Reddito di cittadinanza, cosa cambia per Assegno Ricollocazione e Naspi nel 2019

L'assegno di ricollocazione viene limitato a chi ha i requisiti per il reddito di cittadinanza. Ampia porzione di disoccupati senza copertura.

Reddito di cittadinanza, cosa cambia per

Reddito di cittadinanza e assegno ricollocazione 2019


L'introduzione del reddito di cittadinanza rappresenta una rivoluzione nel sistema italiano perché mette in discussione altri strumenti di sostegno al reddito, come l'assegno di ricollocazione o la Naspi, così come li conosciamo adesso. Anzi, stando alle stime che stanno circolando in queste ore, sarebbero circa 100.000 i disoccupati che perderebbero l'aiuto economico dell'assegno di ricollocazione con l'avvio del reddito di cittadinanza. La platea dei ricollocati verrebbe ridotta a chi avrebbe meno possibilità di trovare una nuova occupazione e verrebbe a cadere per il personale di esubero di imprese in uno stato di difficoltà economia.

Reddito di cittadinanza e assegno ricollocazione 2019

In estrema sintesi, l'assegno di ricollocazione viene limitato a chi ha i requisiti per il reddito di cittadinanza. Eppure i dati riferiscono che negli ultimi mesi del 2018, il 10% circa dei disoccupati ha richiesto l'assegno di ricollocazione dopo un avvio sperimentale. Da qui l'invito all'esecutivo delle parti sociali di prevedere le opportune correzioni per non penalizzare un'ampia porzione di disoccupati che si troverebbero senza copertura.

Altre critiche sul reddito di cittadinanza sono indirizzate su tre punti in particolare. Questo strumento scoraggerebbe la ricerca di un impiego: c'è chi ritiene l'importo del reddito di cittadinanza, 780 euro al mese per un single con Isee zero, troppo elevato. Per intenderci, lo stipendio medio di un under 30 è 830 euro. Un altro nodo è il ruolo centrale affidato dalla legge ai centri per l'impiego nelle attività di intermediazione. Secondo dati Istat, solo un disoccupato su quattro si è rivolto alle strutture pubbliche. E poi, l'incentivo, da 5 a 18 mensilità, per chi assume un percettore di reddito, prevede condizioni d'accesso oltremodo restrittive, come l'incremento occupazionale netto, il de minimis, l'obbligo di comunicare le vacancies. Per il sistema delle aziende italiane questi vincoli per chi assume sono considerati eccessivi e di conseguenza il giudizio finale sul reddito di cittadinanza non è positivo.

Altri problemi riguardano i controlli, che al momento i critici indicano come non effettuabili se non post assegnazione del reddito di cittadinanza e dopo diversi mesi sia livello di certificazione Isee che di controllo dei conti correnti e titoli.

Naspi e reddito di cittadinanza, le differenze

Rispetto alla Naspi ovvero l'assegno di disoccupazione per chi è rimasto senza occupazione, la differenza sostanziale va cercato nell'aiuto concreto nella ricerca di un nuovo impiego che accompagna il solo reddito di cittadinanza. Anzi, l'accettazione di una delle tre offerte di lavoro avanzate nel tempo è condizione essenziale per percepire il sussidio. Al di là dei rispettivi requisiti per accedere al sostegno al reddito e ai tempi massimi per rientrare nei programmi, se l'importo del reddito di cittadinanza arriva fino a un massimo di 780 euro, nel caso della Naspi la somma è variabile.

L'assegno si calcola infatti prendendo a riferimento la retribuzione imponibile contributiva degli ultimi quattro anni, divisa per le settimane di contribuzione e moltiplicata per 4,33. Di conseguenza può essere molto più basso o molto più altro rispetto al tetto massimo previsto dal reddito di cittadinanza 2019. Inoltre la Naspi viene prese per un massimo di due anni se si è lavorato per quattro anni, o in modo proporzionale, mentre il Reddito di Cittadinanza potenzialmente è a vita. 

Ma anche la Naspi cessa se un centro di impiego trova un lavoro e una nuova occupazione alla persone che la sta prendendo 

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