Reddito di cittadinanza 2020 modifiche per Isee, disoccupati, controlli nuovo Governo Pd-M5S

di Marianna Quatraro pubblicato il
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Reddito cittadinanza 2020 Isee controlli nuovo Governo

Come potrebbe cambiare il reddito di cittadinanza con il nuovo governo Pd-M5S e novitÓ in vista: prime ipotesi

Nel corso del suo discorso alla Camera, il premier Conte ha confermato che il reddito di cittadinanza, essendo una misura di sostegno sociale resterà così come sarà potenziato il welfare per famiglie numerose, invalidi e disabili.

La conferma che il reddito di cittadinanza non sarà toccato è arrivata anche dalle recenti dichiarazioni del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro, che ha chiaramente detto che il reddito di cittadinanza, come la quota 100, non sarà toccato, e dell’ex ministro dell’Economia, Laura Castelli, del M5S, potenziale nuovo vice ministro dell’Economia, che ha, anzi, spiegato come potrebbe anche essere migliorato. Vediamo, dunque, quali potrebbero essere le modifiche che potrebbero interessare il reddito di cittadinanza 2020.

Modifiche per reddito di cittadinanza 2020 con nuovo governo Pd-M5S

Stando a quanto riportano le ultime notizie, in concomitanza all’avvio della cosiddetta fase 2 del reddito di cittadinanza, che prevede le prime convocazioni per i colloqui per la ricerca di una nuova occupazione per i beneficiari del sussidio, potrebbero essere definite nuove modifiche al reddito di cittadinanza dal nuovo governo Pd-M5S che potrebbero interessare innanzitutto un inasprimento delle sanzioni per chi non partecipa alle iniziative per la ricerca di un nuovo lavoro e ai progetti presentati dagli operatori dei centri per l'impiego.  

Se infatti oggi le sanzioni sono graduali e prevedono prima sospensione del beneficio per un mese per chi non si presenta al primo colloquio; poi sospensione del beneficio per chi non si presenta al colloqui la seconda volta, fino alla decadenza totale del beneficio se non si presenta anche al terzo colloquio, le modifiche potrebbero prevedere:

  1. revoca del sussidio già alla seconda assenza.
  2. possibili cambiamenti sui limiti Isee, la cui soglia attuale è di 9.360 euro annui;
  3. novità per lavoratori stagionali;
  4. controlli più serrati;
  5. miglioramenti per invalidi e disabili.

Presidente Inps Tridico su reddito di cittadinanza

A confermare la possibilità di arrivo di diverse modifiche al reddito di cittadinanza così come attualmente modulato anche il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, che ha chiaramente spiegato come la misura stia avendo un ottimo riscontro da quanto è entrata in vigore, con circa 1,5 milioni di domande presentate di cui quasi un milione accettate in pochi mesi con tre milioni di persone che ad oggi ne beneficiano.

Tridico ha confermato che l’entrata in vigore del reddito di cittadinanza ha permesso al nostro Paese di mettersi al passo degli altri, dove il reddito di cittadinanza esiste ormai da tempo e i miglioramenti che potrebbero essere messi a punto sono pensati per rendere il provvedimento più efficace.

Quali sono i requisiti attuali per reddito di cittadinanza

I requisiti per richiedere il reddito di cittadinanza attualmente sono:

  1. avere un Isee al massimo di 9.360 euro;
  2. essere cittadino italiano maggiorenne, o dell’Unione Europea, o di Paesi terzi con regolare permesso di soggiorno UE;
  3. avere un valore del patrimonio immobiliare massimo di 30.000 euro oltre alla prima casa di abitazione;
  4. avere un valore del patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro per la singola persona, aumentato di 2mila euro in base al numero dei componenti della famiglia fino a 10.000 euro, e di 7.500mila euro per nucleo familiari con componenti disabili;    
  5. non avere autoveicoli immatricolati la prima volta nei 6 mesi antecedenti la richiesta, o autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc o motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, o navi e imbarcazioni da diporto.
  6. obbligo di accettare un’offerta di lavoro se la retribuzione è superiore a 858 euro, vale a dire il 10% rispetto ai 780 previsti dal reddito di cittadinanza;
  7. obbligo per gli immigrati di presentare una certificazione rilasciata dalla competente autorità dello Stato estero e tradotta in italiano che attesti i requisiti di reddito e patrimoniali e composizione del nucleo familiare.

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