Si può rifiutare cambio contratto di lavoro o no. Conseguenze e rischi

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Si può rifiutare cambio contratto di lav

Contratto di lavoro, si può rifiutare cambio

Pensiamo al cambio delle mansioni assegnate al dipendente oppure alla variazione dell'orario di lavoro. E a tutte le modifiche legate allo stipendio nel contratto di lavoro.

Quando si parla di contratti di lavoro occorre utilizzare tutta la cautela del caso perché si tratta di una delle materie più esposte ad aspre controversie a suon di carte bollate tra il datore di lavoro e il dipendente.

Uno dei punti più controversi riguarda la possibilità di cambiare il contratto di lavoro in essere: l'azienda ha libera facoltà di manovra oppure si tratta di un'operazione vietata. L'analisi è ad ampio raggio perché per cambiamento del contratto di lavoro non si intende il totale ribaltamento di quanto applicato.

Anche singole voci possono infatti essere oggetto di revisioni. Pensiamo ad esempio al cambio delle mansioni assegnate al dipendente oppure alla variazione dell'orario di lavoro. E naturalmente ci sono tutte le modifiche legate allo stipendio, anche in riferimento ai benefici accessori.

Insomma, la materia è molto vasta e, almeno dal punto di vista teorico, andrebbe affrontata per ciascuno Contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl). Cerchiamo allora di saperne di più in base agli ultimi aggiornamenti legislativi e vediamo insieme

  • Contratto di lavoro, si può rifiutare cambio
  • Conseguenze e rischi rifiuto cambio contratto

Contratto di lavoro, si può rifiutare cambio

La regola generale sul cambio di contratto di lavoro prevede che sia possibile solo se prevede un miglioramento.

In linea di massima e tenendo conto delle particolarità presenti nei Contratti collettivi nazionali di lavoro (Credito ed Assicurazioni, Poligrafici e Spettacolo, Enti e Istituzioni Private, Terziario e Servizi, Chimica, Tessili, Enti Pubblici, Dirigenti Settore Privato, Agricoltura e Allevamento, Marittimi, Trasporti, Turismo, Alimentari, Meccanici, Edilizia e Legno) così come delle situazioni contingenti, il datore non può peggiorare le condizioni di lavoro.

E se lo fa, il lavoratore può rifiutare il cambio. Occorre quindi verificare caso per caso ovvero comparto per comparto e azienda per azienda. Tuttavia il demansionamento è vietato ovvero l'azienda non può adibire il dipendente a mansioni inferiori per le quali è stato assunto.

Stessa cosa per la modifica dell'orario di lavoro che non può avvenire in maniera unilaterale e in difformità agli accordi iniziali.

Ma è indispensabile precisare che nel caso di esplicite e imprescindibili necessità organizzative non è necessario il consenso del dipendente. E allo stesso tempo è in vigore il principio della cosiddetta irriducibilità dello stipendio.

Conseguenze e rischi rifiuto cambio contratto

Il rifiuto di un lavoratore di trasformare il proprio contratto, anche nel caso di passaggio da tempo pieno a tempo ridotto o viceversa, non rappresenta un motivo di licenziamento.

E né tutte le altre principali sanzioni previste per i dipendenti. In ordine di gravità decrescente sono il trasferimento, la sospensione dal servizio e dalla retribuzione, la multa, il rimprovero scritto, il rimprovero verbale.

Purché appunto si presentino per l'azienda esplicite e imprescindibili necessità organizzative che non consentono alternativa valida.

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