Reddito di cittadinanza, regole ufficiali contro chi si dimette. Quando si è esclusi

di Marianna Quatraro pubblicato il
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Quali sono le regole ufficiali e i requisiti per avere il reddito di cittadinanza e casi in cui si è esclusi dalla misura: cosa c’è da sapere

Il reddito di cittadinanza, nuovo contributo economico istituito dal governo al via da quest'anno, sarà erogato da aprile 2019. Quali sono le regole ufficiali per averlo? Quando si è esclusi dal reddito di cittadinanza 2019? Vediamo di chiarire come funzionerà la nuova misura di aiuto valida per chi ha un reddito inferiore alla soglia di povertà.

Reddito di cittadinanza: regole ufficiali

Il reddito di cittadinanza è una nuova misura di sostegno al reddito destinata a chi è costretto a vivere in difficili situazioni economiche che prevede, però, un impegno concreto da parte di chi lo percepisce. Per avere il reddito di cittadinanza, infatti, bisogna obbligatoriamente sottoscrivere un accordo con il centro per l’impiego accettando di frequentare corsi di formazione o specializzazione professionale, di partecipare a dei lavori socialmente utili e di accettare almeno una delle tre offerte di lavoro presentate. Nel caso in cui queste condizioni non vengano rispettate, si perde il diritto al beneficio.
In particolare, i requisiti per avere il reddito di cittadinanza sono:

  1. essere cittadini italiani o cittadini di uno Stato membro UE, o stranieri in possesso di regolare permesso di soggiorno;
  2. essere residenti in Italia, in via continuativa, da almeno 10 anni;
  3. avere un Isee massimo di 9.360euro;
  4. avere un patrimonio immobiliare del valore massimo di 30mila euro oltre un’eventuale casa di proprietà;
  5. avere un patrimonio mobiliare inferiore a 6mila euro, limite che aumenta di 2mila euro per ogni componente familiare successivo al primo (fino ad un massimo di 10.000mila); di mille euro per ogni figlio successivo al primo, e di 5mila euro in i presenza di una persona disabile nel nucleo familiare;
  6. avere un reddito familiare non superiore a 6mila euro, che può arrivare a 9.360 euro nel caso in cui la famiglia viva in affitto.

Il reddito di cittadinanza non prevede un importo fisso, ma dipende dalla situazione economica della famiglia e si compone di due differenti elementi: integrazione fino a 6mila euro annui del reddito familiare, e integrazione pari all’ammontare del canone annuo di locazione (fino ad un massimo di 3.360euro annui) per le famiglie che sono in affitto. E’ prevista anche una integrazione fino ad un massimo di 1.800 euro annui per i nuclei familiari che risiedono in un’abitazione di proprietà ma che hanno un mutuo da pagare.


Il beneficio economico complessivamente non può superare i 9.360 euro annui e, per quanto riguarda i tempi di erogazione, il reddito di cittadinanza viene erogato fino a quando si soddisfano i requisiti sopra riportati e comunque non può avere durata superiori ai 18 mesi.

Reddito di cittadinanza: cosa succede in caso di dimissioni e chi è escluso dalla misura

Il reddito di cittadinanza non viene erogato, stando a quanto stabilito dalle regole ufficiale, a singoli o nuclei familiari dove uno dei componenti risulta essersi dimesso dal lavoro nei 12 mesi antecedenti al momento della domanda. Unica eccezione in tal senso è rappresentata da eventuali dimissioni dal lavoro presentate per giusta causa, per esempio molestie sessuali sul posto di lavoro, ripetuto mancato pagamento dello stipendio, ecc.

Insieme a coloro che si dimettono dal lavoro, vi sono altri casi in cui si è esclusi dal reddito di cittadinanza e, in particolare, quando in un nucleo familiare vi sia un componente sia in possesso di auto o moto immatricolati nei 6 mesi precedenti alla richiesta del beneficio, e di auto di cilindrata superiore ai 1.600 cc e moto di cilindrata superiore ai 250 cc immatricolati negli ultimi 2 anni; quando in un nucleo familiare vi sia un componente sia in possesso di navi e imbarcazioni da diporto; i soggetti che si trovano in stato detentivo per tutta la durata della pena; nuclei familiari dove uno dei componenti risulta essersi dimesso dal lavoro nei 12 mesi antecedenti al momento della domanda.

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