito sulle conseguenze dell'introduzione della moneta unica che svela come proprio l'Italia sia tra i Paesi che ci hanno rimesso più degli altri. Mentre la Germania è tra quelli che può sorridere pienamente.

Per capirci, a 20 anni dal cambiamento monetario, gli italiani ha perso in media 74.000 euro, i tedeschi hanno guadagnato 23.000 euro. Inevitabile la conclusione che si legge nella ricerca del think tank Center for european politics (tedesco): l'euro ha portato squilibri e controversie. Ma a suscitare perplessità c'è il comportamento tenuto in questi 20 anni proprio dai Paesi che hanno tratto maggior profitto.

Euro, chi ha guadagnato e chi ha perso

Sulla base di questo studio, Germania e Olanda sono stati i Paesi che hanno tratto i migliori benefici dall'introduzione dell'euro. A 20 anni dal lancio della moneta unica, il bilancio è estremamente positivo mentre per quasi tutti gli altri membri l'euro ha rappresentato un serio freno alla crescita economica. Lo studio, condotto dal think tank Cep di Friburgo mostra che i più scrupolosi devoti dell'ortodossia fiscale sono stati i maggiori beneficiari.

E sono gli stessi che si sono rivelati i più critici nei salvataggi dei paesi indebitati nel corso degli anni, tra cui l'Italia. L'Irlanda, una delle economie in più rapida crescita in Europa, non è stata inclusa nel sondaggio a causa della mancanza di dati appropriati sufficienti.

C'è poi il caso della Grecia: nei primi anni dopo l'introduzione dell'euro, il Paese ellenico ha guadagnato enormemente ma dal 2011 ha subito enormi perdite. Gli autori dello studio Alessandro Gasparotti e Matthias Kullas hanno stimato in che modo la produzione economica di otto paesi della zona euro si sarebbe sviluppata se non avessero adottato la moneta unica confrontando il loro percorso di crescita con quello delle economie non euro che avevano precedentemente mostrato trend di crescita simili.

Le economie a cui è stata confrontata la Germania includevano Bahrain, Giappone e Gran Bretagna, mentre il paniere dell'Italia includeva anche Israele. Tra i comparatori del Portogallo c'erano Barbados e Nuova Zelanda.

Deficit di crescita con l'introduzione dell'euro

I fatti sono noti: lanciato nel 1999, l'euro ha innescato il boom del credito e degli investimenti estendendo i benefici del basso tasso di interesse tedesco in tutti Paesi dell'Unione europea. Ma quei debiti sono diventati difficili da sostenere dopo la crisi finanziaria del 2008, con Grecia, Irlanda, Spagna, Portogallo e Cipro, costretti a cercare aiuti finanziari a causa della lentezza della crescita e della mancanza di finanziamenti.

In questo modo, ogni cittadino tedesco ha guadagnato in media 23.000 euro rispetto a quello che avrebbe intascato se fossero state mantenute le monete nazionali, gli olandesi 21.000 euro. Al contrario, italiani e francesi sono diventati più poveri rispettivamente di 74.000 euro e 56.000 euro.

Dal 2011 l'adesione all'euro ha comportato una riduzione della prosperità. Le perdite hanno raggiunto il loro picco nel 2014. Da allora, hanno subito un calo costante. Dal momento che non potevano più ripristinare la loro competitività svalutando le valute, i paesi con perdite avrebbero dovuto raddoppiare le riforme strutturali per cancellare il deficit di crescita che aveva accumulato con l'introduzione dell'euro.

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