Reddito di cittadinanza, 3 mesi verranno dati a chi non ha diritto per una falla. Senza restituzione

di Chiara Compagnucci pubblicato il

La domanda per accedere a reddito di cittadinanza non potrebbe essere presentata se non si ha la certificazione Isee relativa alla situazione reddituale 2018.

Reddito di cittadinanza, 3 mesi verranno

3 mesi di reddito di cittadinanza

Più di una volta abbiamo scritto che era meglio puntare su quota 100, magari aprendola a quota 41, disoccupati, precoci, usuranti, opzione donna e pensioni anticipate e investire progressivamente sul reddito di cittadinanza, creandolo più lentamente, ma organizzandolo meglio per evitare di sprecare soldi.  E se da una parte quota 100 ha liberato e libererò con sicurezza almeno 100mila posti nello Stato, dall'altra il reddito di cittadinanza è tutto una incognita con problemi come quelli che vedremo che lasciano anche abbastanza basiti.
 

In fin dei conti c'era da aspettarselo perché la fretta con cui è stato varato il reddito di cittadinanza ha provocato errori e veri e propri buchi normativi. E sono così da gravi da consentire di percepire questi famosi 780 euro anche a chi non ha diritto. E ad aggravare la situazione ci sono due aspetti. Innanzitutto questa possibilità verrebbe addirittura concessa per tre mesi per un totale di 2.340 euro.

E in seconda battuta la mancanza di regole non obbligherebbe il beneficiario del reddito di cittadinanza senza requisiti a restituire questa somma. Succede per tre motivi: a ricevere questo importo saranno inizialmente anche coloro che un reddito superiore alla soglia stabilita dal governo, l'Isee fa riferimento ai redditi del 2017 e i controlli non sono stati ancora messi a punto. Tradotto in termini pratici vuole dire che si saranno molti furbetti a propria insaputa. Proviamo allora a vederci chiaro.

3 mesi di reddito di cittadinanza senza diritto

La domanda per accedere a reddito di cittadinanza non potrebbe essere presentata se non si ha la certificazione Isee relativa alla situazione reddituale 2018. La scadenza dei documenti, fissata originariamente per il 15 gennaio 2019, è stata prorogata al 31 dicembre 2019. Se il nucleo familiare durante il periodo di fruizione del reddito varia rispetto a quello dichiarato bisogna ripresentare la certificazione Isee entro due mesi.

Tutto chiaro? Solo fino a un certo punto perché siamo a marzo e i dati sulla situazione reddituale dei beneficiari del reddito di cittadinanza sono fermi al 2017. Solo a settembre saranno presi in considerazione quelli del 2018. E qui si consuma il primo corto circuito.

In attesa dei nuovi dati, l'Inps sta facendo riferimento al modulo SR182. Si tratta del modello con cui i richiedenti del reddito di cittadinanza indicano i guadagni ricevuti da lavoro subordinato o in forma autonoma nel periodo successivo a quello monitorato dall'Isee. È una sorta di autodichiarazione, ma il problema non è tanto l'inserimento di dati falsi (severamente puniti, attenzione), ma i 30 giorni di tempo concessi ai richiedenti per la presentazione.

A questo mese si aggiungono i circa due mesi che occorrono all'Inps per il ricalcolo dell'Isee e dunque per la conferma o la revoca del diritto al reddito di cittadinanza.

Nessun obbligo di restituire il reddito di cittadinanza

Risultato? Intanto i 780 euro vengono erogati sulla base del primo Isee senza integrazione e poi, in caso di sforamento della soglie di reddito, la sospensione del beneficiario dal programma. Ma non c'è alcuna norma che imponga al richiedente del reddito di cittadinanza la restituzione di quanto percepito.

Le regole attuali prevedono l'obbligo di dichiarare che in caso di variazioni inerenti il lavoro di uno dei componenti della famiglia o la consistenza del patrimonio immobiliare deve essere compilato il modello RdC/PdC - Com esteso pena la decadenza del beneficio. E anche di dichiarare di essere a conoscenza che per chi mente su reddito o occupazione lavorativa scatta non solo la perdita del reddito di cittadinanza e la restituzione delle somme indebitamente percepite, ma anche la reclusione da 1 a 6 anni.

Stessa sanzione si applica nei confronti di coloro che durante la percezione del reddito di cittadinanza hanno trovato un lavoro, omettendo di comunicare la variazione del reddito entro i termini previsti. Ma nulla è previsto rispetto a questo vuoto normativo e lo stesso Inps ha stabilito che qualsiasi cosa accada i beneficiari del reddito di cittadinanza continueranno a fruire del sussidio senza variazioni.

Iscriviti al nostro gruppo Facebook sui diritti per i lavoratori per rimanere aggiornato su tutte le novità:
Ultime Notizie