Reddito di emergenza per coronavirus a chi spetta e importo nel prossimo decreto aprile 2020

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Reddito di emergenza per coronavirus a c

Coronavirus, a chi spetta reddito di emergenza

Arriva dalla viceministra dell'Economia Laura Castelli la conferma dei lavori in corso sulla creazione del reddito di emergenza. Ecco cosa sappiamo e cosa attendersi.

Da una emergenza all'altra perché ai tempi del coronavirus c'è quella sanitaria che rappresenta la madre di tutti i problemi, ma anche quella economica per la chiusura forza di quasi tutte le attività e adesso c'è anche quella sociale.

Perché c'è chi è privo di ogni tipo di tutela e non sa come sbarcare il lunario. Un caso su tutti è quello delle colf e delle badanti, ma potremmo citare anche tutti quelli legati all'economia sommersa, evidentemente molto presente in Italia.

Da qui l'idea del reddito di emergenza per coronavirus e da qui l'intenzione di elaborare un decreto ad hoc. Non subito perché c'è da far quadrare i conti ovvero trovare le coperture e chiedere al parlamento il via libera per finanziare un'altra misura.

  • Coronavirus, a chi spetta il reddito di emergenza
  • Reddito di emergenza nel prossimo decreto, quale importo

Coronavirus, a chi spetta il reddito di emergenza

Arriva dalla viceministra dell'Economia Laura Castelli la conferma dei lavori in corso sulla creazione del reddito di emergenza.

Non ha definito con precisione i destinatari di questa misura, ma si è limitata a riferire che spetterà a chi è alle prese con si trova in difficoltà economica perché svolge "lavori e lavoretti" ovvero a chi è scaduto un contratto a termine e si trova adesso forzatamente senza una occupazione.

Il punto di partenza è rappresentato dal reddito di cittadinanza e il piano di base prevede l'estensione del suo campo di applicazione. Facile credere che a essere determinante nell'individuazione dei beneficiari sarà l'Isee.

Reddito di emergenza nel prossimo decreto, quale importo

L'importo del reddito di emergenza non è stato fissato, ma dovrebbe essere incluso tra i 600 euro del bonus concesso ai lavoratori autonomi e i 780 euro del reddito di cittadinanza, da concedere per almeno un mese.

Il problema di fondo è come al solito di carattere economico: dove trovare le coperture? La risposta non è semplice e un aiuto dall'Europa si rivela fondamentale non tanto per avviare il provvedimento quanto per renderlo efficace ovvero per disporre di una maggiore quantità di denaro da erogare.

Sappiamo che 9 capi di Stato e di governo dell'Unione europea, tra cui il premier italiano Giuseppe Conte, il francese Macron e lo spagnolo Sanchez, alla vigilia del vertice europeo hanno scritto una lettera al presidente del Consiglio dell'Unione europea per chiedere l'attivazione dei coronabond.

Si tratta di una emissione europea finalizzata a raccogliere le risorse da distribuire poi ai singoli Stati impegnati nella lotta all'emergenza coronavirus.

Ma è bastato solo accennare a questa possibilità ed ecco che la proposta ha già visto contrario il fronte dei Paesi del Nord, a iniziare dalla Germania, da sempre dubbiosa sull’ipotesi di eurobond, fino ad arrivare all'Olanda.

In pista c'è allora il Meccanismo europeo di stabilità, nato come fondo salva Stati nel 2012 per aiutare i Paesi in difficoltà durante la crisi del debito sovrano. Gli azionisti sono i Paesi che hanno adottato la moneta unica e ha una potenza di fuoco pari a 410 miliardi di euro.

Molte capitali stanno chiedendo di mettere a disposizione i fondi del Mes a tutti gli Stati ma senza le condizionalità previste perché lo choc in atto è simmetrico e colpisce tutti.

Nel contesto italiano del coranvirus e nella prospettiva di introdurre un vero reddito di emergenza, una ipotesi sarebbe l’utilizzo del 6% del fondo da parte della Banca europea degli investimenti per concedere prestiti.

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