Rinnovo di 22 contratti nazionali. Le attese. E il valore delle retribuzioni dall'Istat

Fermi a settembre ben 22 contratti nazionali rispetto al mese di agosto: le ultime notizie sui valori delle retribuzioni

Rinnovo di 22 contratti nazionali. Le at

Rinnovo 22 contratti nazionali retribuzioni Istat


Si attendono dallo scorso mese di settembre novità per ben 22 contratti nazionali che interesserebbero, stando alle ultime notizie, circa 3,1 milioni di lavoratori dipendenti. Inoltre, nel periodo compreso tra luglio e settembre è stato rinnovato solo l'accordo dell'edilizia e sono anche scaduti i contratti di telecomunicazioni e commercio. Vediamo, dunque, cosa dovrebbe cambiare e cosa si attende.

Rinnovo 22 contratti nazionali: attese

Secondo le ultime notizie, sarebbero ben 22 i contratti collettivi nazionali rimasti fermi a fine settembre rispetto al precedente mese di agosto e per cui si attendono novità, mentre per quanto riguarda i contratti collettivi nazionali in vigore a settembre, per la parte economica sono 53 e interessano 9,8 milioni di dipendenti, il 75,8% del totale, e rappresentano il 77,4% del monte retributivo osservato.

Rinnovo 22 contratti nazionali: valore retribuzioni

Per quanto riguarda il valore delle retribuzioni, stando a quanto reso noto dall’Istat, quelle contrattuali orarie a settembre sono rimaste ferme rispetto al mese precedente e uguali anche nella media del terzo trimestre, ma rispetto all'anno precedente, a settembre si è registrato un aumento dell'1,9% mentre nei primi nove mesi del 2018, complessivamente, sempre stando alle ultime notizie Istat, le retribuzioni orarie sarebbero cresciute dell'1,4% rispetto al 2017.

A seguito del rinnovo contrattuale, si sono registrati aumenti per la quasi totalità dei dipendenti pubblici, fino a raggiungere una crescita di circa il 2%, valori più bassi si sono registrati, invece, nel settore privato soprattutto a causa di una decelerazione negli ultimi due mesi del trimestre. In particolare, a settembre le retribuzioni contrattuali orarie hanno registrato un aumento tendenziale dell’1,1% per i dipendenti del settore privato, segnando un +1,1% nell’industria e un +1,0% nei servizi privati, e del 4,1% per i dipendenti della pubblica amministrazione, grazie soprattutto allo sblocco dei contratti lavorativi.

In generale, potremmo dire che i settori che mostrano i maggiori aumenti tendenziali sono: attività dei vigili del fuoco (+9,8%), militari-difesa (+6,4%) e forze dell'ordine (+6,1%), mentre le variazioni tendenziali minori sono per settori di metalmeccanica, dei servizi di comunicazione e informazione (entrambi +0,8%) e per gli altri servizi privati (+0,2%).

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