Salario minimo, meno di 9 euro all'ora per Confindustria. Posizione Sindacati e Pd

di Marianna Quatraro pubblicato il
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Le proposte di salario minimo di M5S e Pd e no da sindacati e Confindustria: le posizioni e cosa prevede il salario minimo

Il M5S ha presentato in Senato un ddl per rimettere in discussione il salario minimo, misura condivisa dal Pd che ha presentato un secondo ddl in senato, proponendo di stabilire un salario minimo orario lordo sotto il quale nessuna impresa potrà andare e mettere ordine nei contratti collettivi nazionali, in modo da assicurare garanzie ai lavoratori. Ma come dovrebbe funzionare il salario minimo? E di quanto dovrebbe essere l’importo del salario minimo? Stando alle ultime notizie, per il M5S il salario minimo dovrebbe essere di 9 euro lordi all’ora, per il Pd di 9 euro netti.
E rimane fondamentale il discorso del salario minimo anche per le pensioni. Troppe sono le pensioni basse per colpa propria di salari e stipendi bassi in Italia come vediamo nel corso dell'articolo. Anche eprchè partendo dal salario minimo si strtuttrano tutti gli altri stipenpi,

Salario minimo: proposta Confindustria e posizione sindacati

Secondo quanto reso noto da Confindustria, l’importo del salario minimo dovrebbe essere, invece, meno di 9 euro all’ora perché, come ha spiegato Pierangelo Albini, direttore dell’area lavoro, la retribuzione ai livelli più bassi dei contratti di lavoro è di circa 7,5 euro lordi. Inoltre, secondo Albini, un salario minimo legale a determinate condizioni potrebbe a ridurre le situazioni anomale, ma senza condizioni determinate e necessarie, al contrario, si correrebbe il forte rischio del cosiddetto fenomeno della ‘fuga’ dal contratto collettivo.

Anche le altre associazioni delle imprese ritengono che il salario minimo a 9 euro sia insostenibile e, secondo Confapi, potrebbe addirittura rischiare di far saltare il sistema. La proposta dei pentastellati non convince del tutto perché si teme che i datori di lavoro possano non avere più alcun interesse a stipulare i contratti nazionali e scegliere soglie legalizzate più bass e secondo i sindacati, sarebbe preferibile considerare i contratti nazionali di ogni settore, cioè quelli firmati dalle organizzazioni più rappresentative, ed estendere a tutti i lavoratori i relativi minimi di retribuzione, senza l’introduzione per legge di un salario minimo orario.

Per Cgil, Cisl e Uil, infatti, è necessario dare maggiori garanzie ai lavoratori attribuendo valore legale ai contratti nazionali stipulati dalle organizzazioni maggiormente rappresentative, considerando che in Italia, proliferano contratti poco o per nulla rappresentativi, anche dal punto di vista retributivo, rispetto ai contratti stipulati dalle organizzazioni maggiormente rappresentative.

Il Pd rilancia e rifiuta l'accordo con il Governo Lega-M5S su questa legge.

Nel frattempo mentre il Governo cerca di portare avanti la legge sul salario minimo, il Pd rifiuta un accordo con il Governo per portare avanti la legge insieme come proposto dallo stesso Di Maio a ZIngaretti una volta che si era insediato, e rilancia a 9 euro netti, anche se come visti rimangono inaccettabili per Confidustria.

Salario minimo e pensioni: importi sempre più bassi

La necessità di un salario minimo nel nostro Paese deriva dal fatto che in Italia stipendi e pensioni sono ancora troppo bassi e se le pensioni sono basse è anche per gli stipendi bassi. Secondo le ultime notizie rese note da un rapporto della Fondazione Di Vittorio, think tank della Cgil, che confronta le retribuzioni medie dei lavoratori dipendenti italiani con quelle del passato e degli altri grandi Paesi europei, infatti, gli stipendi hanno perso mille euro di potere d’acquisto negli ultimi sette anni, riducendosi notevolmente, tanto che se nel 2010 la retribuzione media in Italia era di 30.272 euro nel 2017 è scesa a quota 29.214. Le cause di questo peggioramento sono soprattutto contratti precari, part time e lavori discontinui e la carenza di capitale umano nel nostro Paese e riduzione delle alte qualifiche.

La situazione già negativa potrebbe anche peggiorare, sia per stipendi che per pensioni, se non ci saranno i rinnovi contrattuali, fermi già da troppo tempo, per comparti pubblici come sanità, scuola, P.A., e se le tasse locali aumenteranno.

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