Reddito di cittadinanza, Naspi e Rei addio o potranno rimanere. Gli scenari

Tutto da scoprire il destino della Naspi: potrebbe essere in qualche modo assorbita dal reddito di cittadinanza ma non cancellata. E in ogni caso non dovrebbe essere cumulabile.

Reddito di cittadinanza, Naspi e Rei add

Naspi e Rei: che fine faranno


Con il reddito di cittadinanza alle porte resta da capire quale sarà il destino di altri due strumenti per il sostegno al reddito: la Naspi ovvero l'indennità di disoccupazione e il Reddito di inclusione (Rei), il provvedimento introdotto dal precedente governo per contrastare l'indigenza in Italia. Difficile infatti credere che non ci siano novità sul sussidio di disoccupazione dopo il via al reddito di cittadinanza. E allo stesso tempo appare impensabile che reddito di inclusione e reddito di cittadinanza possano essere cumulabili e una sempre escludere l'altra. Maggior incertezze ruotano invece intorno alla Naspi che, stando a quanto trapela nelle ultime notizie, continuerà a rimanere in vigore, ma sarà comunque rimodulata e proposta come alternativa. Il tutto mentre un dossier di Bankitalia lancia l'allarme spese per sostenere chi non si attiva per cercare lavoro.

Naspi e Rei: che fine faranno con il reddito di cittadinanza?

Le risposte non possono che arrivare solo con la pubblicazione della prima bozza della legge di bilancio. Solo con questo documento saranno chiare le caratteristiche del reddito di cittadinanza ovvero destinatari, requisiti, limiti e compatibilità. Ma sulla base delle prime comunicazioni del governo è verosimile credere che il Rei possa sparire. Questa misura è infatti destinata alle famiglie con reddito inferiore ai 6.000 euro e può arrivare fino a 539,82 euro al mese. Il reddito di cittadinanza, desinato a entrare in vigore nel mese di marzo del prossimo anno, è invece pensato per garantire a ciascun italiano almeno 780 euro al mese e si basa su meccanismi di funzionamento differenti e pensati per il rilancio dei consumi e del mercato del lavoro. In somma, Rei e reddito di cittadinanza non dovrebbero essere in alcun modo cumulabili.

Tutto da scoprire il destino della Naspi: potrebbe essere in qualche modo assorbita dal reddito di cittadinanza ma non cancellata. E in ogni caso non dovrebbe essere cumulabile con il reddito di cittadinanza di 780 euro, anche perché le risorse sono centellinate fino all'ultimo centesimo. Tuttavia non viene esclusa la possibilità di concedere al disoccupato l'opzione di scelta tra i due strumenti per il sostegno al reddito. Si tratta di ipotesi perché le risposte non sono ancora arrivate e sono attese nell'arco di dieci giorni. C'è poi un altro dato di cui tenere conto ed è appunto quello economico. Le coperture per il reddito cittadinanza potrebbero arrivare anche dall'inglobamento del Reddito di inclusione per 2,5 miliardi di euro e della Naspi per un altro prezioso 1,5 miliardi di euro.

Ma 1,7 milioni a chi non si attiva per cercare lavoro

A proposito di numeri, non sfugge il recente rapporto di Bankitalia, secondo cui le indennità di disoccupazione (la Naspi, ma anche l'Aspi precedente) hanno portato anche a uno sperpero di denaro: un miliardo e 700 milioni vanno a chi non si attiva per cercare lavoro. Detto in altri termine, un disoccupato su sette coperto economicamente da uno strumento di sostegno al reddito non si è attivato sul mercato del lavoro.

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