Regole Inail per aziende da rispettare in circolare ufficiale per riapertura dopo coronavirus

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Regole Inail per aziende da rispettare i

Coronavirus, regole Inail per aziende da rispettare

Si va dal rispetto da rispetto delle distanze tra lavoratori all'utilizzo di strumenti per limitare i rischi di contagio, come i guanti e le mascherine.

Sì alla riapertura di imprese e negozi dal 4 maggio, ma solo a determinate condizioni. Il concetto che il governo sta cercando di fare passare e che vede nella nuova circolare dell'Inail le sue regole applicative si basano su un concetto ben preciso: il coronavirus continuerà a essere presente anche nella cosiddetta fase 2 e la diffusione del contagio è sempre possibile.

Da qui le istruzioni dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro per affrontare nel migliore dei modi questo periodo di transizione.

Si va dal rispetto da rispetto delle distanze tra lavoratori all'utilizzo di strumenti per limitare i rischi di contagio, come i guanti e le mascherine, con tanto di tabella di riepilogo delle classi di rischio e aggregazione sociale e distribuzione dei lavoratori impiegati nei settori sospesi distribuiti per genere, classe di età e area geografica.

Spetta adesso al governo decidere quale parte di questo dettagliato documento accogliere all'interno del prossimo decreto che ufficializzerà la riapertura dopo il coronavirus. Vediamo quindi

  • Coronavirus, regole Inail per aziende da rispettare
  • Circolare ufficiale Inail per la riapertura

Coronavirus, regole Inail per aziende da rispettare

La fase 2 di riapertura di negozi e imprese è quella della convivenza con il coronavirus, anche se c'è chi può non tornare per malattie o problemi di salute, per ora messo alle corde e dunque più facilmente controllabile.

L'Inail evidenziato come le modalità per andare e tornare dal lavoro sono fondamentali per non vanificare le misure approntate nelle aziende.

Ecco quindi che l'Inail suggerisce un'attenta gestione dell'entrata e dell'uscita dei lavoratori, il ricorso al termoscanner per la misurazione della temperatura, il divieto di entrate se maggiore di 37,5 gradi, il ricorso alle riunioni a distanza. I tre criteri presi in considerazione per la riorganizzazione del lavoro sono

  1. esposizione ovvero la possibilità di venire a contatto con fonti di contagio durante il lavoro
  2. prossimità ovvero l'inevitabile vicinanza tra lavoratori che non possono mantenere il distanziamento sociale
  3. aggregazione ovvero il contatto con altre persone rispetto ai colleghi di lavoro

Sulla base di questi tre criteri, l'Inail ha individuato tre livelli di rischi: alto (forze dell'ordine, farmacisti, atleti professionisti), medio-alto (corrieri, camerieri. addetti alle mense) e medio-basso (operai edili, operatori ecologici).

Circolare ufficiale Inail per la riapertura

Per attività produttive e commercio, il piano prevede comunque una forte spinta allo smart working e al rispetto delle regole sul telelavoro, evitando riunioni, con distanziamenti rigidi.

Sui trasporti bisogna evitare le ore di punta mentre sui mezzi pubblici si viaggia solo seduti con distanziamento previsto anche alle fermate.

La circolare ufficiale dell'Inail suggerisce la riapertura di bar e ristoranti solo per il cibo da asporto, oltre che per la consegna a domicilio, ma con una serie di precauzioni, tra cui l'utilizzo di mascherine e guanti da parte del personale e il distanziamento sociale dentro e fuori. L'ipotesi dell'installazione di divisori tra i tavoli continua a essere contemplata.

L'Inail scrive di soluzioni innovative come il riposizionamento delle postazioni e l'introduzione di barriere separatorie.

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