Rinnovo contratti polizia, forze dell'ordine, statali 2019-2021 trattative Governo Conte stipendi

A oggi non ci sono segnali dell'imminenza dell'apertura del tavolo di confronto sul rinnovo del contratto degli statali tra gli esponenti del governo Conte e l'Aran.

Rinnovo contratti polizia, forze dell'or

Verso il rinnovo del contratto degli statali

La questione del rinnovo dei contratto dei dipendenti pubblici è pronta e esplodere. Perché i soldi per coprire la misura non ci sono, ma il 31 dicembre è scaduto il precedente accordo. In maniera graduali le organizzazioni sindacali di categoria stanno iniziando a fare sentire la loro voce, anche perché si rischia la creazione di una spaccatura: da una parte la pubblica amministrazione centrale rispetto a cui l'esecutivo ha messo a bilancio oltre 4 miliardi di euro per i prossimi tre anni. Dall'altra ci sono i lavoratori pubblici di Regioni e Comuni per cui è ancora tutto fermo. Il tutto si inserisce in un contesto preoccupante per via del blocco delle assunzioni e la contemporanea introduzione della misura di quota 100 per favorire l'uscita del mondo del lavoro e l'accesso al trattamento previdenziale. Un provvedimento che non è evidentemente accompagnato dal sempre ambito turn over generazionale.

Verso il rinnovo del contratto degli statali 2019-2021

A oggi non ci sono segnali dell'imminenza dell'apertura del tavolo di confronto sul rinnovo del contratto degli statali tra gli esponenti del governo Conte e l'Aran, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni che rappresenta le pubbliche amministrazioni italiane nelle trattative sui contratti. Il punto di partenza è rappresentato dalle risorse stanziate nella manovra di bilancio: 1,1 miliardi di euro per gli statali nel 2019, 1,4 miliardi di euro nel 2020 e 1,8 miliardi di euro dal 2021, che fanno seguito al precedente contratto, ormai scaduto, che ha portato un aumento di circa 85 euro lordi al mese.

In questa partita sono coinvolte anche le forze dell'ordine, più esattamente gli appartenenti a Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale (comunque assorbito dall'Arma dei Carabinieri), Polizia penitenziaria, Vigili del Fuoco, Aeronautica Militare, Esercito Italiano, Marina Militare, Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana, Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana, Corpo Militare dell'Esercito Italiano del Sovrano Militare Ordine di Malta, Capitanerie di Porto. I loro rappresentanti sindacali hanno già fatto pubblicamente sentire la loro voce, chiedendo la definizione del nuovo contratto del pubblico impiego.

Da aprile aumenti in busta paga per i dipendenti pubblici

La buona notizia è che aprile sarà il mese dell'aumento dello stipendio in busta paga per gli statali. Non si tratta di cifre astronomiche, ma di un piccolo scatto in avanti di circa 8 euro al mese tra aprile e giugno e pari a circa 14 euro al mese da luglio 2019. Succede perché inizieranno a ricevere l'indennità di vacanza contrattuale dello 0,42% ovvero il 30% dell'indice dei prezzi armonizzato, il cosiddetto indice Ipca che salirà al 50% dal mese di luglio. A questa somma occorre aggiungere l'elemento perequativo così come previsto nell'ultima legge di bilancio: circa 20 euro al mese per i dipendenti pubblici con stipendio inferiore a una determinata soglia. Rimarrà in vigore fino a che non verrà sottoscritto il nuovo contratto degli statali.

Rinnovo contrattuale pubblico impiego novità a Maggio 2019

Stando a quanto riportano le ultime notizie al mese di maggio 2019, il rinnovo contrattuale pubblico impiego, come riportato nell'ultimo DEF, dovrebbe essere siglato nel 2020 e con il rinnovo dei contratti del pubblico impiego lo stipendio dovrebbe essere aumentato dell’1,95%.

Il testo del nuovo Def 2019, infatti, riporta conferme sul fatto che nel 2020 si dovrebbe aggiungere un accordo per il rinnovo contrattuale nel triennio 2019-2021, impiegando le risorse stanziate con la Legge di Bilancio 2019. Si tratta, dunque, di aumenti di stipendi che arriveranno, stando quanto annunciato e alle previsioni, solo nel 2020 nonostante il contratto per il pubblico impiego sia scaduto il 31 dicembre 2018.

Con particolare riferimento all’importo degli aumenti per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, la Legge di Bilancio 2019 conferma le percentuali già indicate per cui l’aumento dello stipendio del pubblico impiego sarà di +1,3% nel 2019, +1,65% nel 2020 e +1,95% nel 2021.

In base alle retribuzioni percepite da ogni singolo dipendente pubblico, gli aumenti oscilleranno, dunque, tra i 30 e gli 80 euro lordi, una cifra considerata decisamente irrisoria, considerando che al netto di imposte e contributi gli aumenti saranno quasi nulli e dopo anni e anni di blocco del rinnovo contrattuale non è certo questa la conclusione che i lavoratori attendono.

Stipendio polizia stradale, Penitenziaria e Forze dell'ordine

Passando allo stipendio percepito da Forze dell’ordine, polizia stradale e penitenziaria, c’è innanzitutto da sottolineare che si tratta della categoria di lavoratori che negli ultimi anni hanno visto maggiormente crescere le loro retribuzioni.

In particolare, come confermano le ultime notizie, gli stipendi nelle Forze Armate e di Polizia sono aumentati molto più rispetto a quelli dei dipendenti pubblici delle altre amministrazioni. Entrando più nel dettaglio, nel 2017 lo stipendio percepito dal personale appartenente alle Forze Armate è risultato il più alto della categoria delle Forze dell’Ordine, con una media di 42.397 euro. Leggermente più basso lo stipendio percepito dalle forze di Polizia, con una media pari a 40.378 euro.

Per quanto riguarda le Forze dell'Ordine, poi, dallo scorso mese di aprile 2019, è stata introdotta una nuova voce in busta paga, che contribuisce ad aumentare il reddito, e vale a dire l’Indennità di Vacanza contrattuale (IVC) (in realtà per tutti i dipendenti del pubblico impiego), che vale per tutte le Forze dell’Ordine, Polizia di Stato, Carabinieri, Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria, e che prevede un aumento dello stipendio erogato provvisoriamente dallo Stato, in quanto datore di lavoro, nel periodo compreso tra la data di un CCNL scaduto e il rinnovo successivo.

L’Indennità di Vacanza contrattuale è però provvisoria perché limitata esclusivamente al tempo che intercorre fino alla stipula di un nuovo contratto collettivo. Secondo quanto previsto, infatti, quando un CCNL scade e non viene subito rinnovato, i lavoratori percepiscono, per il lasso di tempo fino al nuovo rinnovo contrattuale, una somma aggiuntiva di stipendio.

Si resta, tuttavia, in attesa del rinnovo contrattuale per gli stipendi delle Forze dell’Ordine e di Polizia