Reddito di cittadinanza novità oggi mercoledì ritardi decreto pubblicazione Gazzetta Ufficiale e ulteriori problemi 23 Gennaio

di Marianna Quatraro pubblicato il
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Reddito cittadinanza oggi ritardi pubblicazione Gazzetta Ufficiale

Ancora attesa la pubblicazione del decreto per il reddito di cittadinanza in Gazzetta Ufficiale: ancora da sciogliere nodi su risorse e assunzioni per Centri per l’impiego

Reddito di cittadinanza ancora atteso: dopo l’approvazione del decretone pensioni contenente anche il provvedimento di istituzione del reddito di cittadinanza, le ultime notizie ad oggi mercoledì 23 gennaio confermano l’ancora attesa pubblicazione del decreto stesso in Gazzetta Ufficiale, passaggio che solitamente avviene in cinque giorni dall’approvazione del decreto ma per cui al momento i tempi sembra si stiano allungando. Cosa aspettarsi dunque?

Reddito di cittadinanza pubblicazione in Gazzetta Ufficiale

Ad oggi ancora nulla di fatto per il provvedimento relativo al reddito di cittadinanza e le attese sono tutte per la conversione in legge del decreto approvato la scorsa settimana dal Consiglio dei Ministri e che, finalmente, dopo tanto parlare prevede l’avvio del reddito di cittadinanza per tutti coloro che sono costretti a vivere sotto la soglia di povertà. Si tratta di una misura considerata tanto importante come sostegno quanto significativa in un percorso di ricerca attiva di un nuovo lavoro, considerando che il beneficio si può percepire solo iscrivendosi a Centri per l’impiego o frequentando corsi di formazione o specializzazione professionale sempre volti alla ricerca di una nuova occupazione. E non si possono rifiutare più di tre offerte di lavoro. Pena: la decadenza stessa del beneficio.

Il reddito di cittadinanza funziona in questo modo come ormai ben noto. Vale esclusivamente per chi ha un Isee fino a 9.360 euro e l’importo viene in realtà definito da composizione del nucleo familiare ed eventuale casa di proprietà. Così spiegata, la misura sembrerebbe essere davvero un incentivo al lavoro. Tutti i dettagli dei requisiti per il reddito di cittadinanza li abbiamo spiegati in un precedente articolo così come quando si potrà fare domanda all'INPS, alle Poste o al sito Web dedicato per poter accedere e l'importanza dell'Isee. Eppure ci sono ancora tanti problemi da risolvere, primo tra tutti quello delle coperture, considerate da molti insufficienti a rispondere a tutte le domande che arriveranno.

Reddito di cittadinanza, ancora problemi da risolvere

Ma il problema coperture non sembra essere l’unico ancora da risolvere per dare il via libera ufficiale al reddito di cittadinanza: secondo le ultime notizie, infatti, vi sarebbero problemi da risolvere anche per i Centri per l’impiego da cui fondamentalmente dipende il reddito di cittadinanza. Cerchiamo di chiarire. Chi fa richiesta del reddito di cittadinanza deve iscriversi ai Centri per l’impiego il cui personale aiuterà il richiedente il reddito a trovare un nuovo lavoro.

Il problema è che, stando alle ultime notizie, le nuove assunzioni, circa 4mila, da parte delle Regioni di dipendenti che dovranno accompagnare i disoccupati nel percorso di ricerca di un nuovo lavoro partiranno solo da agosto e solo in autunno dovrebbero terminare le procedure di formazione dei 6mila navigator di Anpal servizi. Si tratta di ritardi considerevoli visto che, se i tempi di iter parlamentare per la conversione in legge del decreto dovessero essere rispettati, già dal prossimo mese di marzo si potrà iniziare a chiedere il reddito di cittadinanza e da aprile il sussidio verrà erogato ai richiedenti.

Poi entro un mese, cioè entro la fine del mese di maggio, i disoccupati dovrebbero essere chiamati dai centri per l’impiego per la dichiarazione di disponibilità al lavoro, ed entro il mese successivo, cioè giugno, tutti i maggiorenni del nucleo familiare dovranno iniziare un percorso di accompagnamento per il reinserimento nel mondo del lavoro. Le stime parlano di circa 1,4 milioni di nuclei e di 4,5 milioni di persone, cui aggiungere i circa 3 milioni di disoccupati che non avranno diritto al Reddito di cittadinanza ma che comunque continueranno a rivolgersi ai centri per l’impiego per un nuovo lavoro. Ed è proprio per seguire una platea di milioni di persone che è stato definito un piano di nuove assunzioni da parte delle Regioni per rafforzare l’organico.

Ma per sbloccare i soldi assegnati dalla nuova Legge di Bilancio alle Regioni per le nuove assunzioni serve un decreto ministeriale, preceduto da un’intesa della Conferenza delle Regioni sulla distribuzione sul territorio dei neoassunti; e serve poi una selezione pubblica per avviare le procedure di reclutamento, con pubblicazione dei bandi regionali e concorsi, procedure che richiedono tempo e che, secondo previsioni molto ottimistiche, si potranno concludere non prima di sei mesi, dunque a fine luglio, inizio agosto. I neoassunti diventeranno operativi, dunque, a partire dai prossimi mesi di settembre-ottobre se tutto va bene ma nel frattempo chi ne ha diritto inizierà a prendere il reddito di cittadinanza senza però forse aderire ad alcun programma per trovare un nuovo lavoro. Ed ecco un nuovo paradosso all’italiana.  

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