Robot, a rischio in Italia tre milioni di posto di lavoro. Le soluzioni

Una ricerca condotta dagli esperti dell'Ambrosetti cerca di rispondere per l'Italia a quanti posti di lavoro si perderanno e quanti si potrebbero creare nei prossimi anni con l'uso sempre più forte di robot e automazione

Robot, a rischio in Italia tre milioni d

Quanti posti di lavoro In Italia si potranno perdere e creare con i robot


Il continuo sviluppo della tecnologia genera un crescente timore verso un epilogo che rappresenta più di un incubo. Si tratta dell’effetto sostituzione uomo-macchina e le ricadute che questo fenomeno potrebbe avere su Paesi, imprese e persone. Soprattutto per il lavoro di milioni di persone sparse in tutto il mondo.

I robot toglieranno posti di lavoro agli uomini? E' una domanda che viene fatta spesso soprattutto nell'ultimo periodo dove l'occupazione è uno dei problemi più importanti del nostro Paese tra sali e scendi e in modo particolare l'entrata nel mondo del lavoro dei ragazzi.

Ha questa domanda ha voluto rispondere il Grippo di ricerca dell'Ambrosetti con uno studio e una ricerca sul mercato del lavoro in Italia. La risposta non è così lineare e semplice come ci si può immaginare.

Quanti posti di lavoro si perderanno e chi rischia di più

Secondo la ricerca, si perderanno nei prossimi anni, quindi anni per la precisione, 3 milioni di posti di lavoro che potrebbero diventare anche più di quattro milione 

Si perderanno soprattutto nei settori come quello dell'immobiliare, commercio, agricultura e pesca e nell'industria dove l'automazione, per chè è questo il termine più esatto da usare rispetto ai robot sarà propenderante. E rischieranno di perdere il posto di lavoro per la maggior parte chi è tra i 18 anni i 30 anni, non quelli con esperienza.

Rischieranno di perderlo circa 17 milioni di italiani, quelliche non hanno un rtitolo di studio specifico che non significa per forza una laurea ma l'importante sarà avere una specializzazione, sarà fondamentale e questi rischieranno solo l'1%.

I posti di lavoro che si creeranno e per chi.

Ma accanto alla perdite dei posti dei lavoro dovuti alla robotica e all'automazione, la ricerca
sottolinea come verranno creati altrettanti nuove mansione, con 40mila posti anno circa all'anno, uno specializzato nel settore, gli altri due a supporto. E si arrievrebbe così a più di 3 milioni di posti creati in 15 anni. Il lavoro, dunque, non viene distrutto, ma se ne creano di nuovi come dall'altra parte hanno già dimostrato tanti Paesi con un alto tasso di crescoita tecnologia in qusti ultimi anni nonostante la crisi economica che li ha visti anch'essi loro malgrado protagonisti.

Certo, occorrerà una forte specializzazione e uno studio sempre più legato al lavoro, unendo i due mondi, non tenendoli seprati come accade ancora attualmente in Italia.

Le mensioni che saranno le più rciercate saranno quelle legate alla comunicazione, secondo sempre lostudio, la ricerca, la medicina e lo studio e tutte quelle che richiedono una buona preparazione intelletuale o, comunque, creatività, capace di relazione ed empatia.

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