Rinnovo contratti statali, aumento stipendi Decreti Madia: novità settimana. Valore medio crecita stipendi, bonus 80 euro

Si resta in attesa della decisione sul rinnovo del contratto degli statali. Le novità di oggi lunedì 10 luglio, martedì e giorni successivi questa settimana.

Rinnovo contratti statali, aumento stipe

Aumento stipendi statali e bonus 80 euro


I tempi sembrano adesso maturi e inizia settimana nel segno dell'ottimismo per i dipendenti pubblici e l'aumento dello stipendio nel l'ambito del rinnovo del contratto degli statali. I destinatari sono tantissimi poiché coinvolgono i dipendenti di enti pubblici centrali e locali, ma anche vigili e vigili, dl fuoco, carabinieri e polizia, docenti, insegnanti e personale Ata scuola e in parte l'esercito. Così gli statali dopo 9 anni di stipendi fermi dovrebbero incassare 85 euro lordi al mese. Ma attenzione: la cifra è la media, c'è chi prenderà di più e chi di meno secondo precise fasce retributive. Marianna Madia, ministro per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione, spinge per scatti più consistenti per chi ha stipendi più bassi. In buona sostanza, gli aumenti saranno modulari secondo la definizione che va per la maggiore.

Rinnovo contratti statali: novità settimana

Sul rinnovo del contratto degli statali si studia una formula per salvaguardare i redditi che beneficiano del bonus Irpef, a rischio con gli aumenti con un meccanismo calibrato nelle fasce retributive, cinque o sei, di ogni comparto, per garantire aumenti a tutti, seppure graduati, con parametri certi. Perché, al di là del congelamento della questione, è evidente come i problemi siano tanti e non immediatamente risolvibili. A ogni modo, l'indicazione è chiara: le parti valuteranno - si legge nella direttiva - gli effetti che l'aumento retributivo potrà produrre in relazione agli incrementi stipendiali del personale collocato nei livelli retributivi più bassi e destinatario di recenti provvedimenti di giustizia sociale. Il riferimento va agli 80 euro e al pericolo di scavalcare il tetto per il riconoscimento dello sgravio.

Stando alle normative in vigore, il cosiddetto bonus 80 euro al mese viene incassato da dipendenti pubblici (e privati) con redditi annui lordi fra 8.000 e 24.000 euro e parzialmente fino a 26.000 euro. Il credito viene riconosciuto in maniera automatica dai sostituti d'imposta per cui non c'è bisogno di formulare alcuna richiesta. A beneficiare dello sgravio Irpef sono i lavoratori a tempo indeterminato e coloro con redditi assimilati, anche part time, ovvero compensi percepiti dai lavoratori soci delle cooperative, le indennità e i compensi percepiti a carico di terzi dai lavoratori dipendenti per incarichi svolti in relazione a tale qualità

E ancora: somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio, premio o sussidio per fini di studio o addestramento, redditi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, remunerazioni dei sacerdoti, compensi per lavori socialmente utili in conformità a specifiche disposizioni normative.

Sindacati e Aran possono suggerire eventuali misure correttive, precisa la direttiva. Il tutto avverte il Ministero per la Funzione Pubblica, nei limiti delle risorse destinate: 5 miliardi, con una parte da stanziare nella prossima manovra. Il vincolo delle risorse è criticato dai sindacati con la leader Cgil che insiste su una soluzione sugli 80 euro, che altrimenti diventerebbero premio contro la contrattazione. Per Confsal Unsa, l'esecutivo rimanda alla trattativa il problema del bonus. Il punto sarà al centro del confronto sulla pubblica amministrazione che partirà entro il mese. Intanto, giovedì c'è un appuntamento per chiudere l'accordo su permessi e distacchi sindacali. A inizio settimana, il decreto bis sui furbetti del cartellino dovrebbe infine ricevere il sì dall'esecutivo. Il testo passerà senza modifiche di sostanza: chi sarà colto a strisciare il badge per poi andarsene sarà licenziato entro 30 giorni.