Reddito di cittadinanza: perchè rinunciare e controlli Fisco

Mentre si va verso un allargamento della platea di beneficiari del reddito di cittadinanza, molti fanno dietrofront e rinunciano. I motivi

Reddito di cittadinanza: perchè rinuncia

Reddito cittadinanza rinunciare controlli Fisco

Mentre il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, solo qualche giorno fa ha annunciato che la platea di coloro che potranno accedere al reddito di cittadinanza si allargherà a comprendere chi è rimasto senza lavoro da poco e i senza fissa dimora, tanto da aver anche annunciato che porterà un camper Inps alla stazione Termini di Roma e nelle zone disagiate delle altre città per raccogliere le domande, stando alle ultime notizie, cresce il numero di coloro che stanno rinunciando al reddito di cittadinanza. Quali sono i motivi per rinunciare al reddito di cittadinanza?

Reddito di cittadinanza: tante le richieste di rinuncia

I motivi per cui molti hanno deciso di rinunciare al reddito di cittadinanza sono principalmente gli importi molto bassi erogati del beneficio e l’obbligo a dover sottostare a controlli costanti e capillari del Fisco quando si richiede il beneficio. Ma non solo.

Chi, infatti, richiede e ottiene il reddito di cittadinanza, anche se di poche decine di euro, come è accaduto, è obbligato, stando a quanto previsto dalla legge, a firmare il DID, dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, e impegnarsi nella ricerca attiva di una nuova occupazione, in otto ore di lavori sociali alla settimana, e frequentare anche corsi di formazione.

Si tratta di impegni che per molti, soprattutto per chi non ha molta voglia di far qualcosa, risultano decisamente gravosi, per cui meglio rinunciare al beneficio e continuare a fare una vita ‘comoda’ di nullafacenza senza obblighi. E poco importa se questo significa lavorare saltuariamente o in nero.

Reddito di cittadinanza: importo molto esiguo

Contrariamente a quanto inizialmente annunciato e da tutti atteso, il reddito di cittadinanza da 780 euro mensili non è in realtà tale. O per lo meno non per tutti. Considerando, infatti, i requisiti richiesti per l’accesso al reddito di cittadinanza, tra limite Isee, limiti di reddito e patrimonio, la cifra del reddito di cittadinanza da erogare ad ogni cittadino che ne fa richiesta è variabile e in alcuni casi, come denunciato da diverse proteste, è di una somma davvero irrisoria.

Stando a quanto riportano le ultime notizie, infatti, c’è chi ha percepito anche solo 40 euro di reddito di cittadinanza. Un vero e proprio paradosso se si considera che si tratta di una misura di sostegno per i meno abbienti e una cifra di 40 euro certo non contribuisce a rendere migliore la qualità della vita di chi la percepisce.

Stando a quanto spiegato dallo stesso Inps, il motivo per cui in molti casi il reddito di cittadinanza è basso è perché l’importo da erogare viene calcolato dall’Inps al netto delle prestazioni che il richiedente già percepisce e in base a quanto previsto dalla normativa sul reddito di cittadinanza.

Ciò significa che nel calcolo del reddito di cittadinanza, ai fini del reddito, si considerano anche i sussidi che si percepiscono e gli altri importi percepiti da ogni richiedente, che fanno aumentare il reddito e diminuire la somma che spetta del beneficio.

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di Marianna Quatraro pubblicato il
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