Reddito di cittadinanza, come si calcola il taglio per importi non spesi entro il mese

Quali sono le spese che si possono effettuare con i soldi del reddito di cittadinanza e quando avvengono i tagli per soldi non spesi

Reddito di cittadinanza, come si calcola

Reddito cittadinanza calcolo taglio importi non spesi

Il reddito di cittadinanza ormai al via, misura di contrasto alla povertà che prevede una integrazione mensile per tutti coloro che soddisfano i requisiti richiesti, è un contributo mensile integrativo che viene erogato in base alla situazione Isee di ogni specifico nucleo familiare e prevede l’obbligo per i beneficiari di sottoscrivere un patto di lavoro o di formazione, per permettere al richiedente il beneficio di trovare una nuova occupazione.

Tutti coloro che hanno presentato domanda per avere il reddito di cittadinanza e risultano idonei a percepirlo vengono convocati dalle Poste per ritirare la propria card personalizzata su cui ogni mese vengono accreditati i soldi previsti dal reddito di cittadinanza. Come possono essere spesi i soldi della card del reddito di cittadinanza e quando l'importo viene tagliato?

Come spendere i soldi del reddito di cittadinanza

La cifra del reddito di cittadinanza caricata sulla card ogni mese non può essere spesa per tutto ma sono previste specifiche spese da poter sostenere. Se si va oltre tali spese previste si rischiano sanzioni e fino alla decadenza del beneficio stesso. Stando a quanto confermano le ultime notizie, con i soldi del reddito di cittadinanza è possibile:

  1. fare acquisti di beni di prima necessità, come generi alimentari o abbigliamento;
  2. pagare bollette;
  3. effettuare un bonifico al mese per il pagamento del canone di locazione, nel caso di persone in affitto;
  4. effettuare un bonifico al mese per il pagamento della rata del mutuo, nel caso di acquisto dell'immobile;
  5. prelevare in contanti fino a 100 euro nel caso di un singolo e fino a 210 euro nel caso di una famiglia più numerosa.

Reddito di cittadinanza: limite di spesa previsto

Per l’uso dei soldi caricati sull’apposita card del reddito di cittadinanza, come confermano le ultime notizie, non è previsto alcun limite di spesa e tutta la cifra caricata al mese può e deve essere spesa. Se non si spendono tutti i soldi caricati mensilmente sulla carta entro il mese successivo all’accredito, l’importo risparmiato viene decurtato dall’importo previsto per il reddito di cittadinanza del mese successivo, fino ad un massimo del 20% del beneficio.

Per esempio, nel caso di un importo di 500 euro, se 100 non vengono spesi nei tempi previsto, l’importo del mese successivo sarà ridotto di 20 euro (il 20% di 100) e il reddito di cittadinanza mensile sarà quindi di 480 euro.

Le spese sostenute con i soldi accreditati sulla card apposita del reddito di cittadinanza possono essere controllate dallo Stato che può monitorare gli importi complessivamente spesi o prelevati con la carta in modo da accertare che non vengano violati i criteri fissati.

Reddito di cittadinanza: quando decade il beneficio

Esistono casi in cui il reddito di cittadinanza si può perdere, a parte spendere i soldi previsti per spese non contemplate, come per gioco d’azzardo, e sono:

  1. dichiarazioni false per ottenere il reddito;
  2. se il richiedente non effettua la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (DID), ad esclusione dei casi di esclusione o esonero;
  3. se il richiedente non sottoscrive il Patto per il lavoro o quello per l’inclusione sociale, eccezion fatta per i casi di esclusione o esonero;
  4. se il richiedente non partecipa alle iniziative formative, di riqualificazione, politica attiva o di attivazione a meno che non sussistano giustificati motivi;
  5. nei casi di ripetute assenze alle iniziative di orientamento e formazione;
  6. se il richiedente non aderisce ai progetti utili alla collettività in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni, qualora vengano istituiti dal comune di residenza;
  7. se il richiedente non accetta almeno una delle tre offerte di lavoro congrue ovvero, in caso di rinnovo, non accetta la prima proposta;
  8. se il richiedente, in caso di variazione del nucleo familiare, non presenta una Dichiarazione Sostitutiva (DSU) aggiornata.

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di Marianna Quatraro pubblicato il
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