Reddito di cittadinanza, i controlli realmente fatti da Agenzia Entrate e INPS

Sono tre i punti su cui si concentrerÓ l'azione di controllo di Guardia di finanza, fisco e Inps: l'Isee, il conto in banca e le proprietÓ di beni immobili.

Reddito di cittadinanza, i controlli rea

Reddito di cittadinanza, quali controlli

Sono tre gli aspetti sui cui stanno concentrando i controlli sul reddito di cittadinanza. E c'è da scommettere che con il tempo saranno ancora più stretti e serrati. A essere decisivo sarà il numero di domande di accesso a questo strumento di sostegno al reddito che man mano sarà presentato. E se Inps e Agenzia delle entrate sono in prima linea nella verifica del possesso dei requisti richiesti, da non sottovalutare è la macchina investigativa della Guardia di finanza. Perché sono appunto tre i punti su cui si concentrerà l'azione: l'Isee, il conto in banca e le proprietà di beni immobili. Anche perché basta il mancato rispetto di uno solo dei requisiti richiesti per non avere o per perdere il diritto al reddito di cittadinanza.

Reddito di cittadinanza, quali controlli

Stando alle intenzione dell'esecutivo, nulla sarà lasciato al caso. Saranno cioè predisposti tutti i controlli del caso e allo stesso tempo ogni minima irregolarità, sia da parte di chi percepisce il reddito di cittadinanza e sia da parte di chi suggerisce espedienti e trucchi per percepirlo indebitamente, sarà severamente punita. Intanto sono già definiti i controlli Inps e Guardia di finanza. Sono adesso in corso: significa che si tratta di verifiche preventive, principalmente concentrate sull'Isee - l'Indicatore di situazione economica equivalente, quello utilizzato per valutare la situazione economica dei nuclei familiari che intendono richiedere una prestazione sociale come il reddito di cittadinanza - che non può essere superiore a 9.360 euro.

Verifiche su conto in banca e seconda casa

In seconda battuta, Agenzia delle entrate e Guardia di finanza puntano la lente di ingrandimento sull'eventuale possesso di una seconda casa, che non può avere un valore maggiore di 30.000 euro, e sul conto in banca, che deve essere inferiore a 6.000 euro. Ma come è stato di recente denunciato, con tanto di rischio di far slittare l'introduzione del reddito di cittadinanza, il controllo conti correnti e titoli non si può fare. La perdita del sussidio può avvenire anche per diversi motivi. Non solo per truffa o per collocamento nel mondo del lavoro, che è poi l'obiettivo finale, ma anche per il termine dei 18 mesi previsti o per il mancato adempimento dei doveri.

Secondo l'Istat il sussidio potrebbe interessare un milione 308.000 famiglie e due milioni e 706.000 individui, con un importo annuo medio per famiglia pari a 5.045 euro, corrispondente al 66,7% del reddito familiare, e un costo totale pari a 6,6 miliardi di euro. Tra le famiglie potenzialmente beneficiarie si stima che 753.000 vivano nel Mezzogiorno, 333.000 al Nord e 222.000 al Centro. I singoli costituiscono il 47,9% delle famiglie beneficiarie (626.000) e riceveranno, in media, un sussidio annuo di 4.469 euro (82,1% del reddito). Le coppie con figli minorenni sono circa 260.000 (il 19,6% delle famiglie beneficiarie) e percepiranno, in media, 6.470 euro, quindi meno delle coppie con figli tutti adulti (che percepiranno 7.041 euro) per effetto delle scale di equivalenza.

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