Sciopero esami università a settembre, ottobre, novembre: trattativa per sbloccare in stallo. Aggiornamenti situazione

Docenti universitari in sciopero: blocco delle sessioni di esami dei prossimi mesi. La situazione attuale e cosa potrebbe accadere

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I docenti universitari sul piede di guerra ed esami universitari bloccati nei prossimi mesi di settembre, ottobre, novembre. Quando il nuovo anno accademico 2017/2018 non è ancora iniziato già sorgono i grandi problemi che porteranno ad un probabile slittamento delle attività dello stesso nuovo anno. Della vicenda forniremo continui aggiornamenti, raccontando l’evoluzione della situazione.

Esami bloccati, professori in sciopero: i motivi

Le prime sessioni di esami all'università per i prossimi mesi sembrano, dunque, al momento bloccate a causa della decisione dei professori di fermarsi per scioperare contro il blocco degli scatti degli stipendi, fermi ormai da cinque anni, deciso dal governo Berlusconi negli anni 2011-2014. Si tratta della stessa situazione che coinvolge i dipendenti del pubblico impiego, che attendono lo sblocco dei contratti fermi ormai da otto anni e per cui lo stesso governo starebbe discutendo il blocco in base alle risorse economiche disponibili che al momento, come confermano le ultime notizie, non sarebbero sufficienti per aumenti sostanziosi né per garantire la copertura totale per aumenti di quegli 85 euro che sarebbero stati annunciati dallo stesso governo, in accordo con le forze sociali.

Secondo quanto dichiarato nel corso di queste ultime settimane dagli stessi docenti, una forma di protesta di questo genere e prolungata nei mesi potrebbe essere l'unica strada per farsi ascoltare davvero dal governo che, stando a quanto riportano le ultime notizie, continuerebbe a non far nulla di concreto per sbloccare i contratti salariali. La trattativa sembrerebbe, infatti, decisamente in stallo. Dunque, le ultime notizie confermano che tutti gli studenti che avevano programmato esami per settembre dovranno aspettare e ancora non si sa quanto.

Se le future matricole prossime ormai a sostenere a sostenere i test di ingresso 2017 per l’accesso alle facoltà universitarie a numero chiuso sosterranno regolarmente le prove nei giorni e nei tempi stabiliti, gli studenti di circa 79 atenei che hanno passato le vacanze a studiare per sostenere gli esami degli appelli di settembre 2017, ottobre e novembre, dovranno probabilmente continuare a studiare e prepararsi fino a quando lo sciopero dei docenti non sarà terminato e sarà definito un nuovo calendario d’esami.

Situazione attuale e aggiornamenti

Al momento sono circa 5444 i professori e ricercatori universitari e ricercatori di enti di ricerca italiani di 79 differenti università che hanno indetto lo sciopero delle attività dal 28 agosto al 31 ottobre per denunciare i cinque anni di blocco degli scatti salariali e dopo diversi tentativi di farsi sentire hanno deciso di fare ricorso ad una forma di protesta che non si vedeva in questo campo da oltre quarant’anni. Per sostenere la loro battaglia, alcuni mesi fa è nato Il Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria, un comitato composto da professori e ricercatori, che ha scritto una lettera aperta invitando i colleghi a unirsi alla mobilitazione e ottenendo grande successo, essendo stata firmata da professori di tutte le principali università italiane.

Ciò che chiedono i docenti è lo sblocco degli scatti salariali e il riconoscimento dei loro effetti giuridici. Nel frattempo, secondo quanto reso noto dagli stessi docenti, nel periodo autunnale, dal 28 agosto al 31 ottobre 2017, potrebbero astenersi dal tenere appelli già programmato. Le stesse università, tuttavia, si stanno organizzando per definire il nuovo calendario per permettere agli studenti di non avere problemi con i loro curriculum. Ma la protesta dei professori però non si ferma qui: secondo quanto riportano le ultime notizie, sarebbero, infatti, sul tavolo altre forme di agitazione alternative come le prove in corridoio e fuori dalle aule. Bisognerà capire nei prossimi giorni come evolverà la situazione e se la trattativa di sblocco andrà a buon fine e se questo processo avverrà in breve allora le sessioni di esami dei prossimi mesi riprenderanno secondo quanto già precedentemente stabilito, altrimenti i tempi potrebbero ancora slittare e rimandare non si sa di quanto gli appelli.