Coop e grande distribuzione: venerdý rischio chiusura per sciopero. La protesta

I rappresentanti dei lavoratori hanno chiedono agli addetti del settore di scioperare anche nelle altre giornate che saranno individuate a livello territoriale.

Coop e grande distribuzione: venerdý ris

Coop, Gdo, supermercati: sciopero venerdý


Sia le Coop che la Grande Distribuzione si potrebbero fermare venerdì con supermecati e centri commerciali addirittura chiusi del tutto, dipende da quanto sarà l'adesione, per lo scioperoò di venerdì

Guai in vista per la grande distribuzione organizzata, Coop inclusa. In buona sostanza, i supermercati rimarranno registreranno grandi disagi per via dello sciopero proclamato proprio nelle ore a ridosso di Natale. La data da segnare sul calendario è quella di venerdì 22 dicembre. I lavoratori della grande distribuzione hanno infatti deciso di incrociare le braccia per via del mancato rinnovo del contratto, scaduto da 4 anni. Ed essendo stato proclamato a livello nazionale dalle tre principali organizzazioni sindacali di categoria, è lecito attendere disagi un po' ovunque. Non solo Coop, perché sono da mettere in conto problemi anche per Ovs, Mercatò, Docks Market e Bricocenter. Non dimentichiamo che questa è la settimana che conduce al Natale e alle festività di fine anno. Al di là del significato tradizionale di questi appuntamenti, sono anche occasioni per mettersi tutti attorno a una tavola per pranzi e cenoni. E non è un caso che le percentuali di vendita nei supermercati subiscano una impennata.

Tutti i motivi dello sciopero dei supermercati

Non è un caso che i sindacati abbiano scelto di proclamare una giornata di sciopero dei supermercati proprio venerdì 22 dicembre, con il Natale alle porte. La loro azione di protesta diventa così più forte e le difficoltà create saranno maggiori. Ecco allora che le loro rivendicazioni saliranno maggiormente al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica e delle cooperative di consumo. Succede allora che il rinnovo dei contratti che tarda ad arrivare è certamente il motivo principale che ha spinto a fissare una giornata di astensione dal lavoro. Ma poi, ci sono anche tanti altri motivi mai accettati dalle lavoratrici e ai lavoratori del settore:

  1. aumento delle percentuali di utilizzo di tempi determinati e somministrati;
  2. conferma delle 40 ore per gli assunti dopo il 22 dicembre 2011;
  3. eliminazione dei parametri 155 e 180 dei livelli quarto e terzo e sostituzione del differenziale retributivo per i lavoratori in forza con un ad personam assorbibile;
  4. passaggio dal divisore 165 al 168 per tutti i dipendenti;
  5. possibilità per le imprese di assumere part time 8 e 16 ore settimanali anche non per week end e senza accordo aziendale;
  6. proposta salariale di aumento pari 40 euro da gennaio 2017 e 45 euro da gennaio 2018 con vigenza del Contratto collettivo nazionale di lavoro fino a dicembre 2018. Una proposta pari a circa un terzo in meno di quella di Confcommercio, saltando di fatto 2 anni di aumenti salariali;
  7. riduzione dei permessi per le cooperative minori a 40 ore annue su regime di 40 ore settimanali ed eliminazione del limite di 300 dipendenti per identificare le cooperative minori;
  8. riduzione del 5% sulle maggiorazioni orarie domenicali, straordinarie e notturne;
  9. riduzione del pagamento dei primi tre giorni di assenza per malattia;
  10. sistema di deroghe automatiche al contratto nazionale qualora ci siano perdite di bilancio.

Se il 22 dicembre è la giornata critica, i rappresentanti dei lavoratori hanno chiedono agli addetti del settore di scioperare anche nelle altre giornate che saranno individuate a livello territoriale.