PMI, Welfare Index 2018 partecipazione

Il testo di riferimento per conoscere tutti i dettagli sul cosiddetto collocamento mirato è il decreto legislativo 151 del 2015, adesso entrato in vigore.

PMI, Welfare Index 2018 partecipazione

Rivolta piccole imprese per assunzione obbligatoria disabili


Mentre iniziano ad essere aperte le iscrizioni pe le Pmi alla ricerca Welfare Index Pmi 2018, sula gestione del wefare aziendale, un rapporto molto interessante, inziano ad arrivare le prime lamentale da parte soprattutto delle Pmi per quanto riguarda l'assunzione obbligatoria dei disabili. E non mancano varie risposte

Da questo mese di gennaio è scattato l'obbligo dell'assunzione di disabili nelle aziende. Ci sono confini ben precisi da rispettare, ma per tutte quelle tra 15 e 35 dipendenti è in vigore la norma sull'indispensabilità di avere in organico una quota di portatori di handicap. Se le intenzioni del legislatore sono evidentemente delle migliori, non la pensano allo stato gli esponenti dell'associazione degli industriali, secondo cui si tratta di un limite per le aziende anziché di una opportunità per gli invalidi perché, sostengono, l'imposizione non facilita l'inserimento mirato. In queste prime settimane di esperienza sta emergendo con molta chiarezza come non tutte le imprese sono a conoscenza delle nuove norme e chi può, cercare di eluderle. E il tutto senza dimenticare come siano previsti sgravi per l'assunzione obbligatoria disabili.

Cosa prevedono le nuove regole

Il testo di riferimento per conoscere tutti i dettagli sul cosiddetto collocamento mirato è il decreto legislativo 151 del 2015. Poi ci sono due numeri che danno l'idea della situazione italiana. Le imprese che hanno in organico almeno 15 dipendenti e dunque sono considerate piccole, ammontano a 90.270. In tanti casi si tratta di ditte individuali. E poi c'è la quota dei disabili assunti. Stando ai dati aggiornati, la percentuale di lavoratori diversamente abili che ha un lavoro è pari al 18%. In questo contesto si incardinano le nuove regole sull'assunzione obbligatoria dei disabili. L'obbligo riguarda infatti le imprese che occupano almeno 15 dipendenti. Non sono dunque incluse quelle con cifre più basse. Ma c'è un aspetto da tenere in considerazione più di altri per comprendere l'impatto delle disposizioni entrate in vigore: il numero dei disabili da assumere varia in proporzione al numero di lavoratori già occupati.

E sono le sanzioni a preoccupare le piccole imprese perché, in un periodo in cui non tutte riescono a far quadrare i conti, anche le piccole e ripetute multe incidono non poco sullo stato dell'economia generale. Ebbene, vengono calcolate sulla base di ogni giornata di assunzione mancata per i disabili che dovevano essere assunti: 153,20 euro al giorno. Significa allora che più si ritarda l'appuntamento con la regolarizzazione e maggiore è il conto da pagare, fino ad arrivare a cifre astronomiche. Eppure c'è già chi ha preannunciato di voler pagare la multa anziché mettersi in regola. E non per ragioni ostative nei confronti degli invalidi - argomentano - ma per motivi di salute generale dell'azienda.

Assunzione obbligatoria disabili: le eccezioni

Ci sono comunque delle esenzioni alle disposizioni sull'assunzione obbligatoria di disabili in azienda. Riguarda alcuni alcuni comparti ben precisi. Più esattamente, l'obbligo non riguarda le imprese del settore edile, minerario e del trasporto aereo, marittimo e terrestre e neanche quelle in stato di crisi. Per tutte le altre non c'è invece alcuna deroga. Come fan notare Confindustria, i disabili hanno il diritto di essere inserite nel mondo del lavoro ma non è corretto scaricare tutto il peso sulle aziende.







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di Luigi Mannini pubblicato il