Riaperture scuola a maggio nonostante Coronavirus. E' allarme tra favorevoli e contrari

di Chiara Compagnucci pubblicato il
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Dubbi sull'apertura della scuola con coronavirus

La questione della riapertura delle scuole è più viva che mai, come dimostrato dal dibattito intorno all'opportunità di riaprire le scuole ovvero tra i favorevoli e i contrari.

Ma davvero l'anno scolastico è finito e gli studenti delle scuole elementari, medie e superiori non torneranno più nelle rispettive aule?

Oppure già nel mese di maggio arriverà l'attesa riapertura per concludere nel modo migliore questo anno scolastico, anche e soprattutto pensando agli esami?

A oggi non c'è una risposta certa e si resta in attesa della decisione del Ministero dell'Istruzione ovvero del governo. La questione è però più viva che mai, come dimostrato dal dibattito intorno all'opportunità di riaprire le scuole ovvero tra i favorevoli e i contrari.

Tra chi pensa che proprio dalla scuola occorre ripartire, come del resto fanno in altri Paesi europei, e chi invece sottolinea che gli ambienti scolastici sono quelli più a rischio. Vediamo quindi

  • Chi rimane contrario
  • Chi chiede almeno di pensarci seriamente subito e lancia allarme
  • In tante nazioni si riapre, proprio per l'importanza della scuola

Chi rimane contrario

Nessun dubbio per Scuola Bene Comune, il Comitato libero degli insegnanti per la difesa della scuola pubblica: la scuola non deve riaprire a maggio.

Il sodalizio invita al ritorno tra i banchi di scuola solo a settembre in maniera calibrata e articolata per ordine e grado di scuola, applicando le norme di igiene e sicurezza.

E non esclude l'adozione di sistemi di didattica mista, in presenza e a distanza, con tanto di possibili chiusure di scuole in caso di episodi di positività al coronavirus tra studenti, insegnanti e rispettivi familiari.

Insomma, non solo fine dell'anno scolastico con presenza nelle scuole, ma prolungamento dello stato di emergenza da settembre in poi.

Chi chiede almeno di pensarci seriamente subito e lancia allarme

C'è quindi chi invita a un'attenta riflessione perché tra compiti, videolezioni e attività scolastiche per nulla tradizionali sono troppi i disagi attraversati da bambini e ragazzi.

Senza pensare a quelli delle famiglie, alle prese con difficoltà organizzative tra impegni lavorativi e assistenza ai figli. Da qui l'idea di prevedere un'analisi approfondita che valuti la reale possibilità di aprire le scuole a maggio.

Lo chiede ad esempio il pedagogista Daniele Novara che, sulle pagine del Corsera, invita le istituzioni educative, formative e scolastiche a creare task force con pedagogisti, psicologi dell'età evolutiva, tecnici dell'apprendimento, esperti di politica scolastica, per costruire un impianto adeguato ai bisogni dei bambini e a sostegno delle famiglie e dei genitori. Ma subito e non a settembre.

In tante nazioni si riapre, proprio per l'importanza della scuola

C'è anche una terza categoria, quella che non comprende le ragioni della chiusura della scuola a oltranza. E a sostegno delle proprie tesi ricorda l'esempio degli altri Paesi europei in cui la scuola viene collocata al centro delle priorità.

Succede quindi che nella vicina Francia è prevista una graduale riapertura da maggio, in Germania si studia il modo per riprendere l'attività a scaglioni, la Spagna - colpita violentemente dal coronavirus - vuole fare perdere ai propri ragazzi il minor numero di giorni scolastici, e la Danimarca ha già riaperto le scuole.