Rifiutare turni di lavoro quando si può fare o no. E cosa si rischia

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Rifiutare turni di lavoro quando si può

Turni di lavoro, quando si può rifiutare

L'organizzazione dei turni di lavoro rappresenta nella maggior parte dei casi una prerogativa del datore. Ma quando il lavoratore può rifiutarla?

Chi può rifiutare di fare un turno di lavoro? Quando è possibile secondo la legge e i contratti nazionali e quando invece si è obbligati a farlo? E cosa si rischia se c'è l'obbligo? Già, perché il tema dei turni di lavoro è uno dei più spinosi, soprattutto all'interno di quelle realtà che sono attive per tutta la giornata e non solo per le canoniche ore diurne.

Non solo, ma quanto si parla di organizzazione dei turni di lavoro, della possibilità di rifiutarli, di cosa può fare e non fare il datore di lavoro e di quali sono i diritti dei lavoratori, occorre tenere conto di un aspetto centrale: il tipo di contratto.

Come vedremo a breve, il quadro normativo cambia in misura considerevole se il dipendente chiamato al rispetto dei turni di lavoro nel contesto aziendale abbia un contratto a tempo pieno (full time) o a tempo parziale (part time), indipendentemente se sia di tipo orizzontale o verticale. Entriamo quindi nei dettagli su

  • Turni di lavoro, quando si può rifiutare
  • Cosa si rischia se si rifiutano i turni di lavoro

Turni di lavoro, quando si può rifiutare

L'organizzazione dei turni di lavoro rappresenta nella maggior parte dei casi una prerogativa del datore.

In base a Ccnl di riferimento - nell'ordinamento italiano sono presenti anche quelli relativi a Terziario e Servizi, Dirigenti Settore Privato, Turismo, Credito ed Assicurazioni, Chimica, Meccanici, Marittimi, Edilizia e Legno, Poligrafici e Spettacolo, Tessili, Alimentari, Enti Pubblici, Agricoltura e Allevamento, Trasporti, Enti e Istituzioni Private - possono essere previste specifiche ben precise, ma alcuni elementi sono comuni.

Nella progettazione dei turni di lavoro, l'azienda deve comunicare le decisioni con preavviso (non è codificato il tempo). Come premesso, a fare la differenza nel rapporto tra datore e dipendente sul piano dei turni di lavoro 2020 è il tipo di contratto.

Se è a tempo pieno, il datore conserva una maggiore libertà di movimento. A differenza di quanto accade con i lavoratori part time, la variabile della programmazione del tempo libero - diritto dei lavoratori - incide in misura inferiore.

I criteri che devono ispirare il datore di lavoro sono il principio di ragionevolezza, il diritto al riposo, il diritto alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana, il diritto alla salute. Sempre nell'ambito delle esigenze organizzative e produttive dell'impresa. Se uno di questi elementi viene meno, il lavoratore può ragionevolmente rifiutare i turni di lavoro.

Cosa si rischia se si rifiutano i turni di lavoro

La materia è quindi piuttosto delicata perché i contrasti tra le parti sull'organizzazione dei turni di lavoro sono sempre dietro l'angolo. I datori di lavoro sono infatti chiamati a gestire l'attività di più di un dipendente e di conseguenza scontentezze e gelosie sono all'ordine del giorno.

Premettendo che se l'azienda non ha rispettato tutti i criteri previsti su turni di lavoro legge e normative 2020, il dipendente può fare valere le proprie ragioni, allo stesso tempo è importante che lo stesso lavoratore sia consapevole dei rischi che corre.

In caso di mancato rispetto dei doveri ovvero degli obblighi di obbedienza, diligenza e fedeltà, anche in relazione ai turni di lavoro, l'azienda ha il potere di applicare sanzioni variabili che, dalla più lieve alla più drastica, sono il rimprovero verbale, l'ammonizione scritta, la multa, la sospensione della retribuzione e dal servizio, il trasferimento.

Iscriviti al nostro gruppo Facebook sui diritti per i lavoratori per rimanere aggiornato su tutte le novità: