Rinnovo contratti statali, dipendenti pubblici: al via iter questa settimana tra tante contraddizioni

Il decreto sottoscritto per il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici mette a disposizione solo la metà del budget complessivo.

Rinnovo contratti statali, dipendenti pu

Statali: regole nuove più rigide


Siamo a cavallo di due settimane importanti sotto il profilo del rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici. Se in quella appena trascorso è arrivato il decreto che sblocca le risorse per gli aumenti dello stipendio, nella prossima è atteso il via dell'iter parlamentare del nuovo Testo unico del pubblico impiego. Anche se non è stato ufficialmente inserito nel calendario dei lavori delle commissioni Affari costituzionali del Senato e Lavoro, Bilancio e per la Semplificazione della Camera, il via è atteso il 14 marzo. In ogni caso, stando all'annuncio pubblico del ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, è stato firmato il provvedimento che distribuisce i fondi per il comparto.

Rinnovo contratti statali tra contraddizioni e avvio dell'iter

Seppure con una certa lentezza continua il percorso sulla tabella di marcia, ripartendo adesso sugli impegni presi dall'accordo del 30 novembre tra il Ministero per la Funzione Pubblica e le forze sociali, con cui è stata tracciata la strada per la riapertura della contrattazione sul rinnovo del contratto degli statali. Tuttavia con il decreto sottoscritto per il rinnovo mette a disposizione solo la metà del budget complessivo. Il resto sarà nella prossima legge di Bilancio, promette il ministro. La progressione delle risorse è pari a 300 milioni di euro, già assegnati lo scorso anno, a cui sommare 900 milioni di euro pe quest'anno che diventeranno 1,2 miliardi di euro nel 2018. In totale si tratta di quasi 2,5 miliardi di euro, necessari per raggiungere quell'aumento medio di 85 euro concordato con le forze sociali

Oltre al rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici, fermo da circa 8 anni, c'è anche il finanziamento per la revisione delle carriere delle forze dell'ordine, compreso il bonus di 80 euro e lo stanziamento del budget per le assunzioni straordinarie. Non si tratta della sola novità sul fronte della pubblica amministrazione: è infatti vicina l'intesa con le Regioni e i Comuni sui decreti per le partecipate e i furbetti del cartellino. Intesa ritenuta necessaria dall'Alta Corte e che vede confermato il testo sui licenziamenti lampo mentre spunta qualche modifica per le spa pubbliche. Resta fermo che sotto un milione di euro di fatturato scatta il taglio ma l'arco di tempo in cui calcolare il budget viene spostato in avanti, andando così incontro alle richieste delle Regioni.

La riforma del pubblico impiego, si ricorda, prevede un piano straordinario per la stabilizzazione dei precari storici della pubblica amministrazione. Il piano sarà in vigore dal 2018 fino al 2020 e permetterà l'assunzione di tutti coloro che hanno prestato almeno 3 anni di lavoro anche non consecutivi nelle amministrazioni pubbliche. Coloro che sono stati selezionati con un concorso, verranno stabilizzati automaticamente. Mentre coloro che sono entrati senza prove selettive, dovranno partecipare a dei concorsi ad hoc che saranno banditi dalle amministrazioni nei prossimi tre anni. Ai precari saranno riservati fino al 50% dei posti messi a disposizione. La stabilizzazione dovrebbe riguardare circa 50.000 persone.

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