Reddito di cittadinanza, caos su chiamate colloqui lavoro. Conferme e smentite su inizio

E’ caos sulle chiamate di lavoro per i precettori del reddito di cittadinanza: la situazione Anpal e nuovi tempi annunciati

Reddito di cittadinanza, caos su chiamat

Reddito cittadinanza caos chiamate lavorare Conferme smentite

Dopo le prime lamentele e le rinunce al reddito di cittadinanza a causa di importi troppo bassi a fronte di serrati controlli e stringenti requisiti e condizioni da rispettare, continua il caos sul reddito di cittadinanza. Questa volta a creare confusione sono le procedure per gli impieghi a chi è senza lavoro e percepisce il beneficio. Non va meglio per quanto riguarda la situazione navigator.

Reddito di cittadinanza: caos chiamate per lavoro

Stando a quanto emerge dalle ultime notizie, conclusa la fase di verifica dei requisiti per chi ha fatto richiesta del reddito di cittadinanza e relative erogazioni del beneficio partite, si va verso la seconda fase che prevede formazione e lavoro per chi è senza occupazione e percepisce il reddito di cittadinanza. Ma si tratta di una fase due un pò disordinata. L'Anpal Servizi, la società sotto il controllo dell’Agenzia nazionale delle politiche attive, ha fatto sapere che sono partiti colloqui di lavoro per chi percepisce il reddito di cittadinanza e risulta occupabile e sono, contestualmente, anche state definite le sanzioni per chi non si presenta agli appuntamenti.

Ma, stando alle ultime notizie provenienti dalla Regione Lazio, proprio l’Anpal sarebbe in ritardo con le procedure, creando non poco caos sulle chiamate per lavorare, Secondo quanto spiegato dall’assessore al Lavoro della Regione Lazio, Claudio Di Berardino, i colloqui per il patto per il lavoro sarebbero dovuti già partire ma l’Anpal è in ritardo con gli elenchi considerando che finora ha fornito solo un elenco cartaceo con 6.000 nomi a fronte di 129mila persone che percepiscono il reddito di cittadinanza e devono avviarsi al nuovo lavoro; manca la procedura informatica per la convocazione e mancano anche altre procedure collegate.

E così, ad oggi, fine giugno quasi, le regioni non hanno ancora ricevuto dall’Anpal tutti i nominativi di coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza e dei loro familiari e ancora nessuno è stato contattato per firmare il Patto per il lavoro, anche se stando a quanto stabilito dalla legge la convocazione sarebbe dovuta avvenire entro 30 giorni dal riconoscimento del beneficio.

Caos chiamate lavoro reddito di cittadinanza: risposte dall'Anpal

Sul caos sulle chiamate per lavoro confermate da diverse Regioni ha dato chiarimenti la stessa Anpal, spiegando che al momento i tecnici dell’Agenzia stanno testando il funzionamento dei sistemi informatici, fase che, secondo quanto spiegato, dovrebbe durare solo qualche giorno,  e che è già stata fatta una scrematura dal ministero del Lavoro tra chi deve sottoscrivere il Patto per il Lavoro previsto dal reddito di cittadinanza e chi non è occupabile, come per esempio i minorenni o i maggiorenni con carichi di cura, agevolando di conseguenza il lavoro successivo.

Solo quando le procedure informatiche dell’Anpal saranno definitivamente messe a punto, le informazioni sui precettori del reddito di cittadinanza arriveranno ai centri per l’impiego che, di conseguenza, potranno contattarli per convocazioni per il lavoro. Il tutto, stando a quanto reso noto, dovrebbe concludersi in un paio di giorni.

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di Marianna Quatraro pubblicato il
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