Regole che i datori di lavoro devono rispettare per gestione dipendenti Fase 2 Coronavirus

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Regole che i datori di lavoro devono ris

Coronavirus, obblighi dei datori di lavori

Le nuove disposizioni, attente alla privavy, riguardano non solo la misurazione della febbre, ma anche le autocertificazioni, i contatti dei lavoratori, gli obblighi dei medici.

Chi è tornato al lavoro è soggetto alla regola che vale per tutti: se si hanno sintomatologia da infezione respiratoria e temperatura corporea sopra i 37,5 gradi bisogna restare a casa e contattare il proprio medico curante.

Si tratta solo della primissima norma che i datori di lavoro devono fare rispettare nelle piccole e nelle grandi aziende con l'avvio della fase 2.

Ma se il datore di lavoro può rilevare la temperatura corporea di dipendenti, fornitori, clienti all'ingresso della propria sede, può rendere nota l'identità di un lavoratore contagiato ai colleghi?

E serve l'autocertificazione per andare a lavorare? Le nuove disposizioni, attente alla privacy, riguardano non solo la misurazione della febbre, ma anche le autocertificazioni, i contatti dei lavoratori, gli obblighi dei medici, cosa fare se un lavoratore è contagiato e numero aspetti aspetti pratici relativi alla sanificazione e al mantenimento della distanza di sicurezza. Vediamo tutto tra

  • Coronavirus, obblighi dei datori di lavoro nella fase 2
  • Datori di lavoro e dipendenti, nuove regole da rispettare

Coronavirus, obblighi dei datori di lavoro nella fase 2

Da lunedì è infatti iniziata la fase successiva alle restrizioni che hanno vietato gli spostamenti e fermato in larghissima parte le attività produttive. Il lockdown lascia ora il posto alla fase 2 che allenta alcune restrizioni su uscite e spostamenti individuali e fa ripartire gran parte delle attività industriali, dei cantieri edili e dei settori auto, moda, tessile e manifatturiero.

Il primo obbligo per le aziende è misurare la temperatura corporea di ogni dipendente prima del suo ingresso nell'area di lavoro.

Allo stesso modo può misurare la febbre ai clienti di uffici e negozi. In ogni caso, il medico competente non può informare l'azienda sulle condizioni del lavoratore su specifiche patologie e lo stesso medico può decidere visite straordinarie per i dipendenti.

Il datore di lavoro non può comunicare al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza l'identità dei dipendenti contagiati e né può rivelarla ai colleghi.

Non è una regola, ma una facoltà del datore di lavoro chiedere al dipendente di autocertificarsi per dire se è stato esposto al contagio. La stessa azienda conserva il diritto di vietare l'accesso a chi è a rischio

Datori di lavoro e dipendenti, nuove regole da rispettare

Le postazioni di lavoro, ma anche spogliatoi, mezzi aziendali, aree comuni, distributori automatici, devono essere costantemente igienizzate.

Tra le regole che devono rispettare tutte le attività che riaprono ci sono il mantenimento della distanza di sicurezza, la pulizia e l'igiene ambientale almeno due volte al giorno e in funzione degli orari di apertura o turnazione.

È inoltre obbligatorio far rispettare le misure anticontagio come l'ingresso uno alla volta nei piccoli negozi e l'accesso regolamentato e scaglionato nelle strutture più grandi.

L'uso di mascherine e guanti per i lavoratori e l'uso di gel disinfettante per le mani e di guanti usa e getta a disposizione per i clienti resta un obbligo in supermercati e negozi alimentari. Dove si può, vanno predisposti percorsi diversi per entrate e uscite.

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