Scarso rendimento sul lavoro, cosa si rischia

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Scarso rendimento sul lavoro, cosa si ri

Cosa si rischia scarso rendimento sul lavoro

Il cambiamento del rendimento del dipendente avviene nel corso del tempo e successivo al momento dell'assunzione. Ma come fa un'azienda a giudicarlo?

Poco conta che il contratto sia a tempo determinato o indeterminato perché lo scarso rendimento sul lavoro è un problema reale sia per il dipendente stesso e sia per il datore. Qualunque sia l'azienda, ci sono dei parametri minimi di produttività da mantenere e discostarsene mette in discussione il rapporto di lavoro.

Il cambiamento del rendimento del dipendente avviene nel corso del tempo e dunque successivo al momento dell'assunzione. La questione presenta naturalmente molti aspetti problematici, a iniziare dalle modalità e ai parametri utilizzati dall'azienda per valutare per il rendimento ovvero la produttività del lavoratore.

Non è quindi casuale che i giudici dei tribunali, e in particolare la Corte di Cassazione, sono intervenuti a più riprese sulla materia con importanti sentenze che hanno allargato o ristretto i confini entro cui l'azienda può intervenire con sanzioni o licenziamento. Analizziamo allora la normativa e i dettagli su

  • Cosa si rischia per scarso rendimento sul lavoro
  • Scarso rendimento sul lavoro, sentenze e casi particolari

Cosa si rischia per scarso rendimento sul lavoro

La regola di fondo è piuttosto intuitiva: se il lavoratore non assicura il rendimento necessario si espone a rischi che possono portare all'allontanamento ovvero al licenziamento. E la giustificazione avanzata è la scarsa produttività. Per essere chiari, per rendimento si intendo il risultato utile a favore dell'azienda raggiunto dal lavoratore.

E se è scarso, ecco che si configura in maniera plastica il rischio di mancato rispetto degli obblighi contrattuali. L'aspetto chiave è proprio quello della valutazione del comportamento lavorativo e in questo caso sono tre gli aspetti presi in considerazione.

Il primo è naturalmente quello del risultato sulla base di quanto indicato nel contratto di lavoro. Il secondo parametro strettamente legato è quello dello scostamento che diventa problematico quando è più basso rispetto alla media delle prestazioni degli altri lavoratori.

Il terzo, ma non meno importante ai fini della valutazione generale, riguarda la condotta ovvero il comportamento diligente o meno del lavoratore.

Scarso rendimento sul lavoro, sentenze e casi particolari

Il licenziamento del lavoratore per scarso rendimento può dunque avvenire per giustificato motivo soggettivo se sono venuti meno gli obblighi di diligenza e professionalità che hanno portato all'esecuzione non corretta della prestazione così come richiesto nel contratto di lavoro.

Oppure per giustificato motivo oggettivo se la prestazione del lavoratore non è più utile ai fini produttivi. In ogni caso spetta al datore di lavoro - come messo nero su bianco da una recente sentenza della Corte di Cassazione - dimostrare lo scarso rendimento sul lavoro e quindi l'inadempimento degli obblighi rispetto al contratto di lavoro.

E il tutto senza dimenticare l'importanza dei vari Contratti collettivi nazionali del lavoro per l'individuazione di casi particolari e regole specifiche legate al comparto di appartenenza.

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