Reddito di cittadinanza, le importanti novità attese per Settembre

di Marianna Quatraro pubblicato il
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Reddito cittadinanza importanti novita attese Settembre

Cosa cambia da settembre per il reddito di cittadinanza, da via alla fase due per ricerca attiva di un nuovo lavoro a controlli più stringenti

Per il mese di settembre alle porte si prospettano importanti novità per il reddito di cittadinanza, la misura di sostegno economico per coloro che vivono senza lavoro e in condizioni di difficoltà che ha debuttato proprio quest’anno non senza polemiche. Tuttavia, all’indomani del debutto della misura sono state definite ulteriori novità pronte ad entrare in vigore, a partire da controlli più stringenti per evitare che i cosiddetti furbetti del reddito di cittadinanza riescano a farla franca. Vediamo, dunque, quali sono le novità attese per settembre riguardanti il reddito di cittadinanza.

Reddito di cittadinanza e nodi ancora da sciogliere

Tra i principali e più importanti punti da chiarire entro settembre sul reddito di cittadinanza vi è quello dei cosiddetti navigator, coloro che affiancano chi percepisce il reddito di cittadinanza alla ricerca di un nuovo lavoro. La questione aperta riguarda soprattutto il loro inquadramento da un punto di vista prettamente lavorativo e contrattuale e, stando alle ultime notizie, quelli più preoccupati sono i navigator della Regione Campania, dove il numero di queste figure risulta maggiore che in tutte le altre regioni di Italia

Il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, ha infatti deciso di non firmare la convenzione con Anpal Servizi sostenendo che l’agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro deve prima provvedere alla stabilizzazione di tutti i precari che ha e poi di tutti coloro che sono stati scelti per fare i navigator.

Reddito di cittadinanza: seconda fase al via

Con l’arrivo di settembre parte anche la cosiddetta seconda fase del reddito di cittadinanza, o quanto meno dovrebbe considerando che il governo che ha dato il via alla misura è caduto e al momento tutto potrebbe sembrare molto incerto.

Stando a quanto previsto dal calendario già fissato, dal 2 settembre dovrebbero scattare le convocazioni di coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza per il percorso per la ricerca di una nuova occupazione. I beneficiari della misura devono, infatti, firmare il Patto per il Lavoro e accettare le offerte i lavoro che verranno proposte dei prossimi mesi. Il rifiuto di tre proposte congrue porta alla perdita del beneficio.

Stando a quanto stabilito, le proposte di lavoro sono congrue in base alla lontananza di posto di lavoro da casa. In particolare, nei primi 12 mesi la prima offerta di lavoro è considerata congrua se è entro 100 chilometri di distanza dalla residenza o raggiungibile con un massimo di 100 minuti con i mezzi pubblici; e la seconda offerta di lavoro risulta congrua se entro i 250 chilometri; mentre la terza offerta di lavoro può essere ovunque sull’intero territorio italiano. Dopo 12 mesi anche per la prima offerta di lavoro è considerata congrua se entro i 250 chilometri.

Questa fase dovrebbe, dunque, accompagnare coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza e non hanno una occupazione a trovare un nuovo lavoro. Sono esonerati dalla convocazione per la ricerca di un nuovo lavoro coloro che percepiscono la pensione di cittadinanza o gli over65, i disabili e i componenti della famiglia con impegno di cura per bambini sotto i 3 anni o per persone non autosufficienti.

Reddito di cittadinanza e nuovi controlli più stringenti al via

Dal prossimo mese di settembre, alla luce delle ultime novità approvate per il reddito di cittadinanza, partiranno anche controlli più stringenti sui beneficiari della misura. Dal prossimo mese di settembre, come confermano le ultime notizie, scatta il piano straordinario di controlli da parte dei Comuni che punteranno l’attenzione su residenza e composizione del nucleo familiare con verifiche a campione che interesseranno il 5% delle famiglie beneficiarie su ogni territorio.

I risultati dei controlli saranno comunicati direttamente all’Inps. I controlli dovranno essere effettuati entro il 31 ottobre e avverranno tramite la piattaforma Gepi messa a punto dal ministero del Lavoro per facilitare accesso e condivisione ai dati dei beneficiari.

Per quanto riguarda la residenza, secondo quanto stabilito, deve essere in Italia da almeno 10 anni e tocca al Comune esaminare i propri elenchi anagrafici e, in caso di trasferimento, passare la pratica al comune di provenienza tramite proprio la piattaforma Gepi. Per quanto riguarda i controlli anagrafici sulla composizione del nucleo familiare dichiarato ai fini Isee, i Comuni, in tal senso, devono incrociare i database relativi a uffici anagrafici e servizi sociali, comunicare i risultati all’ Inps entro 10 giorni, che a sua volta si occuperà di trasmettere la pratica all’autorità giudiziaria e decidere eventuali sanzioni.

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